Dal 24 al 27 settembre
Produttori, cuochi e pescatori portano a Torino il patrimonio alimentare della Sicilia
Dal Limone della Piana di Bagheria al Suino nero dei Nebrodi, dal Pistacchio verde di Bronte al Grillo, la Sicilia sbarca a "Terra Madre" e propone un viaggio tra sapori e biodiversità tra Presìdi Slow Food, tradizioni e nuove sfide per la sostenibilità
La Sicilia porta a Terra Madre il suo patrimonio di biodiversità, ma anche le storie, le persone e le pratiche che lo tengono in vita. Nello spazio istituzionale della Regione Siciliana, animato da Slow Food Sicilia, il programma “Sicilia: storie di terra, mare e biodiversità” mette insieme degustazioni, laboratori, incontri e appuntamenti a tavola per raccontare una delle realtà alimentari più articolate del Paese.
Il filo conduttore è la varietà: quella dei territori, delle produzioni e delle tradizioni che attraversano l’isola. In degustazione arrivano prodotti ittici come la Masculina da Magghia, Presidio Slow Food, ma anche dolci della tradizione come il Torrone di Caltanissetta e il Cucciddato della Valle dello Jato, insieme a pani e legumi tipici. Il programma guarda però anche oltre la tavola, con conferenze dedicate alla memoria delle tradizioni contadine, alle food policy urbane e agli strumenti di sostenibilità ambientale per le aziende agroalimentari.
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Tra gli appuntamenti c'è anche la presentazione del nuovo Presidio del Limone della Piana di Bagheria, che arricchisce il percorso dedicato ai Presìdi siciliani. Un patrimonio che trova una nuova forma anche nell’Atlante dell’Arca del Gusto della Sicilia, una delle pubblicazioni presentate in occasione di Terra Madre. L’opera raccoglie 85 prodotti dell’Arca e 57 Presìdi, descrivendone caratteristiche, storia e uso in cucina: una sorta di mappa della biodiversità alimentare dell’isola, costruita attraverso oltre trent’anni di lavoro di Slow Food.
La Sicilia torna protagonista anche nei Laboratori del Gusto. Il 24 settembre il vermouth Ferracane di Marsala rappresenta l’isola nell’appuntamento dedicato al rapporto tra questo prodotto e i territori italiani. Il giorno successivo sarà invece il turno del Pomodoro Buttiglieddru di Licata, al centro di un laboratorio pensato per gli studenti, mentre la norcineria siciliana sarà rappresentata dalla Fellata di Suino Nero dei Nebrodi, Presidio Slow Food.
Anche la cucina diventa terreno di incontro. Il 26 settembre quattro cuochi dell’Alleanza Slow Food proporranno un menu che mette in dialogo Piemonte e Sicilia, due territori lontani ma accomunati dalla valorizzazione della biodiversità. Gli ingredienti e le tradizioni si contaminano: i piatti piemontesi incontrano agrumi e pistacchi, mentre quelli siciliani vengono riletti attraverso burro e nocciole.

Il programma dedica spazio anche alle storie di chi difende questo patrimonio. Il 24 settembre sarà proiettato “Manna man - storia di un mannaluoro resistente”, documentario dedicato a Giulio Gelardi, tra gli ultimi produttori della Manna delle Madonie. Il 27 settembre, invece, un incontro tra musicisti ed etnomusicologi esplorerà il rapporto tra terra, musica, tradizioni e impegno sociale.
E non poteva mancare il vino. Nel programma per i 40 anni di Slow Food e delle grandi produzioni vitivinicole regionali, la Sicilia sarà protagonista di una masterclass dedicata al Grillo, il 26 settembre. Sei etichette ripercorreranno l'evoluzione del vitigno, da Grappoli di Samperi 2024 a Grappoli del Grillo 2005, fino ai vini ossidativi e alle riserve storiche di Marsala. Un percorso che racconta il Grillo non soltanto come vitigno legato alla produzione del Marsala, ma come uno dei grandi bianchi mediterranei.
Infine, il Mercato di Terra Madre porterà sotto i riflettori i produttori dei Presìdi siciliani. Suino nero dei Nebrodi, olivi secolari, Cipolla di Giarratana, Provola dei Nebrodi, Pistacchio verde di Bronte, Piacentinu Ennese, Sesamo di Ispica, Pomodoro Buttiglieddru di Licata, Fagiolo Cosaruciaru di Scicli, Torrone di Caltanissetta, Masculina da Magghia, Capra Girgentana e Prati stabili e pascoli sono alcune delle produzioni presenti.
Una presenza, dunque, che non si limita a esporre prodotti. La Sicilia arriva a Terra Madre con una parte della propria identità alimentare: varietà antiche, mestieri, paesaggi, produzioni e conoscenze che trovano nella biodiversità una chiave per raccontare il presente e, soprattutto, per interrogarsi sul futuro del cibo.