Il commento
Belen Rodriguez, il crollo, i social pro e contro e l'auspicata ripresa
Da icona indiscussa di bellezza alla fragilità diventata di dominio pubblico tra richiesta di privacy e attacchi al personaggio
È stata per anni, e lo è ancora, la più bella, la più sensuale, la più carismatica e la più desiderata. Belen Rodriguez, un po' come Brigitte Bardot, dalla pelle più ambrata, gli occhi scuri, e i capelli castano-biondo, incarna il prototipo della donna mozzafiato, della bellezza da copertina, di una Formula Uno dell'universo femminile, così come la definì l'ex marito Stefano De Martino, durante un'intervista ad un podcast.
E però anche i belli, e i ricchi, piangono. Da mesi la showgirl argentina, che ha scelto l'Italia come Paese d'adozione, non appare in forma. Il suo fisico sembra non aver risentito di grandi cambiamenti; i suoi 45 anni sono egregiamente portati. Ma al suo equilibrio psicologico forse è accaduto qualcosa. O forse no. Cartelle cliniche non ne abbiamo lette ma quanto era accaduto nei mesi scorsi, quando durante un'intervista a Vanity Fair Stories, al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano, la showgirl si era presentata come fosse ubriaca, aveva acceso un primo allert sulle sue condizioni di salute.
Qualche giorno dopo lei stessa, sui social, aveva spiegato che aveva ingerito qualche calmante di troppo per placare un attacco di panico, e nonostante ciò, si era comunque presentata a quell'intervista, che nessuno si era preoccupato di stoppare, pur rendendosi conto dello stato dell'intervistata. Il video aveva fatto il giro del web, ma dopo qualche giorno tutto era tornato come prima. O forse no.
Qualche giorno fa un altro episodio, più grave del precedente. Un vicino di casa del palazzo in zona Brera in cui Rodriguez si è da poco trasferita, la sente urlare, invocare aiuto. Da lì a poco arrivano vigili del fuoco, carabinieri, polizia e un'ambulanza. La showgirl non sta bene. Stenta ad aprire la porta chiusa a chiave. Poi apre e viene accompagnata al Policlinico per accertamenti. Viene dimessa poco dopo e anche in questo caso l'accaduto diventa virale sul web, con spaccature evidenti. Da un lato la condanna di chi la apostrofa come una diva capricciosa, recentemente leggermente in ombra, e pertanto alla ricerca, ancora, di quella notorietà che nel Belpaese le ha dato fama e denaro, tanto da far trasferire l'intera famiglia (i genitori, il fratello e la sorella). Dall'altro, e forse è questo il fronte più compatto, in tanti, tra cui molti colleghi, in queste ore stanno offrendo supporto ed empatia ad una persona, ancora prima che al personaggio di spettacolo, che come una qualunque persona comune sta attraversando un periodo di difficoltà.

Non sappiamo esattamente cosa abbia Belen, di cosa soffra o cosa l’abbia fatta soffrire di più. Se si tratta di un malessere passeggero o piuttosto di qualcosa di più grave. Le delusioni d’amore, la mancata conduzione dell’Isola dei Famosi, il peso della responsabilità per aver sempre aiutato, quasi certamente anche economicamente, i familiari a costruire una nuova vita in Italia? Non lo sappiamo, non viviamo accanto a lei. Si prova a capire, si chiede di non giudicare. Il commento social però, su un personaggio così famoso, scappa, in questi tempi di like facili o di attacchi feroci, sferrati anche al cospetto di soggetti della cui vita non si sa abbastanza.

“Esiste anche la depressione da successo”, ci ricorda il presidente della Società italiana di terapia comportamentale e cognitiva (Sitcc), Fabio Monticelli. «La motivazione, una volta percorsa la strada per raggiungere l’obiettivo, può svanire senza che io percepisca un vantaggio profondo. E, nel momento in cui ho dimostrato di essere il più bravo, non mi sento comunque “amabile”, meritevole dell’affetto delle altre persone». Come salvarsi da questo? «Serve un lavoro personale su se stessi, attraverso la psicoterapia. È un intervento utile per le persone che vogliono sentirsi più libere. Perché la nevrosi, il disagio mentale sono una limitazione della libertà. La psicoterapia non si fa perché si è matti. Questo è lo stigma. Si fa per essere più liberi», spiega Monticelli.
L’augurio ad una donna ancora giovane e piena di futuro è quello di potersi curare, laddove fosse necessario, e potersi riprendere con successo. Non necessariamente il successo dei riflettori, ma quello della vita e della buona salute. I più importanti.