La sfida
Energia e Geopolitica: la Carta di Taormina per un'Europa più forte
L’Unione deve essere protagonista; l'obiettivo è la crescita, sicurezza, insularità e la vicinanza ai cittadini
Il Mediterraneo è ogni giorno di più una frontiera decisiva. Le sfide legate all'instabilità geopolitica e bellica, le esigenze di sicurezza energetica, la necessità di nuove rotte commerciali, le pressioni migratorie e la competizione globale impongono all’Europa una maggiore capacità di iniziativa. L’Unione deve essere protagonista, difendere i propri interessi e rafforzare il proprio ruolo internazionale.
Da Taormina vogliamo aprire una riflessione sulla seconda metà della legislatura 2024-2029 e sul futuro dell'UE partendo da una domanda semplice: come rendere l’Europa più forte, più competitiva e più vicina ai cittadini?
La risposta passa innanzitutto dalla crescita. L’Europa ha bisogno di meno burocrazia, regole più semplici, meno costi per le imprese e condizioni migliori per investire e creare lavoro. Il PPE ha posto la competitività al centro della propria agenda e continuerà a spingere per completare il mercato unico, sostenere il tessuto produttivo europeo e liberare energie soprattutto per le piccole e medie imprese.
C’è poi una questione che riguarda direttamente il futuro delle nostre comunità: la coesione territoriale. Le regioni del Sud e le isole devono essere pienamente integrate nel progetto europeo. Nel prossimo Quadro finanziario pluriennale dovranno trovare adeguato sostegno la politica di coesione, l’agricoltura e la pesca, settori strategici per la sicurezza alimentare, l’economia e la tenuta sociale dei territori. Il PPE sta già lavorando per garantire il rafforzamento della PAC e il sostegno alle Regioni nel prossimo bilancio europeo. Per le isole come la Sicilia, questo significa anche dare piena attuazione al principio di insularità: trasporti, energia, infrastrutture, connettività e accesso ai servizi devono essere affrontati tenendo conto delle condizioni specifiche di questi territori. L’insularità deve essere un principio concretamente attuato nelle politiche e negli investimenti dell’Unione.
La seconda grande priorità è la sicurezza. L’Europa deve proteggere i propri confini, contrastare i trafficanti, rafforzare la cooperazione con i Paesi terzi e costruire una politica migratoria europea ordinata e controllata. Il Mediterraneo, in questo quadro, è il luogo nel quale sicurezza europea e politica estera si incontrano. Ecco perché, per i popolari europei, il rafforzamento delle frontiere e il contrasto all’immigrazione illegale sono pilastri di un'azione di governo
Infine, c’è il rapporto tra Europa e cittadini. L’Unione europea deve funzionare meglio, parlando alle menti e ai cuori di tutti noi. Deve essere capace di decidere, utilizzare bene le proprie risorse, semplificare le procedure e concentrarsi sulle questioni che incidono concretamente sulla vita delle persone: lavoro, sicurezza, energia, casa, infrastrutture, competitività.
Taormina è un luogo particolarmente simbolico. A pochi chilometri dal luogo dove ci riuniremo, nel 1955, la Conferenza di Messina contribuì a porre le basi del percorso che avrebbe portato ai Trattati di Roma. Settantuno anni dopo, il Mediterraneo torna a essere il luogo da cui guardare all’Europa e al suo futuro.
Il messaggio che parte da Taormina è quello di un PPE che vuole un’Europa più efficiente, più sicura, più competitiva e più vicina ai suoi territori. Un’Europa capace di trasformare le proprie ambizioni in risultati concreti per i cittadini.
Manfred Weber - Presidente del Partito Popolare Europeo e Capogruppo PPE al Parlamento UE
Marco Falcone - Eurodeputato, vice capo delegazione FI nel Gruppo PPE al Parlamento UE