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il commento

La ferrovia Catania-Messina interrotta, la proposta: (ri)pensare ai treni a lunga percorrenza

Per far ripartire la circolazione dei treni tra le due città ci vorrà ancora tempo. Ecco perché servirebbe pensare a nuove soluzioni. Uno spunto di riflessione

28 Gennaio 2026, 07:56

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Nell’ambito degli eventi disastrosi che hanno colpito la Sicilia Orientale, un effetto è l’interruzione dei collegamenti ferroviari tra Catania-Taormina e Messina. I binari sospesi nel vuoto di Scaletta Zanclea non lasciano presagire che il ripristino avverrà in pochi giorni. È necessario quindi prevedere e provvedere per adeguati servizi sostitutivi.

Il sistema ferroviario Sr-Ct-Me è utilizzato da differenti componenti di domanda passeggeri e bisognerebbe prevedere servizi adeguati a ciascuna componente.

La prima componente di domanda è quella che utilizza i servizi regionali. I bus sostitutivi di scala locale e regionale sono la soluzione immediata percorribile per studenti e pendolari che quotidianamente utilizzavano i servizi regionali. Il tempo di percorrenza risulterà modificato rispetto agli orari dei servizi ferroviari, ma progettando in maniera adeguata parte dei percorsi dei servizi sostitutivi sull’autostrada è possibile definire un nuovo quadro orario accettabile ed evitare che gli utenti del trasporto pubblico debbano passare direttamente all’auto privata. Il che determinerebbe oltre al danno una sorta di beffa con l’incremento di congestione per l’autostrada e per la tangenziale. Per inciso questo conferma la mancanza di resilienza del sistema autostradale che converge su Catania.

La seconda componente di domanda, particolarmente significativa, è quella che utilizza i treni intercity.

In questo momento non è possibile prenotare questi servizi nel sito delle ferrovie per i prossimi giorni. È possibile ipotizzare che i servizi che saranno proposti, ipotizzando partenza da Catania o da Siracusa, saranno del tipo: partenza da Siracusa o Catania in treno, arrivo a Taormina (o altra stazione da individuare) interscambio con passaggio da treno a bus sostitutivo, partenza in bus sostitutivo, arrivo a Messina, interscambio con passaggio da bus a treno, se il treno, intercity o intercity notte, è disponibile.

Se il servizio desiderato dall’utente è invece quello che attualmente prevede un regionale in Sicilia, poi la motonave per l’attraversamento, e poi un Freccia rossa, i modi di trasporto divengono 4: treno regionale-bus sostitutivo-motonave-freccia rossa.

È evidente il grave disagio che si arrecherà a tutti i passeggeri che utilizzano il treno in entrambi i casi Intercity o Frecce: un saliscendi continuo, con lunghi percorsi a piedi, con ovvie probabilità di cadute e quindi con componenti di sicurezza, con problemi di pioggia e di attese per i vari servizi.

Sarebbe utile che la Regione avviasse due linee di intervento integrate, che potrebbero completarsi a vicenda, per provare a limitare i disagi degli utenti in partenza o in arrivo da/in Sicilia.

La prima linea di intervento potrebbe essere: estendere a tutto il periodo in cui i servizi ferroviari nazionali sono interrotti il bonus per il trasporto aereo, che attualmente sembra scadere il 28 febbraio. Consultando il sito delle ferrovie si ha che fino al 7 febbraio i treni intercity hanno la dicitura: “Soluzione non acquistabile al momento per la data selezionata”. Sembra evidente che per il 7 febbraio i lavori a Scaletta non potranno essere completati e la circolazione ferroviaria non potrà essere ripristinata. Alcune fonti parlano di 45 giorni altre di tempi superiori. Ne segue che chi deve recarsi a Roma a marzo è già costretto a comprare un biglietto aereo a prezzo intero, non avendo certezze sulla ripresa del servizio ferroviario senza continui cambi.

La seconda linea di intervento potrebbe essere più innovativa: organizzare un servizio sostitutivo con bus autostradali che con partenza da Catania Centrale ed eventuale uscita con fermata allo svincolo di Taormina e immediata ripartenza via autostrada, non si fermasse a Messina centrale, ma con passaggio prioritario sui traghetti, avesse capolinea finale nel piazzale della stazione di Villa San Giovanni in piena coincidenza con la partenza di un treno ad Alta Velocità, che in meno di 5 ore permette di raggiungere Roma. Il servizio bus dovrebbe essere coordinato con servizi di Alta Velocità in arrivo ed in partenza da Villa. Il servizio potrebbe attivarsi subito con due collegamenti giornalieri, salvo verificare che possa manifestarsi una forte domanda con possibile aumento dei servizi. Questo servizio sperimentale permetterebbe anche di affrontare la stagione estiva e quindi i turisti in arrivo/partenza via treno, nell’ipotesi (si spera da rigettare) che i lavori sulla tratta ferroviaria dovessero prolungarsi.

Stante il disastro che ha colpito la Sicilia Orientale, è necessario che la Regione predisponga un piano operativo straordinario per i trasporti di lunga percorrenza che permetta di non aggiungere difficoltà ad una popolazione già colpita. Le due linee di intervento prima tratteggiate possono costituire una base di riferimento, potenzialmente migliorabile. Possono essere implementate separatamente ma in un quadro omogeneo.

* Francesco Russo è professore di Trasporti all'Università di Reggio Calabria