L'INTERVENTO
Strage di Ustica, una verità tardiva è preferibile a una verità sepolta
La Francia si è decisa ad aprire gli archivi e a collaborare. Si tratta ora di capire se sarà l’intesa davvero piena e senza riserve
Pare che finalmente la Francia sia decisa a collaborare con il governo italiano mettendo a disposizione dell’Italia tutte le informazioni in suo possesso per fare chiarezza sulla strage di Ustica . Ciò finora non era mai avvenuto, tutto era stato secretato, non si capisce bene se per un malinteso senso di protezione dell’interesse nazionale o perché effettivamente la vicenda presentava aspetti talmente oscuri da intaccare pesantemente la credibilità del governo francese.
È importante che il caso Ustica non sia stato archiviato, come molti avevano invece sollecitato, ritenendo forse che, per il lungo tempo trascorso, quella tragedia fosse ormai destinata a finire nel dimenticatoio. Il fatto che, grazie ai buoni uffici della presidente del Consiglio Meloni e del presidente francese Macron, oggi si riapra il capitolo della strage potendo finalmente contare sulla collaborazione della Francia, consentirà forse di accertare tutta una serie di verità rimaste fino a questo momento non adeguatamente investigate, se non addirittura colpevolmente occultate. La Cassazione, in questo senso, ha parlato di sistematici depistaggi e alcuni personaggi che erano stati interrogati nel corso dell’inchiesta e che avevano assunto un atteggiamento reticente hanno poi confessato di essere stati invitati da figure eminenti dei vertici militari a non collaborare con la giustizia. Si é trattato di un vero e proprio boicottaggio delle indagini, probabilmente dovuto non tanto alla preoccupazione di violare il segreto militare quanto a quella di non destabilizzare i rapporti intrattenuti con gli alleati atlantici.
É giusto ricordare che il giudice Rosario Priore, che condusse all’epoca le indagini, fu accusato di eccesso di zelo solo perché cercava verità da molti ritenute impossibili, dati gli interessi coinvolti. La collaborazione Italo-francese può mettere infine a disposizione della magistratura documenti e testimonianze in grado di gettare una luce sulla strage. I giudici italiani hanno dimostrato che coloro i quali insistevano sulla tesi, incredibile, del “cedimento strutturale” del velivolo Itavia volevano soltanto insabbiare definitivamente le indagini allo scopo di occultare eventuali responsabilità politiche.
Forse, finalmente, i parenti delle vittime potranno avere giustizia. Si tratterebbe di un successo della buona politica che rafforza la cooperazione tra paesi alleati. Erano stati in tanti nel corso di questi anni a confidare nell’archiviazione della strage di Ustica spiegando che coloro che cercavano verità e giustizia volevano pescare nel torbido per danneggiare le relazioni internazionali del nostro paese e denigrare gli apparati militari coinvolti nella vicenda.
Se la cooperazione con la Francia sarà sincera ed efficace, su questa tragica vicenda , oggetto di estenuanti polemiche , si potrà infine avere qualche certezza sulla base dell’acquisizione di riscontri oggettivi inconfutabili. Una verità tardiva é certamente preferibile ad una verità sepolta.
Si tratta ora di capire se la collaborazione francese sarà davvero piena e senza riserve. Si spera che dopo tanti decenni le prudenze e i calcoli della politica siano ormai venuti meno. É interesse comune dei governi di Italia e Francia dimostrare il pieno rispetto di quei principi di legalità che dovrebbero essere alla base delle relazioni internazionali.