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Il "principe" De Gregori torna in Sicilia per tre concerti

Di Salvo Pistoia

Il ruolo del cronista consiste nel narrare il presente, la realtà che ci circonda, tentando di avere dei punti di riferimento o di partenza, spesso definiti memoria. Scavando nella memoria, si ricorda una chioma foltissima, alto e filiforme, con borsetta a tracollo, inseguire un pallone per calciarlo. Era l'estate del 1974, questo ragazzotto barcollando tra una chitarra acustica e la sua voce, girava lo Stivale italiano, tra vari festival più o meno politici, cantando "Pablo", colonna portante del disco in uscita qualche mese dopo. Arrivò "Rimmel", promozionato con una tourneè, dove fungeva da apri concerto al "Volo", non il trio dei neolirici, bensì il gruppo di progressive messo su da Alberto Radius, Mario Lavezzi, Vince Tempera, Gianni Dall'Aglio. Alla fine di quei live, il "principe", aspettava il pubblico per vendere i suoi vinili. Parafrasando un suo testo, fù l'inizio del circo "pace&bene", a girare l'Italia, firmando il suo nome, e il suo nome era ed è Francesco De Gregori.

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Il 2018 lo riporta nel Bel Paese, a seguito di varie escursioni anglosassoni, con i vari gioielli della casa, assemblati con chicche rarissime o pezzi di mosaici senza tempo dimenticati nei tour precedenti. La Sicilia, avrà la possibilità di ascoltarlo in tre location affascinanti, il 24 agosto all'anfiteatro di Zafferana Etnea per Etna Festival, il 25 sulla scalinata della cattedrale di Noto, esibizioni realizzate da "Puntoeacapo concerti" e il 26 agosto al Teatro Parco Urbano - Finale di Pollina (Pa), organizzato da "Aria di Eventi".

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