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Buona, versatile e "cool": il grande riscatto della birra senza alcol che ha conquistato la generazione Z

Superato il pregiudizio sul sapore, la 0.0 diventa protagonista assoluta di aperitivi e pause pranzo. Un italiano su due la promuove a pieni voti

18 Giugno 2026, 17:14

17:20

Buona, versatile e "cool": il grande riscatto della birra senza alcol che ha conquistato la generazione Z

Estate 2026: in Italia cambia definitivamente il modo di bere. La birra analcolica non è più la scelta malinconica di chi deve guidare, ma un’alternativa di tendenza. La si vede in spiaggia, agli aperitivi prolungati, dopo l’allenamento e nei festival.

Il dato più sorprendente riguarda i più giovani: sette appartenenti alla Generazione Z su dieci l’hanno già sperimentata, integrandola con naturalezza nella vita di tutti i giorni. Non è solo una questione di gusto, ma un cambio culturale profondo. Una ricerca di Heineken Italia con AstraRicerche rileva che oltre un giovane su tre tra Gen Z e Millennial (33,6%) considera la 0.0 una vera alternativa alla versione alcolica, e il 59% la giudica adatta a qualunque contesto sociale.

Come osserva Michela Filippi, Marketing Director di Heineken Italia, non si tratta più di una scelta “dovuta”, bensì “voluta”. Per circa 6,5 milioni di under 35 questa bevanda è diventata “cool”: 2,4 milioni la consumano ogni settimana e più di un terzo la sceglie almeno una volta al mese.

Il successo poggia su tre pilastri che ridisegnano la categoria: “buona, versatile e cool”.

A lungo penalizzate dal pregiudizio di un sapore “piatto”, le 0.0 di nuova generazione hanno beneficiato di tecnologie produttive avanzate che ne hanno cambiato la percezione. In un blind test condotto da AstraRicerche, quasi il 70% degli intervistati ha attribuito alle versioni senza alcol un voto tra 6 e 10: un salto qualitativo che le ha spostate dal campo della tolleranza a quello della preferenza.

I numeri di mercato confermano che non si tratta di un capriccio stagionale. Secondo AssoBirra, nel 2024 le 0.0 hanno raggiunto il 2,11% del mercato totale in Italia, con una crescita del 13,4% rispetto al 2023. Più in generale, l’intero segmento analcolico è salito del 79% rispetto al periodo pre-Covid e di un ulteriore 18% nell’ultimo anno.

Un dinamismo che spinge l’industria – un comparto da 10,4 miliardi di euro – a investire con decisione: entro il 2026 Heineken Italia destinerà il 15% del budget pubblicitario alla birra senza alcol.

Sul piano sociale, la Generazione Z sta ridefinendo il rito del bere. Predilige modalità flessibili che consentono di partecipare a un aperitivo e poi tornare a studiare, lavorare o fare sport restando lucidi. L’affermazione delle 0.0 si inserisce nel più ampio movimento della moderazione, alimentato anche da iniziative come il Dry January, che hanno normalizzato una convivialità senza eccessi.

Restano però alcune sfide. Serve chiarezza in etichetta: in Italia la legge definisce “analcolica” una birra con titolo alcolometrico fino all’1,2%, mentre la dicitura commerciale “0.0” indica assenza totale o quasi di alcol. Gli esperti mettono inoltre in guardia dal trasformare questo trend in una “scorciatoia narrativa” o in un feticcio salutistico.

L’Istituto Superiore di Sanità continua a segnalare episodi di binge drinking tra i giovani nel weekend e ricorda che per neopatentati e under 21 il limite di alcolemia alla guida è zero g/l. In una prospettiva di prevenzione, condivisa anche dall’OMS, la 0.0 non è una bacchetta magica, ma un’opzione concreta per spezzare l’automatismo tra alcol e socialità.