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agroalimentare

La filiera siciliana della pasta, dal grano duro ai mercati internazionali: la Dop obiettivo per darle valore

Una valorizzazione che passa attraverso il riconoscimento della sua identità e della sua origine

04 Giugno 2026, 14:35

14:40

La filiera siciliana della pasta, dal grano duro ai mercati internazionali: la Dop obiettivo per dare valore

La Sicilia riscopre la propria vocazione cerealicola e punta sulla qualità per valorizzare una delle filiere agroalimentari più identitarie del territorio: quella della pasta. Un percorso che parte dai campi di grano duro dell'entroterra e arriva fino alle tavole italiane ed estere, passando per mulini, pastifici e innovazione sostenibile.

«La valorizzazione della pasta siciliana passa attraverso il riconoscimento della sua identità e della sua origine». Lo ha affermato il assessore regionale Edy Tamajo durante la prima giornata di confronto dedicata alla filiera del grano e della pasta siciliana, svoltasi a Villa Airoldi. «La Dop della pasta siciliana è un obiettivo che dobbiamo perseguire con determinazione - ha spiegato - perché rappresenta uno strumento concreto per riconoscere e valorizzare il lavoro delle nostre imprese, dei cerealicoltori, dei molini e dei pastifici. La Sicilia non può limitarsi a produrre materia prima di qualità straordinaria: deve essere protagonista anche nella trasformazione e nella commercializzazione, costruendo valore lungo tutta la filiera».

La Sicilia è storicamente una delle principali aree di produzione di grano duro del Mediterraneo. Le vaste superfici coltivate nelle province di Enna, Caltanissetta, Agrigento e Palermo rappresentano ancora oggi il cuore di una filiera che affonda le proprie radici in secoli di tradizione agricola. Secondo gli operatori del settore, l'isola contribuisce in modo significativo alla produzione nazionale di grano duro, materia prima essenziale per la pasta italiana.

Negli ultimi anni la filiera ha avviato un percorso di trasformazione orientato alla qualità e alla tracciabilità. Sempre più aziende agricole scelgono varietà autoctone o adattate alle condizioni pedoclimatiche locali, puntando su produzioni a basso impatto ambientale e su sistemi di certificazione che garantiscono l'origine del prodotto. La crescente domanda di pasta realizzata con grano 100% siciliano ha infatti aperto nuove opportunità commerciali sia sul mercato interno sia all'estero.

Un ruolo strategico è svolto dai mulini, che rappresentano l' anello di congiunzione tra agricoltori e industria di trasformazione. Attraverso tecnologie moderne e controlli rigorosi sulla qualità delle semole, i molini siciliani contribuiscono a valorizzare le caratteristiche organolettiche del grano locale, favorendo la nascita di prodotti ad alto valore aggiunto.

Parallelamente, i pastifici dell'isola stanno investendo in innovazione e branding territoriale. Accanto alle produzioni industriali si è sviluppato un tessuto di imprese artigianali che promuovono lavorazioni tradizionali, trafilatura al bronzo ed essiccazione lenta. Elementi che incontrano le preferenze di consumatori sempre più attenti all'origine delle materie prime e alla qualità del prodotto finale.

L'assessore Tamajo ha poi sottolineato come la pasta rappresenti uno dei simboli più forti dell'identità agroalimentare dell'Isola e possa diventare un vero motore di sviluppo economico e occupazionale. «Le aziende della pasta in Sicilia e l'intera filiera del grano - ha osservato - devono diventare il volano della crescita economica regionale. Abbiamo tutte le condizioni per riuscirci: qualità delle produzioni, tradizione, innovazione e un marchio territoriale, quello della Sicilia, riconosciuto in tutto il mondo. Adesso serve fare sistema e rafforzare il legame tra territorio, agricoltura e industria alimentare». Nel suo intervento l'assessore ha inoltre richiamato le difficoltà che stanno attraversando i produttori di grano duro siciliani, evidenziate dal recente crollo delle quotazioni che sta mettendo in seria difficoltà molte aziende agricole dell'Isola. «Non possiamo ignorare - ha rilevato - il momento delicato che vive il comparto cerealicolo. La contrazione dei prezzi rischia di compromettere la sostenibilità economica delle aziende agricole e di scoraggiare gli investimenti. Proprio per questo è fondamentale costruire filiere più forti, organizzate e capaci di trattenere valore sul territorio. Una Dop della pasta siciliana significherebbe maggiore riconoscibilità, maggiore competitività e una più equa redistribuzione del valore a beneficio di tutti gli anelli della filiera». «La sfida che abbiamo davanti - ha concluso l'assessore - è trasformare il grano siciliano da semplice commodity a elemento distintivo di una grande filiera certificata».

La sostenibilità rappresenta una delle sfide centrali per il futuro della filiera. Le aziende agricole sono chiamate a confrontarsi con gli effetti dei cambiamenti climatici, tra siccità sempre più frequenti e variazioni delle temperature. Per rispondere a queste criticità, il settore sta sperimentando nuove tecniche agronomiche, sistemi di irrigazione più efficienti e pratiche di agricoltura di precisione.

Anche il tema della redditività resta cruciale. Le oscillazioni dei prezzi internazionali del grano e la concorrenza dei mercati esteri impongono una maggiore integrazione tra i diversi attori della filiera. In questo contesto, i contratti di filiera e le iniziative di cooperazione tra produttori, trasformatori e distributori vengono considerati strumenti fondamentali per garantire stabilità economica e programmazione degli investimenti.

La pasta siciliana si presenta oggi non solo come un prodotto alimentare, ma come il risultato di un sistema produttivo che unisce agricoltura, industria e cultura gastronomica. Una filiera che punta a trasformare la qualità del grano dell'isola in un vantaggio competitivo, valorizzando il territorio e creando nuove opportunità di sviluppo economico. In un mercato globale sempre più orientato alla trasparenza e all'identità dei prodotti, la Sicilia scommette sulle proprie radici per costruire il futuro della pasta.