3 marzo 2026 - Aggiornato alle 13:10
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Olio e vino, un’unica bussola: la Sicilia porta i suoi itinerari a Valladolid e scommette sul nuovo enoturismo mediterraneo

A FINE #WineTourism Marketplace, l’Isola si presenta con IRVO, consorzi e reti del territorio: per la prima volta la fiera apre le porte all’oleoturismo, moltiplicando opportunità di export e viaggi esperienziali

03 Marzo 2026, 13:10

Olio e vino, un’unica bussola: la Sicilia porta i suoi itinerari a Valladolid e scommette sul nuovo enoturismo mediterraneo

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C’è un banco d’assaggio che non profuma solo di mosto: tra gli stand della Feria de Valladolid, accanto ai calici si aprono bottiglie d’oro verde e si tracciano mappe di itinerari che uniscono vigne e uliveti, saline e muretti a secco, architetture di cantine e frantoi di nuova generazione. È qui, al FINE #WineTourism Marketplace, che la Sicilia oggi e domani mette in scena un racconto diverso: non più soltanto enoturismo, ma un modello integrato in cui l’oleoturismo entra per la prima volta nell’agenda ufficiale della fiera spagnola, come leva per il business e per un turismo più lento e consapevole. A guidare la collettiva dell’Isola è l’IRVO – Istituto Regionale del Vino e dell’Olio, con l’obiettivo esplicito di ampliare mercati e flussi, accorciando la distanza tra chi produce esperienze e chi le vende nel mondo. Un passo naturale, dopo l’anno della “Sicilia Regione Europea della Gastronomia” (2025), che ha reso l’enogastronomia un’architrave delle politiche di attrazione e promozione del territorio.

Cos’è FINE e perché quest’anno conta di più

FINE è una piattaforma B2B nata e cresciuta a Valladolid come “luogo di scambio” tra destinazioni del vino, cantine, hotel, strade del vino e top buyer del turismo internazionale. L’edizione 2026 – la settima – si tiene il 3 e 4 marzo alla Feria de Valladolid e conferma il format di incontri one-to-one, conferenze e networking professionale. Gli organizzatori stimano la presenza di circa 140 espositori e un centinaio di buyer nel programma ufficiale, con l’obiettivo di superare le 2.200 agende B2B. La novità che cambia la prospettiva: l’introduzione formale dell’oleoturismo come “prodotto complementare emergente”, segnale di un mercato che cerca narrazioni più ampie e coerenti con il paesaggio agroalimentare mediterraneo. Non è un maquillage: vuol dire creare pacchetti che incrociano visite ai frantoi, degustazioni tecniche di EVO, percorsi tra cultivar autoctone e cucine d’autore, al pari delle esperienze in vigna. (Fonte: Feria de Valladolid – FINE, spain.info, Wines of Portugal)

La regia siciliana: IRVO e una rete che tiene insieme vino, olio e ospitalità

La partecipazione della Sicilia è coordinata dall’IRVO, che ha raccolto le manifestazioni d’interesse per la vetrina di Valladolid già dal 14 gennaio 2026, con un evidente intento di sistema: presentare, accanto alle etichette, un mosaico di itinerari tematici e partnership tra consorzi, strade del vino e dei sapori, operatori dell’accoglienza. Il lavoro non nasce nel vuoto. Nel 2025 l’IRVO aveva già fatto tappa alla precedente edizione di FINE con una delegazione che univa la Federazione Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori di Sicilia, Assovini Sicilia, il Consorzio DOC Monreale e il Consorzio dei vini DOC dell’Isola di Pantelleria: un preludio della regia odierna che intreccia valorizzazione del prodotto e costruzione di “esperienze vendibili”. (Fonti: IRVO – manifestazione d’interesse 2026; comunicato missione 2025)

Perché l’oleoturismo è il tassello mancante

L’ingresso ufficiale dell’oleoturismo a FINE non è un dettaglio di calendario: per la Sicilia significa capitalizzare su un patrimonio che nel 2025 le è valso il titolo europeo e che poggia su cultivar iconiche come Nocellara del Belice, Biancolilla, Tonda Iblea, Cerasuola.

In termini economici e strutturali, l’Isola è tra le prime regioni italiane per superficie olivetata e per frantoi attivi; in parallelo, l’olio EVO a DOP/IGP è un attrattore sempre più riconoscibile nei mercati esteri. Portare il racconto in una fiera B2B di wine tourism significa: diversificare l’offerta con esperienze di degustazione tecnica di oli, passeggiate tra uliveti monumentali e laboratori sul blend domestico; connettere ristorazione e ospitalità con carte dell’olio curate, abbinamenti tematici e menù territorialioffrire ai buyer pacchetti “doppia ancora” (vigne + ulivi) facilmente calendarizzabili in bassa e media stagione.Il riconoscimento “European Region of Gastronomy 2025”, attribuito dalla rete IGCAT, ha del resto già orientato le politiche regionali verso la creazione di filiere esperienziali integrate. Valladolid, a un anno da quel percorso, è il banco di prova naturale. (Fonti: IGCAT; Corriere; Askanews su Sol2Expo)

Chi c’è: Assovini, consorzi e strade del vino (con numeri e obiettivi)

Tra le presenze di punta a FINE figura Assovini Sicilia, che porta il suo network di aziende con un messaggio chiaro: l’enoturismo come chiave di racconto di un mosaico di terroir unico nell’Isola. Nell’avvicinamento alla fiera, Assovini ha messo in agenda una rappresentanza con marchi simbolo della produzione siciliana e un’agenda fitta di incontri con oltre 100 buyer globali, in un contesto che prevede oltre 2.000 meeting B2B. Obiettivo: consolidare le rotte storiche dell’export e intercettare la domanda di viaggi esperienziali post-pandemia. 

Accanto alle associazioni di categoria, la rete dei consorzi di tutela aggiunge massa critica. La DOC Monreale, ad esempio, lavora da anni su percorsi di accoglienza integrati tra cantine e paesaggio collinare dell’entroterra palermitano – dai 300 ai 600 metri di quota – con l’enoturismo messo nero su bianco in programmi di visita e degustazione diffusi. A macchia d’olio (è il caso di dirlo), la Federazione Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori di Sicilia – nata a fine 2024 sotto l’egida dell’IRVO e oggi riferimento per sette Strade regionali – consente di costruire itinerari tematici scalabili per turoperatori: dal Val di Noto con i suoi percorsi “via del mare”, “via dei sapori” e “via del barocco”, fino ai paesaggi eroici di Pantelleria, dove viti ad alberello e capperi disegnano un’identità senza eguali. 

Dal titolo europeo alla strategia: cosa porta la Sicilia a Valladolid

Il 2025 è stato l’anno della “Sicilia Regione Europea della Gastronomia”: un riconoscimento che ha acceso i riflettori su sostenibilità, biodiversità e tradizioni dell’Isola e che ha spinto la Regione a calendarizzare eventi e campagne mirate. L’IRVO ha messo in campo azioni in Italia e all’estero – da Wine Paris a SOL2EXPO – valorizzando l’olio EVO e il vino come ambasciatori identitari. A Valladolid, questa traiettoria si traduce in proposte nate per essere messe a catalogo: combinazioni di cantine e frantoi, degustazioni incrociate vino/olio, trekking tra muretti a secco e vigneti terrazzati, lezioni di cucina sulle ricette tradizionali rivisitate. In sintesi: un prodotto turistico pronto per i mercati che chiedono autenticità, stagionalità allungata e impatto positivo sulle economie locali. 

Il valore di una mappa condivisa

La Sicilia che si presenta a Valladolid non porta solo etichette e campioni: porta una mappa. È la mappa di un’Isola che ha imparato a tradurre la propria biodiversità in esperienze vendibili, dove il vino e l’olio raccontano lo stesso paesaggio con due alfabeti diversi. La cornice di FINE – con la novità dell’oleoturismo – è il luogo giusto per dirlo a chi costruisce viaggi e a chi li distribuisce. Se questa mappa sarà letta, condivisa e aggiornata insieme da IRVO, consorzi, strade del vino e dei sapori, cantine e frantoi, allora l’effetto non sarà solo di immagine: sarà di sviluppo locale, di lavoro in filiera, di valore trattenuto nei territori. Ed è esattamente questo il senso di una destinazione che sceglie di farsi gastronomica nel modo più serio: partendo dai prodotti, per arrivare alle persone.