Tradizioni
La frittata delle Mille Uova torna alla Certosa di San Lorenzo: padella gigante e cortei rinascimentali per rievocazione storica
Lorenzo Flaherty nei panni di Carlo V di cui si celebra il ritorno anche con degustazioni dei prodotti del Vallo di Diano
Torna nella Certosa di San Lorenzo di Padula (Salerno), patrimonio mondiale dell’Unesco, la tradizione della Frittata delle Mille Uova, preparata, secondo le cronache dell’epoca, dai monaci certosini per accogliere l’imperatore Carlo V nel 1535, durante il viaggio di ritorno dalla spedizione di Tunisi.
Dall’8 al 10 agosto il complesso monumentale ospiterà la XXIX edizione di «Padula in Festa per Carlo V - La Frittata delle Mille Uova», rievocazione storica che ripropone uno degli episodi più noti della storia della Certosa e che quest’anno vedrà l’attore Lorenzo Flaherty interpretare l’imperatore Carlo V.

Organizzata dalla Pro Loco Padula, la manifestazione ricorda l’accoglienza riservata all’imperatore, ospite del monastero insieme al suo seguito, ricordata nelle cronache dell’abate Giovanni Battista Pacichelli e dello storico Costantino Gatta.
Secondo la tradizione, i monaci allestirono un sontuoso banchetto culminato nella preparazione della celebre Frittata delle Mille Uova, divenuta nel tempo il simbolo dell’evento.
Il momento centrale della rievocazione è in programma il 10 agosto nella corte esterna della Certosa, dove l’ingresso di Carlo V e del suo seguito sarà accompagnato da oltre duecento figuranti in abiti rinascimentali. La rappresentazione culminerà con la preparazione, davanti al pubblico, della Frittata delle Mille Uova, affidata a figuranti in abito di monaco certosino.
La cottura avverrà in una gigantesca padella in acciaio, realizzata appositamente dagli artigiani locali e ispirata ai principi della meccanica leonardesca. Al termine, la frittata sarà distribuita ai visitatori.
Per tre giorni la Certosa di San Lorenzo ospiterà inoltre cortei storici, spettacoli, musica, teatro, stand enogastronomici e degustazioni dedicate ai prodotti tipici del Vallo di Diano, con un programma che valorizza storia, tradizioni e identità del territorio.