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Estate tempo di "Spritz", tutti lo bevono ma nessuno conosce la vera storia del cocktail che ha conquistato il mondo

Fresco, leggero, colorato, conviviale. Ma dietro quel bicchiere arancione si nasconde una storia che attraversa due secoli. La ricetta e quanto dovrebbe costare davvero.

02 Luglio 2026, 19:11

Estate tempo di "Spritz", tutti lo bevono ma nessuno conosce la vera storia del cocktail che ha conquistato il mondo

L'estate comincia davvero quando un tavolino si riempie di amici, il ghiaccio tintinna nel bicchiere e il sole scende lentamente verso il mare. È il momento dell'aperitivo, un rito tutto italiano che profuma di libertà, conversazioni senza fretta e piccoli assaggi da condividere. Anche in Sicilia questo appuntamento quotidiano diventa quasi un'arte: una terrazza affacciata sulle Eolie, un vicolo di Ortigia, il lungomare di Cefalù o una piazza barocca a Noto bastano a trasformare un semplice drink in un'esperienza.

Tra tutti i cocktail che accompagnano questo momento, ce n'è uno che più di ogni altro è diventato il simbolo della bella stagione: lo Spritz. Fresco, leggero, colorato, conviviale. Ma dietro quel bicchiere arancione si nasconde una storia che attraversa due secoli e racconta un pezzo d'Europa.

Dallo "spruzzo" d'acqua al cocktail più famoso d'Italia

Per trovare le origini dello Spritz bisogna tornare nella prima metà dell'Ottocento, quando il Veneto faceva parte dell'Impero Austriaco. I funzionari e i soldati dell'esercito imperiale, poco abituati alla struttura e alla gradazione dei vini veneti, iniziarono a chiedere agli osti di "alleggerirli" con una spruzzata di acqua fresca o frizzante.

Quel gesto diede origine al termine tedesco spritzen, "spruzzare", dal quale deriva la parola Spritz.

All'epoca non esistevano né Aperol né Select. Il bicchiere conteneva semplicemente vino bianco e acqua, una bevanda fresca pensata per rendere più piacevole il momento della socialità. Solo all'inizio del Novecento, con la nascita dei grandi aperitivi italiani, lo Spritz iniziò ad assumere il volto che oggi conosciamo, trasformandosi in uno dei cocktail più iconici al mondo.

L'Aperol Spritz, il volto internazionale dell'aperitivo italiano

Quando si parla di Spritz, il pensiero corre inevitabilmente all'Aperol Spritz.

Nato nel 1919 a Padova, l'Aperol ha saputo conquistare generazioni di consumatori grazie al suo equilibrio tra dolcezza, leggere note agrumate e un'amarezza delicata. È il cocktail che negli ultimi vent'anni ha esportato il concetto di aperitivo italiano in tutto il mondo.

La ricetta è ormai un classico: tre parti di Prosecco, due di Aperol, una di soda, abbondante ghiaccio e una fetta d'arancia.

Una semplicità apparente che richiede però ingredienti di qualità e il giusto equilibrio. Perché uno Spritz ben preparato non deve mai risultare troppo dolce né eccessivamente diluito: deve essere fresco, vivace e invitare naturalmente al secondo sorso.

A Venezia lo Spritz è rosso: il fascino senza tempo del Select

Chi arriva a Venezia e ordina "uno Spritz" potrebbe rimanere sorpreso. Nella città lagunare, infatti, la versione più autentica non è quella con Aperol, bensì quella preparata con Select.

Creato nel 1920 dai fratelli Pilla proprio a Venezia, il Select rappresenta ancora oggi la tradizione dei bacari veneziani, le storiche osterie dove lo Spritz accompagna i celebri cicchetti, piccoli assaggi di baccalà mantecato, sarde in saor, polpette e crostini.

Il suo gusto è più complesso e deciso rispetto all'Aperol: note erbacee, spezie e un'amarezza elegante gli conferiscono una personalità inconfondibile. Anche il servizio cambia. Al posto della fetta d'arancia, il vero Spritz veneziano viene spesso completato con un'oliva verde, dettaglio che racconta una tradizione rimasta fedele a se stessa nonostante il successo internazionale della versione più commerciale.

Per molti veneziani, è questo il vero Spritz.

Un cocktail, tante interpretazioni

Come tutti i grandi classici, anche lo Spritz ha saputo evolversi.

Il Campari Spritz è dedicato a chi ama i sapori intensi e una decisa componente amaricante.

L'Hugo Spritz, nato tra le montagne dell'Alto Adige, sostituisce il bitter con lo sciroppo ai fiori di sambuco, regalando un profilo aromatico delicato, floreale e particolarmente dissetante.

Il Cynar Spritz, invece, conquista chi predilige le note erbacee e vegetali, mentre negli ultimi anni bartender e produttori artigianali hanno iniziato a reinterpretare il cocktail con ingredienti territoriali: bergamotto, limone, arancia rossa, infusi botanici e amari regionali raccontano un'Italia sempre più attenta alle proprie eccellenze.

Quanto vale oggi uno Spritz?

Lo Spritz è diventato il simbolo dell'aperitivo italiano anche dal punto di vista economico. Negli ultimi anni, complici l'aumento dei costi delle materie prime e la crescente domanda turistica, il suo prezzo è cresciuto sensibilmente.

Se preparato con un buon Prosecco, il liquore originale, soda nelle giuste proporzioni e servito con attenzione, uno Spritz oggi dovrebbe avere un prezzo compreso tra i 6 e gli 8 euro nella maggior parte dei locali italiani.

Nelle grandi città d'arte o nelle località più esclusive è normale superare i 9 o 10 euro, mentre in molte località della Sicilia si continua a trovare un eccellente rapporto qualità-prezzo: con 6 o 7 euro è ancora possibile gustare uno Spritz accompagnato da un ricco aperitivo fatto di olive, focacce, caponata, panelle, formaggi locali e piccoli assaggi di mare.

Perché un buon aperitivo non si misura soltanto dal cocktail, ma dall'esperienza complessiva.