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Catania, il teatro Gamma mette in scena la sua versione di “Medea”

Di Redazione

Catania - “Medea”, prodotta dal Teatro Gamma, in scena domani sera alle 21 nella corte del Castello Ursino, per la regia di Gianni Scuto, si discosta dall'originale euripideo, da cui è liberamente tratta: non c'è infatti il coro e non ci sono alcuni dei personaggi con cui la protagonista “dialoga” nell'originale; i fatti si evolvono così più velocemente, pur mantenendo integra la struttura drammaturgica della tragedia, mentre la narrazione degli antefatti è dischiusa già nelle battute di Giasone, di Creonte e della stessa protagonista, né esiste il ricorso finale al “Deus ex machina” (il carro del Sole) che salva la maga dall'ira di Giasone e dalla vendetta dei Corinti per condurla, suo malgrado, verso una definitiva ed irreversibile disperazione.

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“Medea” si presenta così, falsamente, come una creatura quasi inconsapevole che muove il suo feroce umore sospinta esclusivamente dall'immenso baratro della sua gelosia, del suo odio per Giasone e del suo amor proprio, mentre il trascinatore degli argonauti, ormai in età non più giovanile, a tratti ambiguo ma forse anche dotato di un'ingenuità interessata e totalmente dipendente dalla personalità carismatica della donna, riuscirà solo alla fine a prendere coscienza di rappresentare solo un mezzo e un fine di una vendetta spudorata e feroce. Ma sarà troppo tardi: l'inevitabile finale con l'uccisione per mano della protagonista dei figli e con l'annientamento di Creonte e della sua giovane figlia sarà ormai cosa fatta.

Tra bambole, giocattoli, sangue, filtri magici e dialoghi sempre più incalzanti il rituale di morte sarà ormai compiuto e si trasferirà come sul pubblico reso attonito da un mito così cruento.

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