20 febbraio 2026 - Aggiornato alle 22:59
×

I "regali" della natura

I luoghi, la raccolta, il borsino. Tutto sui tartufi siciliani e il 2026 è un'ottima annata

Siamo andati a raccogliergli con un micologo specializzato in tartufi in provincia di Agrigento. I cani Sonia e Rino non hanno deluso le nostre aspettative

20 Febbraio 2026, 19:45

19:47

La raccolta, i luoghi, il borsino. L'ottima annata dei tartufi siciliani

I tartufi raccolti durante la "cerca" a Menfi

Seguici su

È un’ottima stagione per il tartufo siciliano. Le piogge e le condizioni climatiche generali stanno regalando un “raccolto” soddisfacente soprattutto in relazione agli ultimi anni in cui la siccità ha sostanzialmente cancellato la possibilità di cavare questi preziosi regali della natura. Lo abbiamo verificato con mano, anzi vanghetto alla mano, andando a “caccia” dei ricercatissimi funghi ipogei, guidati dal micologo esperto in tartufi, Mario Prestifilippo e dai suoi due Lagotti romagnoli, Sonia e Rino, i cani specializzati in cerca del tartufo.

La “missione” nella zona di Menfi ha prodotto ottimi risultati con Tuber Borchii e Tuber Puberulum, le due varietà che si trovano in questo periodo e si possono raccogliere (anzi “cavare”) fino a metà aprile.

Ancora oggi non tutti sanno che in Sicilia si trovano i tartufi che crescono solo in zone vocate e in terreni con una composizione chimica particolare. Oltre a Tuber borchii e Tuber puberulum (varietà primaverili), si trova l’Aestivum (dal 15 maggio al 15 agosto). Poi dal 15 agosto al 15 settembre c’è una sorta di fermo biologico (una sorta perché non tutti purtroppo la osservano), e si ricomincia ad andar per tartufi dal 15 settembre in poi con i tartufi di alta montagna come l’Uncinatum; ancora, fra novembre e dicembre si raccoglie il Brumale e il Mesentericum (anche se di quest’ultimo in Sicilia ce n’è poco). Sostanzialmente in Sicilia abbiamo tartufi tutto l’anno.

Ma quali sono le zone vocate? Principalmente i Monti Sicani e i monti Iblei. Entrando più nel dettaglio i comuni interessati sono nel Trapanese: Salemi, Vita, Castellammare del Golfo; in provincia di Agrigento: Menfi, Borgo Bonsignore, Burgio; nel comprensorio di Siracusa: Palazzolo Acreide, Buccheri, Buscemi, Sortino, Carlentini; in provincia di Palermo: Carini; in provincia di Messina: Santa Lucia del Mela. In altre località è sicuramente possibile trovarne ma a patto che il terreno abbia determinate caratteristiche.

INTERVISTA a Mario Prestifilippo, micologo esperto di tartufi: 


Ma dove comprarli? E quanto costano? Diciamo subito che l’ideale sarebbe avere un amico “cavatore” e andare a trascorrere una mattinata con lui - così come abbiamo fatto noi - perché i rischi di comprare tartufi non locali (soprattutto in stagioni critiche dal punto di vista climatico) è molto alto. Oggi arrivano molti tartufi dall’Est Europa, Romania e Slovenia in primis.

I prezzi comunque dipendono dalla pezzatura e dallo stato integro del fungo. Ecco il “borsino” attuale:

1ª scelta, da 30 g. e oltre: 300 euro al Kg;

2ª scelta (un po' rovinati, da 30 g. a meno) funghi “rovinati” ma buoni da mangiare): 200 euro al Kg;

3ª scelta (pezzi rotti, piccolissimi): fra 120 e 150 euro al Kg.

Tuber Puberulum e Tuber Borchii

Dal negoziante è tutto più caro e sotto le feste ancora di più. Se per un Kg si pagano 300 euro, mezzo chilo valgono 200 euro; 250 g. 150 euro; 125 g. 80 euro.

Serve ricordare - semmai che ne fosse bisogno - che nelle fiere i prezzi salgono alle stelle e molti venditori siciliani - soprattutto in periodi di magra - vendono come locali tartufi che provengono da Albania, Grecia e Turchia. Ma questo accade in tutt’Italia.