Pastry chef
La biciG di Emilio Glorioso: il dolce di un siciliano che da Verbania pedala al Giro d'Italia
Originario di Cefalù, il pasticcere che vive e lavora nella cittadina piemontese, fonde tecnica internazionale, creatività e i sapori della sua terra
A chi poteva venire l’idea di realizzare un dolce a forma di bicicletta per omaggiare il Giro d’Italia se non che ad un siciliano? A Emilio Glorioso, pasticcere a Verbania ma con la Sicilia nel cuore e in particolare a Cefalù, paese del Palermitano di cui è originario, è sembrata un’idea unica, come le tante che è abituato a sfornare e a guarnire nel laboratorio che, da meno di un anno, ha aperto nella cittadina piemontese. Sempre però con lo sguardo rivolto alla sua terra. Perchè va bene il Nord per lavorare e far crescere la famiglia, ma Cefalù non si può dimenticare. E così ancora prima della biciG, che in limited edition resterà in pasticceria almeno fino a domenica prossima, Glorioso ha realizzato una dolce cattedrale in 3 D, quella appunto del suo paese natio; un edificio tutto da gustare preparato con agrumi, frutta secca e un richiamo croccante alla tradizione del cannolo, per evocare la dolcezza dell'Isola.

Ora la biciG dedicata alla corsa ciclistica più famosa d'Italia che, venerdì 22 maggio, farà tappa proprio a Verbania. Ma come le è venuto in mente di fare una monoporzione a forma di bicicletta che al taglio svela pure una sorpresa?
«Sono sincero, mi piace lo sport ma non sono un grande appassionato di ciclismo. La tappa del Giro nella città in cui vivo è stata lo spunto per creare qualcosa di unico, di speciale, perchè ormai a quello bisogna puntare. L' attenzione dei clienti va catturata anche con l'idea nuova, oltre naturalmente che con il gusto. E così è nata biciG: un croccante al pistacchio, con namelaka al pistacchio per il verde della bandiera, un cremoso alla vaniglia profumato con fava tonka e limone per il bianco e una gelée di fragola e lampone per il rosso. Al taglio quindi "appare" il nostro tricolore. A completare la monoporzione una copertura di cioccolato bianco spruzzata di rosa, per richiamare il colore della competizione e della maglia simbolo della competizione. Ma questo dolce porta espressamente la mia firma: la G in rilievo sulle ruote richiama sia il Giro sia l’iniziale del mio cognome».

Innovazione ma anche tradizione nei banchi della sua pasticceria: cosa assaggiano i piemontesi doc e quali sapori ritrovano i tanti siciliani che vivono da quelle parti?
«Certo, le origini non le trascuro. Accanto al pain au chocolat, uno dei pezzi forti delle mie colazioni, primeggiano anche confetture e glasse di agrumi, bucce di cannoli, rigorosamente prodotte da noi, ricotta di pecora che arriva direttamente da un caseificio di Castelbuono e poi granite nel periodo estivo con le immancabili brioche con il tuppo. La Sicilia, molto apprezzata anche dai clienti piemontesi, sempre presente».

Prima di arrivare a Verbania lei è stato un po' in giro, a Parigi e in Svizzera. Cosa ha portato a casa da queste esperienze?
«Ho cercato di imparare dai migliori. Sono stato da Biasetto, alla Pasticceria Veneto di Iginio Massari, da Besuschio ad Abbiategrasso, all'Olivo di Capri. Ho lavorato molto anche come consulente. Adesso nel mio laboratorio lavorano cinque persone e altre quattro stanno tra banco e caffetteria».
Lei fa parte di Apei (Ambasciatori Pasticceri dell'Eccellenza Italiana), associazione di cui è presidente Iginio Massari a cui sicuramente i pasticceri più giovani guardano come ad un faro. Quale consiglio le ha dato il maestro dei maestri?
«Il suggerimento che io cerco di seguire alla lettera è quello di non fermarsi mai. Sempre nel rispetto della qualità, del gusto e ripeto anche della tradizione».

Dopo biciG a quali altre mirabilie sta pensando?
«Sta per debuttare "Made in Sicily", una sorta di cassata da forno con confettura d'arancio, ricotta e crumble al pistacchio e qui è inutile sottolineare cosa ho voluto omaggiare. Però mi è sembrato giusto dedicare un dolce anche alla città che mi ospita da alcuni anni a questa parte e così è nata "Verbanina", un lievitato con un'essenza di agrume».
So che coltiva un sogno...
«E sì, mi piacerebbe tornare in Sicilia o quantomeno aprire una pasticceria proprio a Cefalù. Un sogno quest'ultimo che conto di realizzare al più presto».