il racconto
Piatto della Sicilia contadina spopola tra i crocieristi nei mari del Nord
Ecco gli ingredienti della storia dell'inatteso successo internazionale della pasta col miele
Il piatto più identitario di Butera, la pasta co meli, ha attraversato il mare e si è fatto conoscere oltre ogni confine, approdando nientemeno che nel menù di una nave da crociera diretta in Islanda e Scozia. Una storia semplice, quasi da diario di viaggio, che racconta come le tradizioni possano diventare internazionali grazie a incontri casuali e alla curiosità di chi cucina per professione e per passione. Tutto nasce da un gruppo di amici in vacanza, tra cui il sindaco di Butera Giovanni Zuccalà, l’assessore Giovanna Donzella e la consigliera Cristina Chimera. A bordo della Costa Crociere, durante una delle serate in navigazione, i tre si ritrovano a conversare con lo chef indiano Ayanava De, responsabile di uno dei ristoranti della nave. Parlare con uno chef significa inevitabilmente parlare di cibo, e così la conversazione scivola sulle tradizioni culinarie siciliane, fino a toccare il piatto più antico e simbolico della comunità buterese: la pasta co meli le cui origini portano alla dominazione araba tra il IX e XI secolo.

Lo chef ascolta, si incuriosisce, chiede dettagli, vuole capire come un piatto così essenziale — pasta lunga, miele scaldato e amalgamato, pangrattato tostato, talvolta un soffio di cannella — possa essere così radicato nella storia di un paese. Gli viene spiegato che si tratta di una ricetta contadina, legata alle festività e alla produzione del miele nelle campagne attorno a Butera, un piatto povero e dolce che ha accompagnato generazioni. Ayanava De decide di prepararlo. Lo fa con rispetto, con la sua maestria, senza snaturare la semplicità della ricetta. Il risultato sorprende l’equipaggio e conquista i croceristi, che si ritrovano nel piatto un sapore inconsueto, lontano dalle proposte abituali della cucina di bordo e capace di raccontare una storia.

La pasta co meli entra così nel menù del ristorante, diventando per un giorno ambasciatrice di Butera in mezzo all’oceano. I passeggeri chiedono informazioni, vogliono sapere da dove arriva quella pietanza dolce e antica, e il nome del paese siciliano comincia a circolare tra i tavoli come una curiosità gastronomica. È un piccolo successo, un episodio che fa sorridere ma che restituisce anche il valore di una tradizione che, pur nella sua semplicità, riesce a viaggiare e a farsi apprezzare. A volte basta un incontro, una chiacchierata, un cuoco che decide di provare qualcosa di nuovo. E così un piatto nato nelle case contadine di Butera finisce per essere servito su una nave che attraversa i mari del Nord, portando con sé un frammento di identità e di memoria. Sindaco e amici politici in crociera sono felici per l'inattesa internazionalizzazione dell'amata pietanza.