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L'editoriale

La paura non crea sviluppo: no ai professionisti del no

Il dibattito sulla privatizzazione della Sac non riguarda soltanto l’aeroporto di Catania. Riguarda il futuro della Sicilia

02 Agosto 2026, 00:22

00:30

La paura non crea sviluppo

In Sicilia esiste una categoria che non compare nei libri di economia, ma che puntualmente riappare ogni volta che si apre una finestra sul futuro. Li chiameremo, con un sorriso, i Professionisti del No.

Sono quelli che si oppongono a tutto. Se arriva un investimento, parlano di svendita. Se si presenta un grande operatore internazionale, evocano pericoli. Se un’infrastruttura può crescere, improvvisamente diventa intoccabile. La loro risposta è sempre la stessa: no.

Il problema è che la storia insegna una lezione semplice: la paura non ha mai creato sviluppo.

È per questo che il dibattito sulla privatizzazione della Sac non riguarda soltanto l’aeroporto di Catania. Riguarda il futuro della Sicilia.

I fatti sono chiari. La procedura prosegue con dieci gruppi nazionali e internazionali ammessi alla fase successiva. E soprattutto è stato fissato un principio fondamentale: non vincerà chi offrirà di più, ma chi presenterà il miglior progetto industriale per far crescere gli aeroporti siciliani.

Un aeroporto non è un monumento da conservare. È un’infrastruttura che deve competere, attrarre compagnie aeree, nuove rotte, turismo, imprese e lavoro. Quando cresce un aeroporto, cresce un territorio. Ogni nuovo collegamento significa più opportunità per le imprese, più turismo, più occupazione e più futuro per i nostri giovani.

Per questo la discussione dovrebbe essere pragmatica, non ideologica. Chi investe centinaia di milioni di euro non compra soltanto un’infrastruttura: scommette sul futuro della Sicilia. E nessun investitore sceglie un territorio in cui ogni progetto viene accolto con diffidenza e ogni cambiamento viene vissuto come una minaccia.

Naturally l’interesse pubblico resta prioritario. Trasparenza, controllo e tutela dei lavoratori sono condizioni irrinunciabili. Ma proprio per questo dobbiamo pretendere il miglior progetto, non respingere ogni progetto.

Per troppo tempo la Sicilia ha confuso la prudenza con l’immobilismo. Mentre noi discutevamo se cambiare, altri territori crescevano. La Sicilia non deve avere paura degli investimenti. Deve avere paura di perdere altre occasioni.

Difendere chi investe seriamente nella nostra terra non significa difendere interessi privati. Significa difendere il diritto dei siciliani ad avere infrastrutture moderne, un’economia più forte e maggiori opportunità.

Perché la vera scelta non è chi gestirà un aeroporto. La vera scelta è se vogliamo una Sicilia che abbia il coraggio di crescere o una Sicilia che continui ad avere paura del proprio futuro.