l'editoriale
Harry, ti presento il conto (delle cose da ricordare)
Coste devastate, prevenzione urgente e la vigilanza che ha evitato vittime
Harry ti presento il conto. Per dare il senso della devastazione, dello scenario drammatico di interi pezzi di coste portati via dalla furia del ciclone, si potrebbe mutuare il titolo di una film commedia cult. Ce ne ricorderemo di Harry, di queste 48 ore vissute tra attesa, ansia, disperazione, sconcerto. Spaesamento anche, perché sono stati cancellati luoghi che rimandano alle vacanze, alla socialità, allo svago, all'allegria: i lungomare e i belvedere e i porticcioli, i ristoranti e i bar e i pub. Ma di Harry bisognerà fare memoria soprattutto per due motivi solo in apparenza distinti: intanto l'Italia una volta per tutte consideri la prevenzione banalmente più "conveniente" della cura. Consideri la messa in sicurezza dei territori fragili - e quanto ce ne sono di fragili - non una voce accessoria ma centrale di una legge finanziaria, in considerazione della rapidità con cui si susseguono gli eventi estremi, ai quali a questo dovremmo dare un'altra definizione altrettanto efficace. "Qualcosa di mai visto", è il refrain che già risuona. Invece no, e questo è uno dei punti dolenti: le immagini di auto inghiottite dalle voragini, di manti d'asfalto che si sbriciolano come savoiardi immersi nel the caldo, di case sventrate sono sinistramente nell'archivio di ciascuno di noi. Sappiamo risorgere, è vero, e risorgeremo anche adesso, ma sarebbe bene non dover fare questo esercizio di resilienza e di retorica.
Il cambiamento climatico lo si fronteggia non solo con un intervento culturale - non posso costruire, al di là dei limiti di legge, facendo finta che la forza della natura sia un modo di dire, un fastidioso luogo comune che non ci riguarda - ma anche con impegni di spesa mirati. Le coste - perché di danni da mareggiata stiamo parlando oggi - sono un dono per il nostro Paese, ma proprio per questo vanno salvaguardate. Nello Musumeci, competente tre volte come ministro delle Politiche del Mare, della Protezione Civile e siciliano, fa bene a ricordarlo in ogni sede. Ma c'è un altro pensiero che deve accompagnarci anche quando si ritrarrà l'onda emotiva per quanto successo tra lunedì e martedì. Se stavolta non ci sono state vittime non è solo per un fortunato caso e per volere del Cielo, ma perché i sindaci hanno monitorato con puntualità l'evolversi della situazione, emanando opportune ordinanze con divieti, inviti, moniti. Il colore dell'allerta a volte fa sorridere, perché il meteo sa essere anche pazzo, ma meglio il rosso della precauzione che il nero del lutto.