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MATURITÀ 2026

Notte prima degli esami, lettera ai maturandi: «Non siete sbagliati, è solo adrenalina»

Cari studenti, ci siamo. Ma quella paura che avete addosso è normale. Domani la partita la vincete voi

17 Giugno 2026, 11:34

11:50

Notte prima degli esami, lettera ai maturandi: «Non siete sbagliati, è solo adrenalina»

Cari studenti, ci siamo. Inutile che giriamo intorno al problema o facciamo finta di niente: domani mattina si fa sul serio. Quella maledetta sveglia suonerà presto, e sul banco di scuola non ci sarà il solito compito in classe dove potete sperare nel miracolo o nel suggerimento del compagno di banco all'ultimo secondo. Domani c’è la Maturità.

Lo sappiamo cosa state passando in queste ore. Si legge nei vostri messaggi, si vede nelle storie su Instagram e nei video su TikTok che scorrono frenetici. C'è un'ansia sottile, pesante come una pietra, che vi stringe lo stomaco. La testa è diventata un frullatore dove si mescolano le poesie di Montale, le formule di fisica, le date di storia e quel terrore puro di fare scena muta davanti alla commissione. Magari state fissando il soffitto della cameretta pensando: "Ma chi me lo ha fatto fare?" oppure "Non mi ricordo più niente, sono finito".

Trattenete il fiato un attimo. Quella fottuta paura che avete addosso oggi è normale. Non siete sbagliati voi e non è un difetto. È l'adrenalina di chi sa che sta per fare il salto più grande fatto finora. Questa notte è il vostro "pre-partita", quel momento in cui il cuore batte a mille nel tunnel degli spogliatoi prima di entrare in un campo pieno di gente. Significa che siete vivi, che ci tenete, che sentite il peso delle cose importanti.

In questi cinque anni avete affrontato di tutto. Avete preso brutti voti e vi siete rialzati, avete studiato di notte con gli occhi pesti e avete riso nei corridoi durante la ricreazione. Avete costruito la vostra corazza giorno dopo giorno, prof per prof, interrogazione dopo interrogazione. Domani non dovete fare gli eroi o inventarvi scienziati: dovete solo andare là dentro e prendervi quello che è vostro. Mostrate chi siete, con i vostri punti di forza e le vostre fragilità.

I professori che avrete davanti, anche quelli esterni che vi sembrano sfingi senza cuore, sono stati seduti su quel banco prima di voi. Sotto il ruolo severo, sperano solo di vedervi volare. Nessuno è lì per tagliarvi le gambe; sono lì per certificare che siete diventati grandi.

Quindi, adesso basta. Chiudete i libri che tanto quello che è fatto è fatto. Spegnete gli schermi, staccatevi dalle chat di classe che servono solo a moltiplicare il panico. Affacciatevi alla finestra, respirate l'aria della sera. Guardatevi attorno, osservate il mare o la sagoma dell'Etna, e ricordatevi che il mondo è enorme e non finisce dentro un'aula scolastica. Questo esame non è un muro, è la porta che vi spalanca il futuro.

Domani mattina entrate in classe con la testa alta e il petto in fuori. Stringete quella penna come se fosse lo strumento per scrivere l'inizio della vostra vera vita. Comunque vada, domani sera vi sentirete leggeri come non mai. Comunque vada, questa partita la vincerete voi.

In bocca al lupo, ragazzi!