Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
10 luglio 2026 - Aggiornato alle 19:45
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

la storia

Insetti sterili per salvare il cappero di Pantelleria: così la scienza sconfigge la cimice killer

Un progetto internazionale coordinato da Bbca ed Enea apre le porte a una tecnica ecologica contro la letale Bagrada hilaris, salvaguardando l'oro verde dell'isola

10 Luglio 2026, 17:48

17:50

 Insetti sterili per salvare il cappero di Pantelleria: così la scienza sconfigge la cimice killer

Il celebre cappero di Pantelleria, emblema della tradizione agricola dell’isola, è oggi insidiato da una minaccia tanto discreta quanto micidiale: la Bagrada hilaris.

Questa cimice, altamente distruttiva, non colpisce soltanto le preziose piante di cappero, ma può compromettere anche colture alimentari essenziali come grano, legumi, broccoli e cavolfiori.

L’invasione rischia di tradursi in pesanti ripercussioni economiche per gli agricoltori locali, mettendo in crisi un intero sistema produttivo.

Per fronteggiare l’emergenza evitando l’impiego massiccio di fitofarmaci, la comunità scientifica ha avviato una strategia innovativa e sostenibile. È in corso un progetto di ricerca finanziato dallo European Biological Control Laboratory (Ebcl) e coordinato dalla Bbca (Biotechnology and Biological Control Agency).

L’agenzia ha condotto indagini sul territorio pantesco, curato l’allevamento della specie e realizzato i necessari test biologici e comportamentali. Un ruolo determinante è svolto anche dall’Enea, che ha gestito l’irraggiamento degli insetti oltre a occuparsi della validazione e dell’analisi dei dati raccolti sul campo.

I primi risultati di questa collaborazione, recentemente pubblicati sulla rivista Insects, sono molto promettenti e aprono alla possibile applicazione della Tecnica dell’Insetto Sterile (SIT, Sterile Insect Technique). Il metodo si configura come un’alternativa sicura ed ecocompatibile ai pesticidi tradizionali per il controllo delle specie dannose, particolarmente indicata in contesti di elevato pregio ambientale e produttivo come Pantelleria.

La posta in gioco per l’isola è altissima. La produzione annua complessiva di capperi oscilla tra 3.000 e 4.000 quintali, ma la quota che può fregiarsi della certificazione Igp è molto più selezionata: tra 1.200 e 1.300 quintali, con annate difficili in cui si arriva a malapena a 500.

A rendere questo prodotto un’eccellenza riconosciuta è anche il rigoroso disciplinare, che impone standard stringenti: resa massima di 30 quintali per ettaro e raccolta esclusivamente manuale, a scalare, dal 1° maggio al 1° ottobre.

Salvaguardare queste pratiche secolari è oggi possibile grazie a tecnologie d’avanguardia che tutelano l’ambiente e il lavoro dei produttori.