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UN ANNO DOPO

Ivan Lo Bello, l'imprenditore che voleva riscattare la Sicilia: il ricordo di Montezemolo

Il suo è stato il volto elegante e colto dell'Isola, tanto diverso dagli stereotipi che hanno segnato la sua terra nell’immaginario del resto d’Italia

31 Maggio 2026, 16:18

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Ivan Lo Bello, l'imprenditore che voleva riscattare la Sicilia: il ricordo di Montezemolo

Un anno fa, il 28 maggio 2025, si spegneva Ivan Lo Bello, protagonista da presidente di Confindustria Sicilia di una stagione importante per l’imprenditoria isolana e non solo. La sua figura sarà al centro di un incontro, giovedì 4 a Siracusa. Qui di seguito ospitiamo il ricordo dell’imprenditore da parte di Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente nazionale di Confindustria. Ricordare Ivan Lo Bello è per me ricordare l’amico e il protagonista di una stagione di riscatto. Il suo è stato il volto elegante e colto della Sicilia, tanto diverso dagli stereotipi che hanno segnato l’Isola nell’immaginario del resto d’Italia. Un imprenditore che guardava sempre avanti, al futuro con fiducia.

In Confindustria ho conosciuto un giovane che credeva in una Sicilia che lavora, che produce, che con le sue aziende porta sviluppo e benessere alla comunità. Le sue idee, la sua visione, si erano fatte strada e con lui una classe imprenditoriale nuova si è andata affermando. Il suo modello e la sua esperienza sono stati preziosi.

Sapeva che la cultura era importante volano di sviluppo ma soprattutto era consapevole che con essa si costruiva un’idea più veritiera della Sicilia da sempre culla di civiltà, di incroci tra popoli diversi. Forte di questa convinzione ideò nel 2002 il “Ortigia Festival”, un’iniziativa itinerante tra Ortigia e il Parco Archeologico di altissimo profilo culturale che contribuì al rilancio della città in maniera favolosa.

Credeva nella competenza e nella cultura in azienda, sosteneva un vero cambio di paradigma per il Meridione che in quegli anni ha rappresentato una svolta epocale. Ha avuto il grande merito di proporre un’altra immagine della Sicilia: non più costretta al suo vecchio stereotipo, vagone in un Mezzogiorno in coda attaccato alla locomotiva del Nord. Il Sud, sarebbe sbagliato negarlo, storicamente è apparso frenato dalle logiche dell’assistenzialismo ma proprio contro tutto questo Ivan ha saputo lavorare sapendo che per attrarre investimenti un territorio deve valorizzare le sue potenzialità a partire dai giovani.

Bisogna essere fiduciosi per fare impresa e Ivan lo era, credeva nella Sicilia e nel Sud. Proprio in nome di questo spirito e di questi valori che lo animavano, io allora presidente di Confindustria nazionale sostenni la sua nomina come presidente di Confindustria Sicilia. L’Isola che lui immaginava era moderna, veloce, una regione che per correre e svilupparsi avrebbe dovuto seguire i binari della legalità, trainata da un’imprenditoria sana. Sono contento che l’evento ideato da Andrea Armaro, suo fraterno amico, con l’associazione Mediterranea, a un anno dalla scomparsa di Ivan, permetta di ricordarlo per l’eredità che lascia non solo al mondo dell’impresa, ma al tessuto sociale della Sicilia. Con il suo contagioso entusiasmo ha saputo coinvolgere le realtà produttive, fare squadra. La sua esperienza preziosa è un capitale su cui investire il futuro dell’Isola.