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Economia

Sicilia, Armao: «In calo consumi ed esportazioni. Penalizzati dal Covid»

Di Redazione

Alla Sicilia dovrebbero arrivare circa 9 miliardi di euro tra risorse europee, recovery fund e altre risorse. Lo ha comunicato l’assessore all’Economia della Regione Siciliana Gaetano Armao nel corso di una conferenza stampa convocata questa mattina per fare il punto sulla situazione economica e finanziaria della Sicilia. Armao ha riferito di avere partecipato ad una riunione con il ministro per la coesione Giuseppe Provenzano il 31 dicembre. L'assessore ha però anche toccato le dolenti note dovute agli effetti della pandemia del Covid sull'economia in Sicilia. 

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"Nel corso del 2020, le eccezionali ondate di contagio provocate dalla pandemia da Coronavirus hanno avuto effetti disastrosi sull'economia mondiale e le misure di contrasto adottate dai vari governi hanno avuto conseguenze gravose sulle economie locali". In base agli ultimi dati economici disponibili, sono stati stimati i costi del blocco dei comparti coinvolti nel lockdown delle imprese siciliane. Nell’Isola, la chiusura ha riguardato il 44,2 per cento delle unità locali, il 37,1 per cento degli addetti e il 32,8 per cento del fatturato sul totale delle attività economiche rilevate (percentuali minori rispetto all’Italia). "Il minor danno arrecato all’Isola dal lockdown rispetto al trend nazionale, secondo questa simulazione - spiega dall’assessorato all’Economia -, è dovuto alla minore presenza del settore manifatturiero. Non va tuttavia dimenticato l’effetto delle limitazioni sul turismo che ha visto in Sicilia in un calo di presenze del 35,2 per cento sul 2019. Il vice presidente della Regione Sicilia ha quindi citato le stime di Prometeia sull'andamento del prodotto interno lordo che segnano -8,2% per l’Isola nel 2020. In calo del 10,8% i consumi e dell’11,9% gli investimenti fissi lordi. In calo le esportazioni (-33,7%) mentre -5% registrano i prodotti raffinati. In particolare rispetto al valore aggiunto totale l’agricoltura perde il 2%, l’industria 11,9%, le costruzioni il 9,7% e i servizi 8,1% per un totale del meno 8,2%.
 

Per l’economia siciliana, tali previsioni delineano una maggiore flessione nel 2020 (-8,1%) e una ripresa nel successivo periodo, su cui si eserciterebbe, comunque, seppure con risultati inferiori, l’effetto delle politiche espansive nazionali e regionali e degli investimenti pubblici. Per quanto inerente la situazione del credito, necessario alle imprese per la produzione ed alle famiglie per il consumo, l'Osservatorio regionale del credito rappresenta la forte diminuzione degli sportelli bancari in Sicilia nel quadriennio 2017-2020 che sono passati da 1471 a 1197 (-18,63%) e la minore presenza di presidi bancari nelle aree marginali dell’isola. "Le Banche con sede fuori dalla Sicilia sono pertanto attualmente in numero nettamente maggiore rispetto a quelle siciliane e maggiormente concentrate nelle aree polarizzanti dell’isola, 337 nell’area di Palermo e 269 nell’area di Catania». ha precisato Armao. «L'economia della nostra regione - ha detto Armao - già gravata dall’irrisolto divario territoriale nazionale e dagli effetti della condizione di insularità si è appesantita ulteriormente a causa dalla grave crisi economica determinata dalla pandemia. E' oggi necessario un clima di collaborazione tra le migliori risorse siciliane. Da parte sua il Governo Musumeci sta mettendo in campo ogni misura possibile al fine di portare la Sicilia fuori dalla 'tempesta pandemica" e di recuperare il notevole gap che la caduta degli investimenti pubblici ha creato negli anni e grazie anche all’avvio dei programmi di investimenti pubblici, il recupero dell’economia riprenderà slancio nel corso del 2021»

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