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Recovery Fund, al Sud il 50% della quota per investimenti

Economia

Recovery Fund, al Sud il 50% della quota per investimenti

Di Redazione

La quota della parte investimenti per il Sud, trasversale a tutte le missioni e i progetti previsto dal Piano Recovery del governo italiano, ammonta al 50 per cento. E’ questo - secondo quanto si apprende - il calcolo fatto dalle valutazioni congiunte del Ministero dell’Economia e del Ministero per il Sud e la coesione territoriale.

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All’assistenza della rete sanitaria territoriale - importante ad esempio per il tracciamento del Covid e per la distribuzione dei vaccini - e della telemedicina saranno destinati 7,5 miliardi dei fondi del Recovery. E’ quanto prevede la bozza del documento per il Piano al quale il governo sta lavorando che aumenta di quasi tre miliardi questa voce che prima si fermava a circa 5 miliardi. La prima componente, «Assistenza di prossimità e telemedicina», incrementata di quasi tre miliardi - è scritto nel testo - è finalizzata a potenziare e riorientare il Servizio sanitario nazionale verso un modello incentrato sui territori e sulle reti di assistenza socio-sanitaria; a superare la frammentazione e il divario strutturale tra i diversi sistemi sanitari regionali garantendo omogeneità nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza - «LEA»; a potenziare la prevenzione e l’assistenza territoriale, migliorando la capacità di integrare servizi ospedalieri, servizi sanitari locali e servizi sociali. Si vuole anche sviluppare un modello di sanità pubblica ecologica e un sistema di sorveglianza della sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti, in grado di preservare la salute dei cittadini a partire dalla salute dell’ambiente mitigando l’impatto dei fattori inquinanti. Lo stanziamento totale per questa componente è di 7,5 miliardi, a cui si aggiungono 400 milioni di ReactEu.

La prima componente, «Assistenza di prossimità e telemedicina», incrementata di quasi tre miliardi - è scritto nel testo - è finalizzata a potenziare e riorientare il Servizio sanitario nazionale verso un modello incentrato sui territori e sulle reti di assistenza socio-sanitaria; a superare la frammentazione e il divario strutturale tra i diversi sistemi sanitari regionali garantendo omogeneità nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza - «LEA»; a potenziare la prevenzione e l’assistenza territoriale, migliorando la capacità di integrare servizi ospedalieri, servizi sanitari locali e servizi sociali. Si vuole anche sviluppare un modello di sanità pubblica ecologica e un sistema di sorveglianza della sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti, in grado di preservare la salute dei cittadini a partire dalla salute dell’ambiente mitigando l’impatto dei fattori inquinanti. Lo stanziamento totale per questa componente è di 7,5 miliardi, a cui si aggiungono 400 milioni di ReactEu.

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