Figli d'Ercole
Mulè, l’uomo giusto se evita le “trappole” e se si libera dai "fratelli coltelli"
Rilancio del centrodestra tra Montecitorio e Palermo: il vice presidente della Camera sarebbe indicato per riuscire nel difficile intervento
Secondo i bene informati, il messia si sta preparando alla spola tra Montecitorio e Palermo per una nuova era e rilancio del centrodestra in Sicilia: estirpare alle radici i radicamenti pruriginosi che in buona sostanza hanno reso impotente l’alleanza in ambito Regione e nelle istituzioni territoriali. Sgombrare le macerie e creare nuove adeguate alleanze si deve: operazione che non può essere affidata ai tradizionali conducenti dei bulldozer. Il terreno ormai è troppo arido per essere dissodato con l’aratro. Occorrono cultura e mezzi moderni nonché capacità di indirizzo di chi ne sta alla guida.
Giorgio Mulè sembra averne i numeri: è siculo, conosce la realtà, è al di sopra del cortile che ha dato l’impronta alla legislatura in corso fin dalla sua nascita. Ci chiediamo: ammesso che il messia faccia il miracolo, riuscirà a liberarsi del tutto dai “fratelli coltelli” che da anni insidiano l’intera coalizione? Gianfranco Miccichè, noto per la sua prolifica rete che gli consente l’indirizzo di disturbo in silenzio col voto segreto; Raffaele Lombardo, noto per la sua abilità nel rivendicare potere per gli amici. Entrambi uniti in un matrimonio di interesse in “Grande Sicilia”, minuscola quanto insidiosa formazione politica ad personam.
Non saranno sufficienti i 15 mesi dello scorcio di legislatura per eliminare 80 anni di potere degli speculatori che hanno devastato la Sicilia e deluso le aspettative. Mulè, con la sua esperienza, nonché maestro di diplomazia potrebbe essere la carta vincente. A condizione che non si limiti a scrivere sull’acqua. Catullo: «L’acqua se ne vada dove vuole a rovinare il vino, lontano fra gli astemi. Diffido di tutti i bastardi che non bevono».