IL DOLCE
Cinnamon roll o kanelbulle? Le differenze tra la ricetta americana e quella svedese
Cardamomo nell’impasto, granella o glassa, spirali e nodi: cosa cambia davvero e quali tecniche seguire per prepararli a casa
La spirale può ingannare: una girella alla cannella non racconta tutta la ricetta. Il kanelbulle svedese porta il cardamomo dentro l’impasto e la granella in superficie; il cinnamon roll americano spesso arriva con una copertura cremosa. Ma per distinguerli davvero bisogna guardare anche alla farcitura, alle pieghe e alla lievitazione.
Il 4 ottobre la Svezia celebra il Cinnamon Bun Day, o Kanelbullens dag: una ricorrenza introdotta nel 1999 dallo Swedish Home Baking Council. Il kanelbulle, al plurale kanelbullar, è uno dei dolci simbolo della fika, la pausa in cui caffè, qualcosa di dolce e conversazione trovano spazio nella giornata. Appartiene alla tradizione svedese e alla più ampia famiglia dei lievitati nordici alla cannella, diventati popolari anche oltre il Nord Europa.
Il confronto con la versione americana parte da questa stessa famiglia, non da due preparazioni completamente estranee. Il modello svedese abbina impasto al cardamomo, ripieno di burro, zucchero e cannella e granella in superficie; quello americano è riconoscibile soprattutto per la copertura, spesso una crema al formaggio. Sono coordinate utili, ma non regole assolute: le ricette cambiano e anche negli Stati Uniti esistono cinnamon rolls con una semplice glassa alla vaniglia.
L’impasto: il cardamomo conta più delle uova
Entrambe le preparazioni usano una pasta lievitata arricchita, non una sfoglia. Farina, latte, lievito, zucchero e burro ricorrono nelle due versioni. Non è invece corretto identificarle soltanto dalla presenza delle uova: la ricetta svedese di Lisa Lemke pubblicata da Visit Sweden ne contiene uno; la proposta americana Perfectly Pillowy di King Arthur Baking non ne prevede.
Il segno più riconoscibile del kanelbulle è il cardamomo nell’impasto. La cannella resta nel ripieno, mentre la pasta possiede già una propria identità aromatica. Nella ricetta americana facile di Sally McKenney, invece, l’impasto contiene latte, burro e uovo, senza cardamomo: la cannella si concentra nella farcitura. Per scegliere una ricetta, quindi, conviene leggere dove vengono inserite le spezie, non limitarsi al nome del dolce.
Il ripieno: stessa base, zuccheri differenti
Burro, zucchero e cannella costituiscono il punto d’incontro. Nella versione svedese di Lemke vengono mescolati in una crema da distribuire sulla pasta; lo zucchero è bianco. Nella ricetta di Sally si spalma prima il burro morbido, poi si aggiungono cannella e brown sugar, lo zucchero bruno tipico di molte preparazioni americane. La distinzione riguarda queste ricette rappresentative, non ogni girella prodotta nei due Paesi.
Sul piano pratico, è utile seguire la consistenza del burro richiesta dall’autore: morbido da spalmare e fuso non sono indicazioni intercambiabili. Esistono infatti formulazioni americane differenti, come i Cream Cheese Cinnamon Buns di King Arthur Baking, che prevedono anche formaggio incorporato attraverso successive pieghe della pasta. È un esempio di quanto il termine cinnamon bun possa comprendere tecniche diverse.
Spirale o nodo: cambia il modo di formare il dolce
Per la girella americana si stende un rettangolo, si distribuisce la farcitura, si arrotola e si taglia il cilindro in porzioni. Nella preparazione di Sally queste vengono sistemate in una teglia e lasciate lievitare prima della cottura.
Il kanelbulle può presentarsi anche come nodo. Lemke propone di farcire il rettangolo, piegarlo in tre, ricavare strisce e torcerle prima di annodarle; offre anche un’alternativa a spirale. La forma non basta dunque a stabilire l’origine. Nemmeno la disposizione in teglia è una frontiera rigida: alcuni cinnamon rolls americani vengono cotti distanziati, non necessariamente uniti in un unico blocco.
Granella e glassa: la differenza più visibile
Nel modello svedese tradizionale la superficie viene spennellata con uovo e completata con zucchero in granella. La ricetta di Visit Sweden contempla anche zucchero aromatizzato al cardamomo. Non serve una copertura cremosa a nascondere gli intrecci: il dolce viene cotto con la sua finitura già in superficie.
Nella versione americana la copertura arriva dopo il forno. Quella di Sally combina formaggio cremoso, burro, zucchero a velo e vaniglia. Ma il cream cheese frosting non è obbligatorio: altre ricette impiegano latte e zucchero a velo. Conta anche la temperatura: King Arthur spiega che sui buns caldi una glassa può penetrare nella pasta; aspettando il raffreddamento, rimane più evidente in superficie.
Lievitazione e cottura: non mescolare istruzioni diverse
I tempi non sono trasferibili da una ricetta all’altra. Il procedimento svedese di Lemke comprende un impasto iniziale e una lunga lievitazione dei pezzi al fresco; quello americano facile di Sally è costruito intorno a una sola lievitazione. Per ottenere il risultato previsto, bisogna mantenere coerenti dosi, sequenza e riposi, anziché scegliere il tempo più breve da una preparazione diversa.
Anche la morbidezza americana può dipendere da tecniche aggiuntive. Il tangzhong, impiegato nella ricetta Perfectly Pillowy, consiste nel cuocere una parte della farina con un liquido prima di unirla all’impasto: favorisce la ritenzione dell’umidità. È un’opzione, non un requisito del cinnamon roll. Per il kanelbulle restano centrali cardamomo e finitura in granella; per una versione americana glassata, la scelta decisiva è anche quanto e quando applicare la copertura.