Torino
Il limone di Bagheria e i pascoli di Castronovo: la Sicilia a "Terra Madre" con due nuovi presìdi
Al Salone del Gusto 2026 arrivano tutti i nuovi gioielli della biodiversità italiana
Dal 24 al 27 settembre Torino diventa la capitale del cibo buono, pulito e giusto con la nuova edizione di Terra Madre Salone del Gusto. Oltre 130 Presìdi Slow Food italiani saranno presenti tra piazze, vie e cortili della città: dodici sono le novità che verranno presentate ufficialmente durante la manifestazione.
Tra le new entry, la Sicilia porta a Torino due storie profondamente legate al territorio. La prima nasce nella Piana di Bagheria, dove il limone ha sostituito in parte le vigne devastate dalla fillossera nell’Ottocento e ha finito per diventare uno dei tratti distintivi del paesaggio agricolo del Palermitano. La seconda arriva dalle aree interne di Castronovo di Sicilia, con l’ampliamento del Presidio dei prati stabili e pascoli.
Il limone di Bagheria, una storia nata dalla crisi
La limonicoltura della Piana di Bagheria affonda le sue radici proprio in una grande trasformazione agricola. Quando la fillossera decimò i vigneti nel corso dell’Ottocento, nei terreni irrigui della pianura e sui terrazzamenti fino a circa 200 metri di altitudine furono impiantati agrumeti. Da allora il limone della Piana di Bagheria, appartenente alla cultivar femminello, è diventato parte integrante dell'identità produttiva della zona.

Buccia liscia, dal verde chiaro al giallo citrino, profumo intenso, pochi semi e un succo di elevata qualità sono le caratteristiche che lo distinguono. Ma il vero tratto distintivo è la possibilità di produrre limoni anche in estate attraverso le tecniche tradizionali: sono i verdelli, frutti che testimoniano la sopravvivenza di pratiche agricole tramandate nel tempo.
Il nuovo Presidio, sostenuto da Slow Food Bagheria, punta così a proteggere non soltanto una varietà, ma il patrimonio agricolo e paesaggistico costruito attorno alla sua coltivazione. A Torino i produttori saranno presenti nell’area espositori di piazza Vittorio Veneto.

Castronovo e la tutela dei pascoli
Dalla Piana al cuore della Sicilia interna cambia il paesaggio, ma non la sfida. Il Presidio Slow Food dei prati stabili e pascoli si amplia con l’ingresso dei pascoli di Castronovo di Sicilia, in provincia di Palermo. Un riconoscimento che porta nella rete Slow Food un altro territorio rurale dell’Isola e mette sotto i riflettori il rapporto tra biodiversità, allevamento e conservazione del paesaggio.
L’ampliamento del Presidio è sostenuto dal Comune di Castronovo di Sicilia. Anche i produttori castronovesi saranno presenti a Torino, nell’area espositori di piazza Vittorio Veneto.
Dal Sud al Nord, una nuova geografia del gusto
Le due novità siciliane fanno parte di una mappa molto più ampia. Dalla Basilicata arrivano il casiello della montagna materana e la strazzata di Avigliano; la Calabria presenta quattro nuovi Presìdi, dall’aglio rosa di Nicastro alla pesca tardiva di Magisano, dall’oliva geracese ai fagioli pappaluni.
Il Lazio porta l’aglio rosso di Proceno, mentre la Toscana riscopre il pomodoro borsa di montone della Val Bisenzio. Dal Trentino arrivano le mele storiche e dal Veneto il miele di barena della laguna veneta, legato a un ecosistema fragile e minacciato dall’erosione.
A unire idealmente tutte queste storie sarà inoltre il nuovo Presidio nazionale dedicato alla castanicoltura tradizionale, dal Piemonte alla Sicilia. Un progetto che guarda al recupero dei castagneti e delle varietà locali, ma anche alla difesa degli ecosistemi montani e dei saperi legati alla coltivazione e alla trasformazione del castagno.