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Gli Anni 90 e l'house music di ritorno in una “reunion” al Ma di Catania

Di Carmen Greco
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I due storici dj hanno preso l’iniziativa di “ricostruire” musicalmente quell’atmosfera in una serata al “Ma” (domani dalle 22). Lungi da nostalgie ed amarcord, l’obiettivo è - oggi come allora - «la diffusione della musica di qualità - anticipa Massimo Napoli - Fernando nel suo genere è stato il personaggio più rappresentativo della musica house di ieri e, mi permetto dire, anche di oggi. Io frequentavo altri ambienti, più underground, facevo il funky, l’hip hop, l’easy jazz...».

«Io gli anni Novanta me li ricordo completamente diversi da quelli contemporanei - chiosa Gioeni - la gente entrava in discoteca per il piacere di andare a ballare, adesso c’è molta “sfilata”, molto fashion, ballare è diventato un contorno, mentre prima era il piatto forte. Quello che abbiamo voluto ricreare io e massimo è una serata come ai vecchi tempi e per farlo ci siamo circondati di quei collaboratori (i nomi nel colonnino a destra) che all’epoca erano al top, tutta gente protagonista della movida notturna Anni Novanta».

Un periodo, tra ‘90-‘91-‘92, in cui emergevano i primi fenomeni di tendenza in luoghi storici delle serate catanesi, come il Pigalle, che oggi non esiste più. «Un locale assolutamente anonimo - ricorda Napoli - che viveva grazie alla capacità di quattro amici con una passione comune, c’era settimanalmente l’appuntamento fisso, ma anche al Divina, al Cabana, serate che nel segno della discoteca avevano una qualità musicale importante. C’era una grande attenzione alla proposta musicale che non si sentiva in radio anche perché allora c’erano le radio indipendenti private e non i network nazionali, era dj a creare il suo genere musicale per proporlo al pubblico».

«Catania era tra le 4/5 città d’Italia, in cui si creva qualcosa di nuovo, la musica house non esisteva prima - osserva Fernando Gioeni - e l’house come dice la stessa parola era musica fatta in casa, la facevano i dj, non i musicisti. La buona musica house che esiste oggi è figlia di quell’esperienza, fai l’house “bella” se conosci il giro di basso bello, se conosci solo la musica elettronica non sai fare nient’altro. Negli Anni Novanta, anche gli stessi artisti che facevano pop hanno iniziato a fare house a partire da Jamiroquai, che era prodotto da David Morales un grande dj degli anni Novanta».

L’unica parola da non nominare è “nostalgia”: «Lungi da noi un’idea del genere. Sarà un reunion tra amici. Vero è che avremmo voluto un locale di quelli storici, ma la maggior parte di quelli oggi non esistono più e il “Ma” è un posto nel quale ci sentiamo “a casa” e grazie al quale abbiamo organizzato tantissimi eventi».

Se la serata racchiuderà soul, hip hop, funk, disco, R&B, e il repertorio del meglio degli Anni Novanta, il dress code non potrà derogare dalla moda di quegli anni. Camicia El charro, Naj-Oleari e bretelle.

Ecco gli organizzatori della serata: Alberto Chellini, Marco Vinci, Pietro Gretter, Umberto Inzolia, Andrea Di Stefano, Gaetano Gangemi, Barbara Mirabella, Giorgia Giunta, Manlio Messina, Massimo Saeli, Ivan Facciolà, Giuseppe Romano, Valentina Salvo, Marco Corsale, Fabio Favitta, Nino Licandro, Alfio Drago, Bice Guastella, Mattia Serpotta, Vincenzo Rosolia, Steven Luca, Arturo Di Bella, Carmen La Porta, Gianluca Astorina, Enrico Sultana, Peppe Calabrese.

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