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L'alba nella Valle dei Templi

Per la prima volta domani e sabato alle 6 l'Iliade con Sebastiano Lo Monaco tra la magia del sito archeologico, i versi di Omero e la musica

L'alba nella Valle dei Templi

Nel silenzio della notte che diventa luce, in un luogo simbolo della classicità, la magia dell’alba regalerà agli spettatori una immagine dei templi greci che toglie il fiato. L’Iliade all’alba è il nuovo progetto del Parco della Valle dei Templi con CoopCulture, prodotto da Sicilia Teatro, parte del programma di eventi “Dal tramonto alle stelle”. «Parte di un progetto complessivo per ampliare l’offerta della Valle dei Templi e attirare sempre più visitatori – spiega Giuseppe Parello, da cinque anni direttore del Parco archeologico – abbiamo inaugurato nuovi percorsi, come le Vie dei Sepolcri che portano i visitatori a scoprire le catacombe paleocristiane, vogliamo valorizzare l’area dell’agorà, abbiamo rinnovato i pannelli didattici e l’accessibilità anche per i disabili, le aperture serali fino alle 24 sono un successo crescente - elenca - L’idea è di far diventare la Valle dei Templi un luogo da vivere non solo da visitare frettolosamente. Domani si potrà entrare alle 6 del mattino e uscire la sera a mezzanotte: dopo lo spettacolo all’alba, visitare i Templi, visitare le due mostre in corso e la sera assistere allo spettacolo su Giufà». Le due albe sono una sperimentazione, «se il pubblico apprezzerà la proposta siamo pronti a ripeterle», mentre le due mostre in programma sono “Dalle dure pietre” di Giuseppe Agnello e “I tesori di Akragas” venti i reperti provenienti dal British museum esposti fino al 13 ottobre alla Villa Aurea.

 

Da qualche tempo anche gli scavi hanno avuto una «accelerazione», come sottolinea il direttore. «Abbiamo sviluppato una maggiore capacità progettuale che ci ha dato la possibilità di accedere ai fondi Ue, così continueranno gli scavi nell’area del teatro ellenistico, mentre nell’area del Tempio romano c’è un progetto di anastilosi per ricostruire parzialmente il triportico originale». I visitatori sembrano gradire le novità: lo scorso anno l’incremento è stato del 15%, ma quest’anno ha già superato il 24%, con, fino a ieri, 585.000 visitatori. Complici l’effetto Google Camp e Montalbano, «la Valle si presenta in modo molto positivo a un pubblico sempre più vasto, e con Google sono pure stati realizzati percorsi multimediali». Il Parco (quest’anno vincitore del primo Premio Paesaggio italiano), che collabora con Farm Cultural Park di Favara e con il Fai del giardino della Kolymbethra, motore di un sistema che unisce le spiagge di Torre Salsa, Scala dei Turchi, Menfi, Eraclea, la cucina creativa di Pino Cuttaia e il golf di Sciacca, per citare alcune eccellenze? «Le possibilità di crescita ci sono soprattutto se si alza il livello dei servizi e dei collegamenti, che spesso penalizzano, e se si comprende fino in fondo che il turismo è l’elemento essenziale per lo sviluppo».

Per proseguire questo cammino, la “sperimentazione” passa anche dalle due albe con Sebastiano Lo Monaco, recital di un’ora e mezza circa, sulle musiche di Dario Arcidiacono interpretate dagli archi del Quartetto Aretuseo. «Una assoluta novità, è la prima volta che si fa uno spettacolo all’alba in un luogo archeologico sacro come il Tempio della Concordia - commenta Lo Monaco, da due stagioni direttore artistico del Teatro Pirandello di Agrigento - La grecista Monica Centanni ha creato un collage particolare e originale che si rifà al mito, dall’Iliade alle tragedie classiche, raccontando la storia della spedizione achea contro Troia dall'inizio alla fine, da Elena e Paride a Ifigenia all’inganno del cavallo creato da Ulisse. Ancora oggi possiamo parlare di Iliade perché ancora oggi ci sono guerre per conquistare ricchezze, petrolio, porti. Non si tratta di una attualizzazione ma di una problematica contemporanea, di quella “guerra mondiale spezzettata” di cui parla Papa Francesco e che viviamo quotidianamente, le guerre di duemila anni fa come quelle di oggi e di sempre. L’Iliade è il poema del destino a cui non ci si può sottrarre – conclude Sebastiano Lo Monaco - il poema dell’amore e dell’amicizia, del coraggio e della codardia, dell’astuzia, della passione, della ragione. E sarà qui, all’alba, che potremo quasi sentire lo sciabordio delle onde che si frangono sul lido nella luce rosata mentre Ulisse, Aiace e Achille decidono i destini della battaglia».

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