Sommelier sul podio
«Il vino? É un passo di danza, ma dietro c'è sempre la curiosità. Durante il Covid me ne sono innamorata»
Rita Gurrieri, insegnante di danza classica ha conquistato il titolo regionale nella finale del concorso Ais 2026 portando per la prima volta la delegazione di Ragusa sul gradino più alto
Dalla danza classica al “metodo classico” il passo è breve, soprattutto quando convivono nella stessa persona. Un gioco di parole per descrivere Rita Gurrieri, ragusana, 55 anni, neovincitrice del titolo nella finale Ais per il “Miglior sommelier Sicilia 2026”. Lei che al mondo del vino è arrivata relativamente da poco ha sbaragliato tredici “amici-avversari” con i quali condivide da sempre studi, degustazioni, viaggi e bevute più o meno “responsabili”.
Complimenti Rita, ma lei è una sommelier professionista?
«No, sono laureata al Dams di Bologna e ho una scuola di danza classica a Ragusa, da tanto tempo».

E quindi l’incontro con il vino è stato di tipo “dionisiaco”?
«No (ride), in realtà ho sempre avuto la curiosità per il mondo del vino: conoscere i vitigni, le diversità fra una regione e l’altra, la storia, cosa c’è dietro una bottiglia, e così via... Ma chiaramente, con il mio lavoro era sempre un po' complicato seguire dei corsi. Poi in un certo senso mi ha “aiutato” il Covid. La scuola di danza era necessariamente chiusa ed ero proprio inattiva. Ma in quella primavera iniziò, invece, il primo livello del corso dei sommelier Ais a Ragusa. In presenza, anche se con distanziamento, e così finalmente mi sono iscritta. Da lì è iniziato tutto».
Quindi è un amore recente?
«Effettivamente, sì, è stato relativamente recente. Ma sono stata fulminata sulla via di Bacco, ho frequentato i tre livelli dei corsi Ais e sono diventata sommelier».
Rita Gurrieri un’underdog che vince. È andata così?
«In realtà non era la prima volta che partecipavo, era la terza e precedentemente mi ero classificata terza in entrambi i casi».
Da medaglia di bronzo a medaglia d’oro...
«Sì, sì, ma vorrei sottolineare che è stata una competizione fra amici. Il gruppo che ha partecipato al concorso è riuscito davvero a fare squadra, abbiamo studiato assieme, c’è stata una bellissima atmosfera, il vero valore aggiunto di questa esperienza. Al secondo posto s'è classificata Laura Maccarrone (Ais Siracusa), al terzo Giuseppe Messina (Ais Taormina) e vorrei congratularmi con loro. E vorrei ringraziare per questo Alessandro Carrubba, responsabile regionale Concorsi Ais, Fabio Gulino, delegato Ais Ragusa, tutti gli altri partecipanti al concorso con i quali, durante il Training Lab ideato da Ais Italia, si è instaurato un rapporto di stima ed amicizia».
Adesso parteciperà alle semifinali di "Miglior sommelier d’Italia"?
«Sì, le selezioni si terranno a Milano, nel prossimo autunno. Ci saranno tutti i miglior sommelier Ais d’Italia».

Il suo primo bicchiere di vino “consapevole”, se lo ricorda?
«Certo. Era un Sauvignon Blanc. Lì, è scattata la scintilla».
Ha una gamma di vini preferiti, oppure da brava sommelier, tutti i vini so’ ppiezze ‘e core?
«Esatto. Poi, oggettivamente, il gusto personale è un’altra cosa. Però come vino del cuore dico uno spumante siciliano metodo classico brut, magari della zona dell’Etna».
Lei è di quelle che per i compleanni ama come regalo un viaggio nei territori del vino?
«Sono una di queste, ma non aspetto che me lo regalino, faccio prima: parto io. Quando è possibile, si visita un posto e si aggiunge un “giro” in cantina, fa parte del fascino di un luogo. E poi ho due figli che studiano fuori, uno a Torino e l’altro a Trieste, per cui quando vai a trovarli che fai? Non non ne approfitti per conoscere nuovi vini? Senza contare che l’enoturismo ha preso piede sempre di più e anche una “gita” in qualche cantina siciliana vale sempre la pena. Oggi nelle aziende c’è un grande fermento, una nuova generazione di ragazzi, di giovani che stanno prendendo il testimone dai genitori e stanno lavorando molto bene sotto questo punto di vista».

Facciamo un gioco. Se dovesse abbinare un vino a una coreografia, quale sceglierebbe per Giselle o per Bolero?
«Per Giselle un super classico e delicato Insolia, per il Bolero un “sanguigno” Nero d’Avola».