Il commento
Catania, svegliati dal torpore di chi pensava che tutto qui andasse bene
Siamo stati costretti a renderci conto che anche ai piedi dell'Etna la violenza la fa da padrona
Succede qualcosa. Mentre noi stiamo comprendendo che forse c'eravamo semplicemente illusi. Qualche mese di calma piatta ci aveva fatto pensare che sì, Catania non era come Palermo, che la criminalità in questa parte della Sicilia era stata duramente colpita e che per questo motivo si era ritrovata nella necessità di dovere viaggiare “a fari spenti”. E che, in fin dei conti, si poteva passeggiare tranquillamente anche per le strade dei quartieri più caldi senza dover temere per la propria incolumità.
Invece, anche se non proprio all'improvviso - atteso che di sparatorie e di fatti incresciosi ne abbiamo registrati tantissimi in questi mesi - il velo davanti agli occhi è caduto. E siamo stati costretti a renderci conto che anche ai piedi dell'Etna la violenza la fa da padrona: sparatorie, inseguimenti, tentati omicidi in mezzo alla gente... E poi, per non farci mancare nulla, aggressioni continue alle donne. Alle proprie donne e a quelle degli altri. Per gelosia, per libidine, per qualunque motivo un escremento della società ritenga giusto o, quanto meno, normale mettere le mani "supra ’na fimmina".
Ne abbiamo abbastanza di questa violenza cieca e, proprio per questo, altamente pericolosa. Una violenza - a questo punto possiamo anche dirlo - colpevolmente ignorata da tutti noi. Forse anche da coloro i quali sono deputati a contrastarla con i fatti e, è ovvio, con la determinazione che questa situazione oggi richiede.
Come è accaduto in passato a Palermo, per l’appunto, ci siamo fatti distrarre dalla caccia ai colletti bianchi collusi - pure loro da perseguire, sia chiaro - lasciando che le frange militari di questo o di quel clan tornassero a organizzarsi. Con i risultati che in questo momento sono evidenti sotto gli occhi della cittadinanza.
La visita della commissione antimafia a Catania, all’inizio della settimana prossima, serva da sveglia a tutti. Il torpore lasci spazio all’azione. Abbiamo dormito abbastanza.