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Economia

L'aeroporto di Catania è il quarto scalo d'Italia nonostante il crollo del traffico

Di Redazione

CATANIA - In un anno segnato dal crollo del traffico aereo, l’aeroporto di Roma Fiumicino si conferma al primo posto per numero di passeggeri, seguito da Milano Malpensa, poi Bergamo e Catania. E’ quanto emerge dai Dati di traffico 2020 pubblicati dall’Enac.

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Sono stati analizzati 45 aeroporti nazionali aperti al traffico commerciale.
A seguire la graduatoria dei primi aeroporti per numero di passeggeri nel 2020.

1. Roma Fiumicino 9.754.768 -77,5% 
2. Milano Malpensa 7.201.030 -74,9% 
3. Bergamo 3.830.163 -72,2% 
4. Catania 3.647.860 -64,1%
5. Venezia 2.785.673 -75,8%

La graduatoria complessiva dei collegamenti nazionali e internazionali di linea e charter vede invece al primo posto la compagnia Ryanair, seguita da Alitalia e da EasyJet Europe. Alitalia, invece, si consolida come prima compagnia per il traffico nazionale. 

Sono stati 52.759.724 i passeggeri transitati negli aeroporti italiani nel 2020, tra traffico nazionale e internazionale, con un  decremento rispetto al 2019 del -72,5%. Il traffico - evidenzia una nota - è stato fortemente condizionato dalla crisi innescata dal Covid che ne ha causato una forte contrazione. «Una diminuzione media del -72,5% con punte di oltre il -90% in alcuni momenti dell’anno - commenta il direttore generale Alessio Quaranta - è un fenomeno mai  registrato nell’aviazione civile moderna che, al contrario, ha avuto una crescita più o meno costante nel tempo».

Il traffico nazionale, con i suoi 25 milioni di passeggeri ha registrato una diminuzione più moderata, -61,1%, rispetto al traffico internazionale, -78,3%, con un totale di circa 27.700.000 passeggeri.

I movimenti complessivi di aeromobili del 2020 sono stati 551.071, con una diminuzione del -61,8% rispetto al 2019. A fronte di una generale contrazione dei movimenti, singoli scali hanno avuto variazioni in controtendenza, come quello di Brescia - evidenzia l’Enac - che ha registrato una crescita importante del +42% (5,3 mila movimenti), supportata dalla movimentazione delle merci.

Il settore cargo, pur avendo anch’esso risentito della crisi dell’intero sistema, ha registrato una contrazione inferiore - spiega l’Enac -, rispetto al comparto passeggeri, in quanto le merci hanno continuato, seppur in maniera più limitata, a viaggiare. Complessivamente, nel 2020, il settore cargo ha registrato un totale di circa 804.000 tonnellate, con una flessione del -24,2% rispetto al 2019.

Si segnalano Milano Malpensa che ha confermato il proprio primato con una contrazione nettamente inferiore (-7,5%) e l'aeroporto di Brescia che, in controtendenza, ha registrato un incremento del +61,4% rispetto al 2019.
Per il traffico di aviazione generale (registrato sia sugli aeroporti aperti al traffico commerciale che sugli aeroporti e sulle avio/eli/idrosuperfici aperte al solo traffico di aviazione generale), dai dati trasmessi all’Enac emerge una sostanziale tenuta di questo segmento, con una variazione di segno negativo del -17,3% rispetto ai dati 2019.

«Dobbiamo pensare al presente e al futuro del settore, puntando sulla domanda e sulla voglia di ricominciare a viaggiare per turismo e per affari. Ora tutti i player del settore, colpiti in maniera trasversale dalla crisi pandemica, devono operare con l’obiettivo di un rapido riavvio del traffico aereo, partendo dalla ricostruzione della fiducia da parte dei passeggeri», spiega il direttore generale Quaranta. «La combinazione tra le disposizioni sanitarie, la campagna vaccinale, i voli Covid-free e l’auspicato pass sanitario aiuteranno tutti noi a ricominciare a scegliere, con consapevolezza e fiducia, il trasporto aereo: un passo per contribuire alla ripresa del settore e, più in generale, dell’economia diretta e indiretta generata dal comparto». 

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