teatro
Attesissimo “Notti”, ispirato al capolavoro di Dostoevskij, con Elena Strada, Ruggero Franceschini e Alberto Baraghini
Per la stagione teatrale “Kallipolis” diretta da Alfio Zappalà, in scena dal 13 al 15 febbraio 2026 al Cine Teatro Rex di Giarre
Attesissimo “Notti”, ispirato al capolavoro di Dostoevskij, con Elena Strada, Ruggero Franceschini e Alberto Baraghini. Prosegue, tra il favore del pubblico, la stagione teatrale “Kallipolis” diretta da Alfio Zappalà, a cura di ArchiDrama con il patrocinio del Comune di Giarre, tra il Cine Teatro Garibaldi e lo storico, rinnovato Cine Teatro Rex.
Proprio al Rex andrà in scena, dal 13 al 15 febbraio 2026, “Notti”, creazione ispirata a Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij: drammaturgia di Elena Strada, ideazione di Rajeev Badhan, regia, luci, video e musiche dello stesso Badhan. In scena Elena Strada, Ruggero Franceschini e Alberto Baraghini.
Orari degli spettacoli al Cine Teatro Rex:
venerdì 13 febbraio, ore 18:00
sabato 14 febbraio, pomeridiana ore 17:30 e serale ore 20:30
domenica 15 febbraio, pomeridiana ore 17:30
“All'interno di un cartellone variegato, oltre alle proposte tradizionali, ci piace inserire pillole di teatro contemporaneo che, come noto, si distingue per una vasta gamma di linguaggi che superano la classica rappresentazione drammaturgica, fondendo arti performative, tecnologie digitali e nuove forme di narrazione. Scelte pensate per il nostro pubblico, credendo che i linguaggi contemporanei sono interessanti anche perché ridefiniscono il rapporto tra evento e spettatore”, dichiara Alfio Zappalà.
A duecento anni dalla nascita del suo autore, Le notti bianche conserva intatta la propria capacità di parlare alle generazioni di oggi, schiudendo immaginari magnetici e poetici. “Notti” è uno spettacolo dalla forte tensione visionaria, un dialogo serrato tra palcoscenico, video e live video: prende le mosse dal racconto dostoevskiano e attraversa Amore liquido di Zygmunt Bauman, intrecciando più piani visivi e temporali alla ricerca di un senso profondo delle relazioni contemporanee.
In scena, tre attori/autori (nelle fotografie di Elisa Calabrese) danno vita a una vicenda che si sdoppia, tra parallelismi e seconde dimensioni, generando nuove domande: la “liquidità” del nostro tempo, intesa come fragilità di ogni costruzione, può incrinare anche i sentimenti più forti e apparentemente solidi? Esiste un denominatore comune dell’amore? Amore e libertà sono davvero un binomio inconciliabile?
“L’opera dell’autore russo Dostoevskij è il punto di partenza, drammaturgico e narrativo, dell’intera performance teatrale che, con forza, riemerge attraverso il mezzo del video, quasi fosse un sogno o una proiezione caleidoscopica di ciò che è accaduto o potrebbe accadere. Il testo diventa sia elemento d’indagine che strumento metateatrale, all’interno del quale i personaggi stessi si immergono e si perdono, facendo affiorare nuove domande sull’amore nella liquidità dell’oggi attraverso una recitazione desaturata, ‘liberata’ da cliché o sovrastrutture teatrali che possa così correre in parallelo alle emozioni e mettersi in dialogo con la costruzione registica che viaggia tra il video e il reale”, chiarisce Rajeev Badhan.
Il cartellone “Kallipolis” prosegue con numerosi appuntamenti.
Al Cine Teatro Rex (turni: venerdì pomeridiano ore 18:00; sabato pomeridiano ore 17:30; sabato serale ore 20:30; domenica pomeridiano ore 17:30):
20, 21, 22 marzo: Claudio Casadio in “Gli innamorati” di Carlo Goldoni, regia di Riccardo Valerio
14, 15, 16, 17 maggio: Pippo Pattavina in “Il piacere dell’onestà” di Luigi Pirandello, regia di Giovanni Ferro
Al Cine Teatro Garibaldi (turni: pomeridiano ore 17:30; serale ore 20:30):
14 marzo: Matthias Martelli in “Mistero Buffo” di Dario Fo e Franca Rame, regia di Eugenio Allegri
28 marzo: Mario Incudine in “Archimede” di Costanza Di Quattro, regia di Alessio Pizzech
2 maggio: Gino Astorina in “Non è vero ma ci credo” di Peppino De Filippo, regia di Gianni Romania
30 maggio: Eduardo Saitta e Francesca Agate in “Lo scambio” di Antonio Capodici, regia di Piero Milazzo.