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"Pinocchio smarrito" una favola reinventata al Coppola di Catania

Di Ombretta Grasso

Catania - Per cominciare non c’è Pinocchio, ma una bambina, Celeste, in cerca del padre perduto. E poi non ci sono burattini, ma giocattoli a manovella, distese di nuvole, sagome. E c’è una collina i cui alberi mangiano le storie: se si avvicina l’orecchio ai rami, si possono ascoltare. Si intitola “Pinocchio smarrito” lo spettacolo per bambini (a partire dai 5 anni) che va in scena domenica (ore 10.30, 16.30, 18, ingresso con offerta libera) al Teatro Coppola di Catania – secondo appuntamento della rassegna Squonk! - con in scena Claudia Barone La Giocattolaia e Raimondo Vecchio, testo di Anna Li Pera, Damiano Pellegrino, Vittoria Majorana, costruzione legni a cura di Claudia Barone La Giocattolaia, scene Giuseppe Pomidoro, musiche Cesare Basile, tecnica Laura La Rosa, assistenza Elena Majorana. Lo spettacolo è già tutto esaurito, ma si sta organizzando una ulteriore replica per i prossimi mesi. Inoltre, stamattina alle 10.30 da Libò, Libreria dei ragazzi e degli errori, c’è un incontro su “Pinocchio: tra le pagine di un grande classico”.

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“Siamo partiti dalla fiaba di Pinocchio ma non ne è rimasto quasi nulla, ce ne siamo allontanati andando a scavare nei vuoti che Collodi ha lasciato nel testo. Chi sono i personaggi che popolano quell'universo? Quali sono le loro storie prima o dopo avere incontrato Pinocchio? Che cosa è successo a queste figure dopo il passaggio di Pinocchio? Ci siamo lasciati affascinare da quei personaggi e abbiamo inventato un grande racconto parallelo” - spiega Damiano Pellegrino - I protagonisti sulla scena sono i legni di Claudia, pedine, scacchi che si muovono in una geografia immaginaria”.

La storia è raccontata da tutto un altro punto di vista. “E’ stravolta - anticipa Raimondo Vecchio, straordinario lettore di fiabe in grado di incantare i bambini – Io sono un Mangiafuoco un po’ anomalo, uno dei tanti personaggi di questa riscrittura in cui trova più spazio Lucignolo, che vive tra sogno e realtà. È un racconto circolare che dopo aver viaggiato con la fantasia riporta in teatro per narrare una storia. Alla fine consegneremo ai bambini una parola fatta con pezzi di legno perché ciascuno possa avere una traccia personale, una parola chiave per costruire un proprio percorso. Questo Pinocchio è il pretesto per un viaggio alla ricerca di sé, del proprio esistere nel mondo”.

In scena Raimondo si alternerà con Claudia Barone, che crea magici giocattoli con il legno. “Arrivo da un’isola lontana, portata in palcoscenico dal vento e racconto alcuni personaggi che provengono dalla fiaba. Come il Gatto e la Volpe nel paese di Acchiappacitrulli o Mangiafuoco che per giunta vuole bruciare i miei legni sotto il pentolone – spiega - Ci siamo presi la libertà di reinventare la fiaba di Pinocchio, di darle un altro cuore creativo”. “Partendo dall’idea di Damiano – racconta Anna Li Pera, insegnante della scuola primaria Mario Rapisardi di Catania – mi sono divertita a immaginare altre storie. È un elogio del racconto, del valore della narrazione. Nella montagna fatata che immagino, gli alberi affondano le radici in un terreno che assorbe le storie e prendono pezzi di vita. Ci sono storie da leggere, storie per la buonanotte e storie come questa: da custodire”.

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