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1 maggio 2026 - Aggiornato alle 14:36
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l’intervento

Da Portella, ispirazione per risollevare la Sicilia

La riflessione del segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo

01 Maggio 2026, 14:31

14:40

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Anche oggi saremo a Portella della Ginestra per la Festa dei lavoratori e commemorare gli 11 caduti e i 27 feriti della prima strage di Stato, avvenuta il primo maggio del 1947.

È un momento, quello del corteo e poi del comizio davanti alla pietra di Barbato, sulla piana di Portella, molto significativo che quest’anno però sarà diverso, anche più malinconico. Non ci sarà infatti Serafino Petta, uno degli ultimi sopravvissuti di quella strage, sempre presente il Primo maggio e scomparso a gennaio scorso. Ci mancheranno i suoi discorsi, il suo esempio, i suoi ricordi di quel tragico momento. Quando la folla folla festante fu falciata dal piombo.

Ogni anno, da allora, a Portella della Ginestra, ricordiamo quell’orrore, rendendo onore ai caduti della prima strage di stato, frutto della collusione tra il potere agrario e i “mafiusi” con la complicità di uno stato già debole fin dagli albori. Erano epoche quelle in cui si lottava per il “pane e il lavoro” e per l’applicazione vera e concreta della legge Gullo, che prevedeva la redistribuzione delle terre dei feudi ai contadini. Battaglie che videro in prima linea anche politici di spessore come Pio La Torre ed Emanuele Macaluso.

La festa dei lavoratori oggi assume ancora più significato in una Sicilia fanalino di coda per crescita e sviluppo, con il tasso di disoccupazione alle stelle, salari che risentono più che nel resto della Nazione il peso dell’inflazione. Un’Isola dalle infrastrutture novecentesche e col record di giovani che emigrano in cerca di un futuro migliore. Lasciano la Sicilia in cui la mafia imperversa silenziosa: non uccide più ma si insinua nei gangli dell’economia legale immettendo grosse liquidità da riciclare in attività lecite. E spesso lo fa tramite la corruzione di funzionari pubblici infedeli e politici troppo sensibili alla poltrona e al potere.

Ecco, torniamo qui a Portella per commemorare e onorare chi è caduto 79 anni fa per la conquista del diritto ad una vita migliore non dimenticando e lottando per il riscatto della nostra terra. Ma anche per trovare nuova ispirazione per ottenere ancora oggi, diritti e dignità per i lavoratori.

Viviamo in una terra martoriata in cui non si attuano politiche per favorire l’occupazione femminile e caratterizzata dal lavoro povero con il oltre 70% di lavoratori con un reddito inferiore a 25 mila euro annui; in cui imperversano contratti precari, part-time e stagionali. E dove si continua a morire di lavoro. Troppi i decessi nei cantieri, spesso per una giornata in nero mentre la Regione da anni annuncia vanamente l’assunzione di nuovi ispettori del lavoro.

Dobbiamo trovare ispirazione da questo luogo per risollevare la Sicilia dal baratro in cui è precipitata. E lo dobbiamo fare coinvolgendo ancora di più le forze fresche che guardano a noi con attenzione: i giovani, l’associazionismo, la società civile, il mondo delle imprese, della scuola e dell’università. Puntare al ruolo strategico che la Sicilia ricopre nel Mediterraneo, non per farne una base militare permanente, ma per sfruttare al meglio le sue ricchezze e la sua naturale propensione alla mediazione e all’incontro tra i popoli del mare nostrum. Per la pace. Nel nome di Pio La Torre e di Piersanti Mattarella, che desiderava una “Sicilia dalle carte in regola”.

Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd