figli d'ercole
Alla Regione evitare la corsa degli analfabeti
La Regione si avvia ai suoi 80 e con l'età avanzata sembra avere perduto il ben dell'intelletto
«Si parla molto di chi va a sinistra o a destra, ma decisivo è andare avanti, e andare avanti vuol dire andare verso la giustizia sociale» (Alcide De Gasperi). La nostra Regione si avvia ai suoi 80 e con l'età avanzata sembra avere perduto il ben dell'intelletto, dimenticando la lezione del grande maestro. Oggi più che nel passato piovono le candidature e le autocandidature per guidare la Regione. Una carica di livello a cui si sentono abilitati ignoranti di gestione del denaro pubblico, privi di senso di responsabilità. Tutti ingredienti per portare i libri in tribunale. Piero Calamandrei: «In politica, la sincerità e la coerenza, che a prima vista possono sembrare ingenuità, finiscono alla lunga con l'essere un buon affare».
Non intendiamo confondere la candidatura di Cateno De Luca con la decadenza generale: è corredata di esperienza quale sindaco di quattro comuni del Messinese, città metropolitana compresa: oggi Taormina, regina del turismo, prima Fiumedinisi suo paese natale, Santa Teresa di Riva e appunto Messina. Ora il passaggio da amministratore a politico, con prima tappa Palermo, quindi Roma e poi Bruxelles.
L’ambizioso annuncio la scorsa settimana a Palazzo del Normanni in conferenza stampa. La prima tappa di Scateno sono le Regionali: nella corsa a Palazzo d’Orleans si presenta con il diploma di amministratore locale, mentre altri si propongono con il solo titolo di analfabeti della gestione del territorio.