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4 Ristoranti di Alessandro Borghese sull'Etna, ecco chi è il vincitore

La sfida sulla pasta con le "sparacogne": tradizione, Km 0 e coraggio

27 Gennaio 2026, 08:29

15:15

4 Ristoranti di Alessandro Borghese sull'Etna, ecco chi è il vincitore

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Alessandro Borghese sull'Etna col suo programma “4 ristoranti”. La sesta puntata è andata in onda domenica  scorsa in esclusiva su Sky Uno e in streaming solo su Now, con le affascinanti immagini di antiche colate laviche che si alterneranno a distese di vigneti e borghi medievali alle pendici dell’Etna, dove lo chef Alessandro Borghese  ha indagato  le tradizioni secolari di una cucina inevitabilmente legata al vulcano più alto d’Europa. I ristoranti della zona, infatti, fanno tesoro dei prodotti a Km0 provenienti dal territorio etneo, e dove appare necessario per gli chef in gara che per esaltare tutta questa varietà di sapori occorre destreggiarsi fra tradizione e modernità.

Lo chef Alessandro Borghese, dunque, è sbarcato nuovamente in Sicilia con un compito ben preciso: eleggere il miglior ristorante di cucina a Km0 alle pendici dell’Etna, e qui i riflettori saranno puntati sulla pasta con le sparacogne, una pianta selvatica che cresce spontanea in alcune zone del Mediterraneo, considerata un vero e proprio elisir di lunga vita dalla tradizione popolare: conosciuta anche come “l’asparago pungente”, è molto apprezzata in cucina grazie alla sua versatilità e all’inconfondibile gusto amarostico e pregiato, che la rendono perfetta come condimento per primi piatti creativi e gustosi. In questa tappa del viaggio di “Alessandro Borghese 4 Ristoranti”, i 4 locali in gara sono stati: “La Dispensa dell’Etna” di Carmelita (Castiglione di Sicilia); “Tenute di Villa Giulia - Ristorante Da Antonio” di Antonio (Randazzo); “Da Rinuccio” di Giusi (Milo) e “Vitis – Vineria con cucina” di Salvatore (Randazzo).

A vincere la puntata è stato Vitis – Vineria con cucina, che si è imposto per un soffio sugli avversari grazie a una proposta considerata equilibrata, personale e ben centrata sull’identità dell’Etna. Decisivi, secondo Borghese, la qualità della materia prima, la coerenza del menu e il coraggio dimostrato in cucina.

Secondo posto per Tenute di Villa Giulia – Ristorante Da Antonio e Da Rinuccio, a Milo, rimasti a brevissima distanza dalla vetta, mentre La Dispensa dell’Etna ha chiuso la classifica anche se aveva raccolto consensi per l'atmosfera e l'accoglienza.

La puntata è stata registrata ad aprile 2025 e inserita in quest’ultimo ciclo del programma che in Sicilia ha fatto tappa pure a Cefalù e già trasmessa nelle scorse settimane. Qui sull’Etna lo chef, a bordo del suo van verde, simbolo del format televisivo, è andato alla ricerca del ristorante che più interpreta i sapori del vulcano.  La troupe è stata diversi giorni tra Milo, Castiglione di Sicilia, Randazzo, ma anche a Linguaglossa, dove si è registrato un piccolo incidente diplomatico circa le origini della salsiccia al ceppo, da anni locale presidio Slow Food, e il cui disciplinare slow food però riporta comunque testualmente che... l’area di produzione è nei comuni di   Linguaglossa, Piedimonte Etneo e Castiglione di Sicilia, malgrado i linguaglossesi ne rivendicano l’esclusiva! Il versante nord dell’Etna, è un territorio fertile e ricco di materie prime eccellenti grazie alla ricchezza del suolo vulcanico. Nella nuova puntata della produzione Sky Original realizzata da Banijay Italia, questa abbondanza è stata testimoniata dalle caratteristiche uniche dei suoi prodotti culinari: dal pistacchio di Bronte ai funghi porcini, dal vino Etna Doc con protagonista il nerello mascalese, alle erbe spontanee come il finocchietto selvatico e la sparacogna. Il programma oltre a far conoscere ricette ed eccellenze enogastronomiche, è una vera e propria vetrina promozionale del territorio, difatti vi sono bellissime immagini delle località coinvolte e dei paesaggi attraversati dalla troupe televisiva.

A Castiglione di Sicilia, abbiamo avuto modo di seguire da vicino la registrazione, dove Alessandro Borghese è rimasto affascinato dalla bellezza del Borgo, con i suoi vicoli, le piazze, le chiese, tanto che ha voluto visitare anche la basilica della Madonna della Catena e qui col telefonino ha videochiamato la moglie e le ha fatto vedere la maestosità del tempio religioso, conoscendo nell’occasione anche l'arciprete Don Orazio Greco. Per le vie del Borgo Alessandro Borghese non si è negato a selfie e foto a nessuno, chiacchierando con i curiosi e i fans, facendo domande, conoscendo meglio anche i 4 ristoratori in gara. Ma ritorniamo alla sfida, difatti nella  puntata tutta etnea  i riflettori sono stati puntati sulla pasta con le sparacogne, una pianta selvatica che cresce spontanea in alcune zone del Mediterraneo, considerata un vero e proprio elisir di lunga vita dalla tradizione popolare: conosciuta anche come “l’asparago pungente”, è molto apprezzata in cucina grazie alla sua versatilità e all’inconfondibile gusto amarostico e pregiato, che la rendono perfetta come condimento per primi piatti creativi e gustosi. Sono molti gli abitanti dell’Etna che vanno nei boschi alla ricerca delle sparacogne (asparago selvatico) da cucinare e gustare in vari modi.

I QUATTRO PROTAGONISTI

  • Carmelita per La dispensa dell’Etna, accogliente ristorante a conduzione familiare situato nel cuore del borgo di Castiglione di Sicilia, con ampio dehors esterno e vini locali alle pareti. Carmelita, titolare e cuoca, si descrive come una donna semplice, e propone una cucina legata alla tradizione e caratterizzata da materie prime locali a Km0;
  • Antonio per Tenute di Villa Giulia - Ristorante Da Antonio, locale immerso nei vigneti di contrada Calderara a Randazzo, all’interno di un suggestivo e antico complesso rurale. Al centro della sala, semplice ma al contempo elegante, un imponente torchio richiama il passato da azienda agricola della location. Antonio, lo chef, è un perfezionista: la sua dedizione è testimoniata anche nella scelta accurata delle materie prime, che avviene ogni mattina presto al mercato. Propone una cucina semplice e legata alla tradizione, reinterpretata secondo il suo estro creativo;
  • Giusi per Da Rinuccio, ristorante all’interno di un casolare immerso nel verde a Fornazzo, lungo la strada che porta alla cima dell’Etna. Ogni dettaglio è curato con attenzione, dal giardino fiorito alla sala interna con muri in pietra lavica e soffitto in legno. Giusi, titolare e responsabile di sala, propone una cucina casereccia e ispirata alla tradizione, ma la presentazione dei piatti strizza l’occhio alla modernità;
  • Salvatore per Vitis – Vineria con cucina, osteria moderna nel centro storico di Randazzo che richiama un’atmosfera medioevale grazie a tavoli in legno, pavimento in cotto e cantina semi a vista. Salvatore, titolare e “cuciniere”, porta in tavola una cucina fantasiosa e, pur mantenendosi ancorata alla tradizione, non si lascia frenare dalle convenzioni per andare oltre il concetto di passato e presente.

 (a cura di Michele La Rosa)