dal 9 all'11 ottobre
Dalla Sagra del ficodindia agli chef stellati di Etna Wine Forum. Ecco cosa fare in Sicilia nel weekend
Tanti appuntamenti nel fine settimana: tango, djset, Ottobrate, "Tempuricapuna", "M'arricriu Fest" e le visite di Fai e Vie dei tesori
Ancora profumo d’autunno, ancora sagre che celebrano noci, castagne, vino, miele, ficodindia. Si aggiunge la bella festa dedicata al capone a San Vito Lo Capo, con la lunga tavolata e le escursioni in barca, e la presenza di super ospiti a Biancavilla per l'Etna Wine Forum: gli chef Heinz Beck, tre stelle Michelin, Cristina Bowerman, una stella, e Vincenzo Candiano, chef della Locanda Don Serafino di Ragusa, due stelle Michelin.
Ma il fine settimana offre anche un bel festival di tango, "cammini" e la scoperta dei tesori della nostra Isola, della grande bellezza che ci circonda, visita ai monumenti, alle belle ville antiche, ai palazzi normalmente chiusi delle Giornate del Fai e delle Vie dei tesori con un calendario molto fitto di iniziative per tutti i gusti.
Sagra della Mostarda e del Ficodindia a Militello in Val di Catania
Nel cuore della bella cittadina barocca vincitrice del Borgo dei borghi nel 2025 la 34° Sagra si svolge per due fine settimana: 9 - 10 - 11 / 16 - 17 - 18 Ottobre 2026 tra folclore, degustazioni, spettacoli. Si apre venerdì pomeriggio alle 18.30 con la sfilata dei Tamburi di Militello, dell'Associazione Musicale "A. Montecassino", del gruppo folkloristico "Sikelia Folk" di Mineo e visita agli stand da parte delle Autorità. I Cavalli di Scicli guideranno il corteo inaugurale per le vie della sagra, aprendo ufficialmente la festa a tutti i visitatori. Sabato ore 22, Atrio del Castello, "Insieme con Salvo la Rosa, Matranga e Minafò, Badaboom e Deborah lurato". Domenica sfilate i carretti siciliani e spettacoli folcloristici. Alle 21.30, atrio del Castello, Radio 105 "Mania 90 Festival" con Emanuele Caponetto, Kelly Overett, Dwaine e Roby Giordana.

Nella cittadina, patria di Pippo Baudo, da vedere la pala della Natività in ceramica invetriata di Andrea Della Robbia, un bassorilievo di Francesco Laurana, un retablo di Antonello da Messina. Straordinaria è anche la testimonianza del Complesso monumentale, archeologico e paesaggistico di Santa Maria La Vetere, con la Chiesa d’interesse nazionale e il contiguo Ecomuseo Valle del Loddiero. Qui è conservato il più antico trattato sugli scacchi scritto in lingua italiana da Pietro Carrera. Non lontano dal borgo, da vedere le Cascate di Oxena.
Etna Wine Forum a Biancavilla
Quattro giornate dedicate al vino, al territorio e alle eccellenze del versante sud-ovest dell’Etna con la presenza di ospiti prestigiosi. È la quinta edizione dell’Etna Wine Forum, in programma dall’8 all’11 ottobre a Villa delle Favare, a Biancavilla. Il programma propone degustazioni, masterclass, talk, incontri, presentazioni di libri e show cooking, con produttori, sommelier, giornalisti e operatori del settore. Tra gli ospiti degli show cooking gli chef Heinz Beck, Cristina Bowerman e Vincenzo Candiano. Domenica 11 ottobre, giornata conclusiva, spazio ai banchi d’assaggio con le cantine del versante sud-ovest dell’Etna.

Tempuricapuna a San Vito Lo Capo
San Vito Lo Capo torna a rendere omaggio al suo legame con il mare e con la tradizione della pesca del pesce azzurro, con la 13^ edizione di “Tempuricapuna”, in programma da venerdì 9 a domenica 11 ottobre. Ogni giorno la “Tavulata cu’ i piscatura” va in scena in via Venza che accoglie una lunga tavolata a cielo aperto per un’esperienza di allegria e convivialità. Protagonisti i pescatori di San Vito Lo Capo, che cucinano e servono i piatti simbolo della cucina di mare locale — busiate al pesto trapanese, capone fritto, melone giallo, dolce siciliano e vino — in uno spirito di condivisione autentico e popolare (biglietto 15 euro). Sabato 10 e domenica 11 ottobre, dalle 9 alle 13:30, sarà possibile vivere il mare da protagonisti grazie alle escursioni in barca con i pescatori. Sabato e domenica mattina, alle ore 10, la Piazza Santuario si trasformerà in un autentico mercato del pesce con “Tempu ri mircatu”. Ogni giorno i cooking show “Tempu ri storie sapuri e pignate”, con gli chef dei principali ristoranti di San Vito Lo Capo. Ogni sera, la festa continuerà con spettacoli e musica in Piazza Santuario.
M’arricrio Music Fest & Street Food a Maletto
Street food siciliano, concerti e spettacoli dal vivo nella seconda edizione della Festa per i più giovani tutti i giorni dall’8 all’11 ottobre dalle ore 18:00 alle 02:00. Quattro giornate di muisca e divertimento con un programma che unirà artisti affermati, realtà emergenti, danza, dj set e animazione. Ritmi calienti, pop urban, dj set con i grandi successi del passato, musica reggae, ska e raggamuffin dal vivo con lo show finale dello storico artista reggae italiano Brusco.
Wine Sicily a Palermo
Dal 9 all11 ottobre a Villa Trabia l’appuntamento dedicato al vino siciliano con oltre 100 cantine e 800 etichette in degustazione. Raccontare la Sicilia del vino: è questo l’intento salendo sull’Etna o avvicinando le saline di Marsala. Un percorso sensoriale unico, tra degustazioni guidate, incontri con i produttori e la scoperta di etichette storiche o nuove interpretazioni del vino siciliano. Sono previste tre masterclass e talk sul vino, sull’enoturismo e sulla cultura con esponenti istituzionali. Il Giardino Inglese fa invece da sfondo al Wine Sicily OFF, eventi collaterali. I banchi di degustazione sono accessibili venerdì, sabato e domenica dalle 17.00 alle
Sagra del Ficodindia e del Masticuttè ad Alimena
Domenica 11 ottobre, ad Alimena comune palermitano sulle Madonie tornerà la Sagra del Ficodindia e del Masticuttè, appuntamento che celebra l’oro con le spine che cresce copioso in questi luoghi, e dedicato al Masticuttè, l’antica caramella fatta con il succo di ficodindia, pazientemente essiccata al sole. Appuntamento alle ore 10 e fino a mezzanotte, con accesso libero, alla Villa Comunale. Per informazioni 3285362552. La Sagra dà la possibilità di gustare originali pietanze a base del frutto simbolo della Sicilia, dalla caponata con buccia di ficodindia alla bruschetta con pesto fine di pale fresche. Alla Villa Comunale, alle 10:00, saranno aperti gli stand gastronomici, artistici e artigianali a tema, dalle candele agli accessori da cucina, ai bijoux che integrano fibra e fiori di ficodindia. Sarà possibile degustare specialità a base di ficodindia: granite, cocktail, arancine al ficodindia e salsiccia, biscotti, zeppoline e il masticuttè. Alle 17 lo show cooking "Tradizione e innovazione nel segno del fico d'India", a cura di Simone Scelfo.

Festa del Castagno Sapori d’Autunno a Trecastagni
Tutti i fine settimana d’autunno, sabato e domenica in piazza Marconi a Trecastagni, come annuncia già il nome del paese, si tiene la Festa del castagno e dei sapori d’autunno. Street food, artigianato e musica dal vivo. Il cuore dell'evento è dedicato ai prodotti tipici e alle caldarroste, con stand gastronomici che propongono specialità a base di castagne e piatti dello street food locale. Il territorio etneo vanta infatti una storica vocazione per la coltivazione dei castagneti.
Festa della noce a Motta Camastra
Ci spostiamo nella valle dell’Alcantara il 10 e l’11 ottobre per la XXII Festa della noce con degustazioni, prodotti tipici, artigianato. Il percorso della festa si sviluppa tra Piazza Croce, Corso Umberto e Piazza G. Verga, con spazi espositivi dedicati ai produttori, agli artigiani e alle aziende del territorio Una piccola sagra autentica con i prodotti locali, e naturalmente con tante noci. Dal pane alle noci ai celebri maccheroni con pesto di noci, dalla salsiccia al ceppo ai cuddureddi ripieni di miele e nocciole.

Ottobrata a Zafferana tutte le domeniche
Tutte le domeniche di ottobre si svolge l’Ottobrata di Zafferana che richiama migliaia di appassionati in cerca di prodotti del territorio e ormai evento consolidato delle domeniche di ottobre tra street food e prodotti del territorio, dai formaggi agli ortaggi, dalle verdure al miele con degustazioni, show cooking, artigianato, mostre, musica e spettacoli. La manifestazione divide il mese in temi dedicati alle produzioni del vulcano. L’11 ottobre sarà la volta della Sagra del Miele, con lo spettacolo comico di Max Cavallari alle 17.30. Il 18 ottobre protagonista la Sagra delle Mele, con il cabaret di Antonio Pandolfo, mentre il 25 ottobre si chiude con la Sagra dei Funghi e delle Castagne e lo spettacolo di Chiara Anicito. Durante tutte le domeniche saranno presenti stand gastronomici e dell’artigianato, mostre, visite guidate, attività per famiglie e l’area food nell’ex campo sportivo di via Rocca d’Api.

Ottobrando a Floresta tutte le domeniche
Dalle ore 10 ogni domenica i sapori tipici dei Nebrodi in mostra a Floresta, occasione anche per respirare l’aria buona in mezzo ai monti. Le vie del borgo saranno animate da gastronomia, esposizioni, musica, spettacoli e tante occasioni per scoprire i prodotti tipici dei Nebrodi. Ogni domenica un tema diverso, una specialità o un prodotto da mettere in piana luce. L’11 ottobre la Sagra del Suino Nero dei Nebrodi, uno dei prodotti simbolo dell’enogastronomia nebroidea. Il 18 ottobre la Sagra dei Funghi, il 25 ottobre si chiude con la Sagra della Provola.
Ottobrata a Rometta tutte le domeniche
Tutte le domeniche di ottobre – l’11, il 18 e il 25 - il borgo di Rometta Superiore torna a festeggiare tra gusto, musica, folklore e tradizione con l’Ottobrata che quest’anno celebra la sua 10ª edizione con un programma ricco di gastronomia, musica, spettacoli, folklore, a cui si aggiungono visite guidate, esposizioni d’arte e iniziative dedicate alla scoperta del borgo. Grande protagonista sarà la gastronomia, con stand, prodotti tipici e di stagione, specialità siciliane e artigianato locale. Tra le proposte non mancheranno maccheroni al ragù, strozzapreti, trippa al forno, panini con braciole e salsiccia. Gli spettacoli vedranno: l’11 Loredana Scalia, il 18 Povia, vincitore del Festival di Sanremo 2006, il 25 The Huntrix Tribute Show, con musica, canto, coreografie e costumi per bambini, ragazzi e famiglie.
Ottobrata a Forza D’Agrò tutte le domeniche
Tutte le domeniche di ottobre e anche domenica 1 novembre dalle ore 10,30 alle ore 20,30 castagne arrostite, funghi, noci, miele, vini locali e piatti della tradizione. Artigianato area giochi e vintage. L’occasione per scoprire il borgo medievale sopra Fondaco Parrino e Sant’Alessio, che è stato anche location del film “Il padrino” da dove si gode una bella vista sul mare. Piccolo centro storico dominato da un castello medievale in rovina con belle chiese e l'Arco Durazzesco del Quattrocento in stile gotico-catalano. A breve distanza, andando in direzione di Messina c’è Savoca, altro bellissimo borgo immortalato dal “Padrino” che merita una visita con il famoso bar Vitelli.
ALTRE MANIFESTAZIONI
GIORNATE D'AUTUNNO DEL FAI
Più di 700 luoghi straordinari, molti dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti, apriranno eccezionalmente le loro porte in occasione della 15ª edizione delle Giornate FAI d’Autunno, il grande evento di piazza che il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dedica alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 in 350 città d’Italia.
Ecco una selezione delle aperture più interessanti in SICILIA: qui tutti i luoghi visitabili
Palermo
Palazzo Sclafani - Comando Militare Esercito Sicilia (Caserma R. Pilo)
Palazzo Sclafani, oggi sede del Comando Militare Esercito Sicilia (Caserma R. Pilo), riassume quasi sette secoli di trasformazioni urbane, sociali e militari di Palermo. L’edificio venne costruito nel XIV secolo da Matteo Sclafani; nel XV, dopo l’estinzione della famiglia, il palazzo passò al Senato di Palermo e fu trasformato nell’Ospedale Grande e Nuovo, una delle principali strutture di cura della città. In questo periodo il cortile fu decorato con il celebre affresco del Trionfo della Morte, realizzato intorno alla metà del Quattrocento da un originalissimo pittore ancora oggi anonimo, ma certamente legato alla temperie culturale che all’epoca vedeva un’ampia circolazione di artisti tra le varie corti europee. Nel 1852–1853 l’edificio venne ceduto alle autorità militari e con radicali rifacimenti è diventato Quartiere di Truppa, poi Caserma Rosolino Pilo. Durante i bombardamenti del 1943, il palazzo fu gravemente danneggiato: l’anno successivo il Trionfo della Morte venne staccato e riposizionato per essere salvaguardato a Palazzo Abatellis, sede della Galleria Regionale della Sicilia. Per le Giornate FAI d’Autunno verrà proposta un’apertura straordinaria ad alta accessibilità, che prevede un percorso tattile, con tavole a rilievo del Trionfo della Morte, modelli 3D dello stemma Sclafani, dell’Aquila Senatoria e della facciata, oltre a mappe e totem tattili, accompagnati da un audio-racconto descrittivo. Il progetto, in collaborazione col Comando Esercito Sicilia e l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, comprende inoltre un tour virtuale ad alta accessibilità, con riprese degli spazi interni ed esterni, sottotitoli e audiodescrizione, per consentire la fruizione del bene anche a distanza. Infine, è prevista la realizzazione di una nuova riproduzione ad altissima risoluzione e fedeltà cromatica del Trionfo della Morte, finalizzata a valorizzare e trasmettere la memoria storica dell’opera. I visitatori dovranno presentarsi muniti di un documento d’identità in corso di validità.
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Ipogei di Palazzo Marchesi Miqweh e pozzo medievale
Nel sottosuolo di Palazzo Marchesi, nel quartiere ebraico medievale, si potrà scoprire un pozzo a canna quadrata di 78 cm, di fattura medievale o forse già del X secolo, a pochi metri da un ambiente ancora oggetto di studio e identificabile con probabilità come Miqveh: due luoghi legati all’acqua, che fanno di questi ipogei uno dei nodi principali del nuovo itinerario sotterraneo di Palermo. Se la Sinagoga era il centro visibile e culturale della comunità, il Miqveh era nascosto ma indispensabile. Era il luogo del bagno rituale di purificazione e solitamente veniva scavato molto in profondità per raggiungere le falde freatiche. Accanto alla cisterna gesuitica, sotto Palazzo Marchesi è stato rinvenuto nel 1992 un pozzo di grande interesse archeologico, collegato a una senia medievale, un ingegnoso meccanismo a trazione animale tipico della Piana di Palermo per sollevare l’acqua. È un pozzo con scala in pietra che conduce fino al fondo, simile a quello dello Steri. La sua presenza a pochi metri dal probabile Miqveh dimostra che nel quartiere ebraico l’acqua era centrale sia per l’uso rituale che per quello domestico. Per la peculiarità del luogo è possibile la formazione di code all’ingresso.
Burgio (AG)
Durante le Giornate FAI d’Autunno si potrà percorrere il borgo di Burgio, piccolo gioiello della Sicilia interna situato nell’alta valle del fiume Verdura, toccando i luoghi che lo rendono un simbolo dell’artigianato Made in Italy, e non solo. Tra le tappe, la Fonderia di Campane Virgadamo, una delle botteghe più antiche d’Italia, risalente al Cinquecento, l’unica fonderia di campane attiva nel Sud Italia. I visitatori potranno scoprire antiche tecniche costruttive e toccare con mano stampi storici, oltre ad ascoltare il rintocco delle campane appena create. Aprirà poi l’Antica Bottega Caravella, gestita dalla famiglia Caravella da metà Ottocento, l’unica bottega rimasta a custodire la lavorazione storica della ceramica smaltata di Burgio, una tradizione che si è consolidata a partire dal Cinquecento grazie alla presenza di numerose cave d’argilla sul territorio. Entrare nel laboratorio significa veder nascere la ceramica, guidati dal racconto dei proprietari che condividono la memoria di un intero borgo artigiano. La bottega si trova nel centro storico, a poca distanza dal Museo della Ceramica, anch’esso visitabile. Tra le aperture imperdibili, la Chiesa e Convento dei Cappuccini, complesso edificato tra il 1634 e il 1647, uno dei massimi esempi di architettura francescana in Sicilia, celebre per ospitare il suggestivo Museo delle Mummie. Sul lato destro della navata si sviluppa il chiostro con le antiche celle dei frati, mentre sul lato sinistro si accede all’area sotterranea: la cripta custodisce 49 corpi mummificati di religiosi, nobili e benefattori locali risalenti ai secoli XVIII e XIX. A differenza di altre cripte, qui le mummie indossano i corredi funebri originali splendidamente restaurati, una sfilata di abiti settecenteschi e ottocenteschi realizzati in velluti, sete, taffettà, lini, merletti e pizzi preziosi, accompagnati da oggetti personali intatti, come monili, calze, scarpe, cappelli e rosari. Fa parte dell’itinerario Castello Peralta, il più antico monumento del borgo, nella parte più alta del paese, fulcro attorno al quale si sviluppò l’originario nucleo urbano di impronta saracena. Di impianto planimetrico rettangolare, si raggiunge attraverso una scalinata in pietra che conduce fino al cortile d’armi, oggi trasformato in un grande affaccio panoramico. Domina la sommità una maestosa Croce in ferro, simbolo del Venerdì Santo burgitano, legato alla devozione della comunità locale.
Catania
Villa Zingali-Tetto
Nel 1926 l'avvocato Paolo Zingali Tetto affidò la progettazione della sua dimora a Paolo Lanzerotti, raffinato progettista catanese. La costruzione terminò nel 1930 e fu abitata dall’avvocato sino alla sua morte. L’immobile, su disposizione testamentaria dello stesso avvocato, venne donato all'Università di Catania e nel 1996, con il progetto coordinato Catania-Lecce - volto al recupero, riqualificazione e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale dei due atenei - venne destinato a Museo della Rappresentazione. Dal 2015 è parte del Sistema Museale di Ateneo. Lanzerotti disegna l'impianto planimetrico della villa con giardino all'italiana posto lateralmente e l’agrumeto nella parte retrostante. Nel progetto l'architetto recupera particolari decorativi e formali dal linguaggio barocco e neoclassico, studia la planimetria all'insegna della funzionalità, con ambienti illuminati da ampie vetrate e collegati da larghe porte a vetri en enfilade, spingendosi fino alla progettazione del mobilio. La villa si eleva su due piani con rez-de-chaussée e piano nobile, collegati da un ascensore in ferro battuto. Gli interni, riccamente decorati, sono frutto della collaborazione di Lanzerotti con gli artigiani Gaetano D’Emanuele, per soffitti e pareti, e Salvatore Gregorietti, per la realizzazione delle vetrate a piombo policrome a motivi floreali del giardino d'inverno. In occasione delle Giornate FAI d’Autunno il museo aprirà al pubblico per un percorso alla scoperta della villa, delle collezioni custodite al suo interno e dei laboratori universitari. Sarà possibile ammirare il magnifico giardino d’inverno, il salone delle feste e gli ambienti privati della villa, come lo studio e la sala da pranzo, caratterizzati da grandi camini in marmo e pregiate rifiniture in legno. Il percorso prosegue con la visita alle mostre, permanenti e temporanee, allestite nelle stanze della villa, tra cui l’Archivio Progetti Francesco Fichera e il Fondo di iconografie e calcografie Giovanbattista Piranesi e minori. La visita si conclude con una passeggiata nel giardino all’italiana.
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Acireale (CT)
Palazzo Nicolosi di Villagrande
Ingresso riservato agli Iscritti FAI
L’edificio, costruito fra il 1872 ed il 1878 a opera dell’ingegnere edile Saverio Cambria per volere di Carmelo Nicolosi Pennisi, quinto Barone di Villagrande e i suoi fratelli Angelo e Sebastiano, presenta elementi di ispirazione rinascimentale, come il bugnato diamantato del piano terra. Le alte paraste che colgono due piani, concluse da capitelli jonici e da una forte trabeazione, fanno del prospetto un'opera riuscita nell'originalità dei due portoni d'ingresso simmetrici di grandi dimensioni. Alla fine degli anni Cinquanta, con la scomparsa della Baronessa Lina Asmundo di Gisira Nicolosi, il primo piano del palazzo fu oggetto di interventi edilizi ed il salone ottocentesco, oggi oggetto di visita, venne accorpato ad una parte dell’edificio che non conserva più i decori dell’impianto originario, del quale resta lo scalone.
Palagonia (CT)
Parco archeologico e geologico Coste di Santa Febronia
Il sito, candidato al censimento nazionale del FAI “I Luoghi del Cuore”, è la tappa principale del percorso storico-archeologico proposto a Palagonia per le Giornate FAI d’Autunno 2026, insieme alla Basilica di San Giovanni e al Pozzo Blandini. Zona archeologica di grande rilievo, esplorata da Paolo Orsi nel 1917, le Coste di Santa Febronia prendono nome dall’eremo dedicato al culto dalla santa patrona del paese, basilica rupestre risalente al VI-VII sec, principale monumento della città di Palagonia. Si tratta di un ambiente ricavato da una precedente tomba preistorica, e che attraverso varie trasformazioni venne adibito a luogo di culto. Le Coste di Santa Febronia conservano, infatti, anche notevoli resti di un villaggio databile al II millennio a.C. Le indagini condotte dai tecnici della soprintendenza di Catania hanno messo in luce i resti di una capanna con il suo ricco corredo, un lungo muro che delimitava l'abitato e che conservava i resti di un focolare e la necropoli di tombe a grotticella artificiale disposte su filari regolari, cui si accedeva attraverso sentieri intagliati nella roccia. La parete di fondo della basilica ospita un'abside, su cui sono affrescati il Cristo Pantocratore contornato da un'Annunciazione e da altre quattro figure sullo sfondo, databili intorno al XV secolo; ai lati dell'abside sono raffigurati il martirio di Santa Febronia e quello di San Bartolomeo, databili tra il XVI e il XVII secolo; mentre nella parete posta di fronte all'ingresso sono raffigurati Santa Lucia, un santo vescovo, un Angelo orante racchiuso in un tondo, Sant'Agata, Sant'Anastasia ed il peccato originale, anche questi databili tra il XVI e il XVII sec. In questa parete è ricavato anche un secondo altare con nicchia atta ad ospitare una probabile icona, mentre nella parete a destra sono intagliati gli scranni per sedersi durante l'officiatura dei riti. Tra una delle finestrelle aperte sulla parete prospettica e l'affresco di Santa Febronia si notano tracce di un altro affresco rimosso, raffigurante probabilmente San Giovanni Battista. Al centro dell'ambiente si scende attraverso alcuni gradini lapidei in un ambiente a T, nelle cui pareti sono ricavate delle nicchie con funzione di colatoi per i corpi dei monaci dopo la morte. Il processo serviva a mummificarli parzialmente.
Messina
Salone dei mosaici della Stazione Marittima
Durante le Giornate FAI d’Autunno la Stazione Marittima di Massin offrirà la possibilità di osservare le manovre con cui i convogli vengono guidati sui binari interni delle navi tramite le storiche invasature, un rito quotidiano che dura da oltre un secolo e che muove volumi di traffico paragonabili a quelli dei grandi trafori alpini. Ma il vero cuore dell'esperienza sarà una riscoperta d’eccezione: l'opportunità esclusiva di accedere al Salone Mosaico per ammirare da vicino l'imponente Mosaico dell'Impero di Michele Cascella, gigantesca opera musiva che i lavori di restyling della stazione hanno lasciato nell'ombra per anni. La Stazione Marittima di Messina, per la posizione strategica, assume un'importanza cruciale già verso la fine dell'Ottocento. Distrutta dal terremoto del 1908 ne viene proposta la riedificazione affidando il progetto all'architetto Angiolo Mazzoni, funzionario delle Ferrovie dello Stato fin dal 1921, che realizza un'imponente opera di architettura razionalista tra il 1937 e il 1939 per gestire lo scambio tra i treni e i traghetti diretti in Calabria. Fu lo stesso architetto Mazzoni, con un promemoria del 26 aprile 1938, a sottoporre all'attenzione dell'allora Direttore Generale delle Ferrovie dello Stato l'opportunità di decorare un salone della stazione con una raffigurazione musiva aderente alla tradizione siciliana. Approdo e smistamento delle navi traghetto e dei convogli ferroviari, il progetto di Mazzoni mette in relazione parti della città trasformando il complesso sistema del nodo ferroviario in un evento urbano dai forti connotati architettonici e ricco di un articolato sistema di percorsi e spazi di uso pubblico. L'opera è una cerniera funzionale con un forte impatto visivo per coloro che, arrivando dal mare a bordo dei traghetti in navigazione lungo lo Stretto di Messina, trovano sullo sfondo questa enorme “abside” di travertino d'Alcamo. Una composizione fondata essenzialmente su un sapiente assemblaggio di volumi puri che si connota attraverso il successivo alternarsi di pieni e di vuoti, di parti in luce e di parti in ombra. Il fronte principale dell'edificio è caratterizzato da un portico d'ingresso continuo sovrastato da una pensilina significativamente aggettante che riunisce in un unico organismo la stazione marittima e la stazione ferroviaria, il fabbricato viaggiatori, il fabbricato alloggi, il fabbricato impiegati, le poste e gli edifici per il funzionamento della stazione con tutte le pertinenze. Sono previste visite interattive per chi ha ridotte capacità motorie, per ipovedenti e non vedenti con l'ausilio di materiali tattili.
Gela (CL)
Laboratorio di restauro della “Gela II” e Museo dei Relitti
Il Museo dei Relitti greci e l’attiguo laboratorio di restauro sorgono a pochi passi dal mare, all'interno dell'area archeologica di Bosco Littorio, a Gela. La nascita del museo, moderno polo di 4.000 metri quadrati incastonato in un ambiente costiero di grande fascino naturalistico e storico, è legata allo straordinario ritrovamento, avvenuto nel 1998 nei fondali del golfo di Gela, del relitto di una nave oneraria greca arcaica naufragata circa 2.500 anni fa. Dopo il delicato recupero delle strutture lignee e un complesso intervento di restauro internazionale eseguito a Portsmouth per garantirne la conservazione, lo scafo (“Gela I”) è tornato in Sicilia. L’edificio museale, avveniristica struttura espositiva progettata dalla Soprintendenza di Caltanissetta, è stato inaugurato per offrire una dimora definitiva a questa eccezionale testimonianza dei traffici commerciali e della navigazione antica nel Mediterraneo. Poco distante, a Bosco Littorio, prosegue oggi lo scavo e il restauro del relitto “Gela II”. Durante le Giornate FAI d’Autunno 2026, in via del tutto eccezionale, i visitatori potranno accedere al laboratorio dove si svolgono le attività di restauro della nave “Gela II”, normalmente chiuso al pubblico, osservando da vicino le fasi di intervento, oggi a uno stadio già avanzato. Il percorso prosegue poi al Museo dei Relitti greci, dove sarà possibile ammirare da vicino il fasciame millenario della nave “Gela I”, con il suo carico di anfore, ceramiche e lingotti di oricalco, e approfondire le ultime scoperte sul carico della nave “Gela II”.
Piazza Armerina (EN)
Chiesa Madonna della Neve Piazza Armerina
Nel 1627 gli Agostiniani della Congregazione di Osservanza di Centorbi, insediati nel feudo di Polleri, decisero di trasferirsi nel centro della città di Piazza Armerina, nei pressi del Castello Aragonese, dove costruirono una cappella con il titolo di Maria Santissima della Neve. Tra il 1679 ed il 1680, a causa della espansione della comunità religiosa, si decise di edificare una chiesa più grande, con le forme dell’attuale edificio. Nel 1697 si eseguirono nel complesso imponenti lavori di restauro per riparare i danni del terremoto del 1693. Nel 1867 gli Agostiniani, a causa delle leggi del Regno d'Italia, vennero cacciati dal convento, che rimase abbandonato per poi crollare nel 1891. Nel 1913 il complesso divenne di proprietà delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto e la chiesa di proprietà della Parrocchia Maria Santissima delle Vittorie. La comunità religiosa iniziò i lavori di ricostruzione del convento e di restauro della chiesa. L’interno della chiesa è a unica navata longitudinale, con un coro ligneo. L'intero repertorio decorativo e iconografico degli stucchi e dei dipinti rimanda all'originaria presenza della comunità agostiniana. Alle pareti laterali si trovano due altari secondari, due per lato. Il portale presenta una cornice in pietra arenaria intagliata. Dello stesso materiale sono realizzati la nicchia al centro, sopra l'ingresso principale, e più in alto la cornice della finestra rettangolare. Il paramento murario è in conci di pietra lasciati a vista. Il paramento murario è in conci di pietra lasciati a vista. Le superfici delle pareti interne sono interamente rivestite da una ricca decorazione plastica in stucco. Col medesimo materiale sono state realizzate le macchine degli altari laterali. in controfacciata si trova una cantoria, sorretta da un grande arco. L'aula è coperta da volta a botte lunettata, rivestita da decorazioni in stucco, in continuità con l'apparato decorativo delle pareti.
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Ragusa
Cava Gonfalone
La Cava Gonfalone è una cavità artificiale imponente, ampia 1,5 ettari e alta fino a 12 metri, scavata nel cuore della città di Ragusa e tra le più spettacolari della Sicilia. Questa straordinaria rete di cave sotterranee sono state scavate nel calcare a partire dal Settecento per estrarre la pietra bianca usata nella ricostruzione della città dopo il devastante terremoto del 1693. Cava Gonfalone è “la città in negativo”, lo specchio sotterraneo che ha permesso la nascita della Ragusa visibile in superficie Cava Gonfalone: un momento della storia di Ragusa rimasto intatto, dove i segni del piccone dei pirriaturi e delle seghe circolari ancora parlano, parete dopo parete. I visitatori si troveranno immersi in un'atmosfera fuori dal tempo, dove ogni segno sulla roccia è una firma lasciata dall'uomo.
Siracusa
Biblioteca Alagoniana e Museo Diocesano
Durante le Giornate FAI d’Autunno sarà possibile visitare la Biblioteca, all’interno del Palazzo Arcivescovile, e il Museo Diocesano, che custodisce una collezione di arte sacra, comprendente opere pittoriche, sculture, argenti e paramenti liturgici, testimonianze della ricca tradizione spirituale e artistica della Chiesa siracusana. La Biblioteca, fondata nel 1780, fu voluta e finanziata dal vescovo Giambattista Alagona per fungere da Pubblica Libreria a servizio della gioventù siracusana. Per difendere la collezione dai furti, il vescovo emanò un severo decreto di scomunica contro chiunque sottraesse libri o manoscritti. Le collezioni si ampliarono grazie ad acquisti mirati a Napoli, come la Bibbia Poliglotta del 1652, e ai lasciti di illustri famiglie e studiosi locali. Il Museo, all'interno della settecentesca Casa degli Esercizi, fu concepito come luogo destinato agli esercizi spirituali del clero, offrendo uno spazio di ritiro e meditazione per i sacerdoti della diocesi. Ogni oggetto esposto porta con sé una valenza spirituale, oltre che storica e culturale. L’idea di un Museo Diocesano era già presente nei desideri del vescovo Bignami sin dal 1905, in coincidenza con i primi restauri della Cattedrale. Dopo un lungo cammino, il museo è divenuto oggi spazio espositivo e luogo di testimonianza, custode della fede e dell’arte della comunità siracusana.
San Vito Lo Capo (TP)
Faro di San Vito Lo Capo
Aprirà al pubblico un bene particolare e di grande fascino, il Faro di San Vito Lo Capo, uno dei più importanti della Sicilia, che rappresenta uno dei simboli della cittadina del Trapanese. La torre si erge a 43 metri sul livello del mare. La costruzione del faro si deve al Regno Borbonico. Nella prima metà dell’Ottocento si decise di edificare numerosi punti lungo le coste del Regno delle Due Sicilie per rendere più sicura la navigazione d’altura e quella costiera. I lavori iniziarono nel 1854 e l'accensione della prima luce, con luce bianca fissa e rossa a splendori, risale al 1° agosto 1859. Le spese di costruzione furono: lire 60.231 per le opere edili, lire 31.050 per la lanterna poligonale della Ditta Lapaut, l'ottica e l'impianto illuminante e lire 142 per gli arredi. Il faro principale è dotato di una ottica rotante ed emette lampi bianchi, con un periodo di 5 secondi, con portata di 25 miglia nautiche. Il fanale emette luce rossa isofase con periodo di 4 secondi, ha una portata di 6 miglia nautiche, è visibile da 165° a 225°, e sta a segnalare la secca a nord di Capo San Vito. Il faro ed il fanale sono gestiti dal Comando Zona Fari della Marina Militare con sede in Messina (che si occupa di tutti i fari della Sicilia), e in particolare dalla Reggenza Fari e Segnalamenti marittimi di San Vito Lo Capo. La visita si compone di due parti: una prima parte, accessibile a tutti, si svolge nell'area alla base della torre del faro, dove saranno mostrati gli strumenti utilizzati nel corso del tempo per il funzionamento di questo faro e dove vengono date tutte le spiegazioni di carattere storico e tecnico. Una seconda parte prevede l’accesso alla sommità della torre dove è posizionata la lente del faro. Per raggiungere la sommità del faro sono presenti circa 200 gradini di una scala a chiocciola.
LE VIE DEI TESORI
Nell’anno del suo ventennale, il festival ritorna da sabato prossimo (10 ottobre) a domenica 8 novembre, per cinque weekend con 27 luoghi, 25 esperienze e tre passeggiate, tra la città, Acireale e le proposte fuori porta . Aprono per la prima volta il Palazzo delle Poste – pietra lavica e pietra bianca, al fianco dei “colleghi” di Trapani e Palermo, grazie alla collaborazione con Poste Italiane - e i Laboratori Nazionali del Sud dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dove i fisici studiano particelle e astroparticelle.
Si parte già con il Criptoportico da visitare in notturna, il Portico dell’Atleta, Casa Liberti e Porta Ferdinandea. Saranno visitabili anche l’Anfiteatro e l’Ipogeo Romano, mentre il Foro aprirà domenica. Tra le esperienze dell’esordio, sabato si entrerà dietro le quinte del teatro dei Fratelli Napoli; sabato e domenica tra le impalpabili collezioni di Cartura. Domenica si potranno visitare su prenotazione i Laboratori Nazionali del Sud, scoprire EGA e raggiungere il giardino e l’atelier di Villa Trinità. Qui tutte le informazioni
TangoLand Fest, dal 7 al 12 ottobre a Catania
Torna a Catania, dal 7 al 12 ottobre, la quarta edizione del TangoLand Fest, sei giorni dedicati al tango argentino tra workshop, lezioni, spettacoli e milonghe. Il quartier generale sarà Land – La Vecchia Dogana, nel cuore del centro storico e del porto, dove si alterneranno appuntamenti pomeridiani e serali.
Il festival richiama oltre 300 partecipanti da 32 Paesi e quattro continenti e propone un cast internazionale di maestri e ballerini. Tra i protagonisti Agustina Piaggio e Carlitos Espinoza, Lorena Tarantino e Gianpiero Galdi, Ayelén Urrutia e Martin Vicente, oltre alla special guest Giselle Anne, che si esibirà con Demetrio Scafaria.
Tra gli appuntamenti speciali “Una Tanda dal Principe”, domenica 11 ottobre alle 20.30 a Palazzo Biscari, con un omaggio a Vincenzo Bellini e una tanda di tanghi eseguiti dal vivo da Emile e Maxime Guion. Il programma prevede inoltre la Welcome & Dinner dell’8 ottobre a Piazza Scammacca e l’After Party “Turkish Night” del 12 ottobre, con tè turco e baklava.
Il 7 ottobre alle 21.30 si parte con il Pre-Party – The Eve Milonga, mentre le giornate dal 9 all’11 ottobre saranno scandite da workshop, day milonga e night milonga, con spettacoli affidati alle coppie ospiti.
BisBuoni con Save the Children
Sabato 10 e domenica 11 ottobre, Save the Children - l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro - lancia la seconda edizione di “BisBuoni. Cambiamo il mondo un biscotto alla volta!”, un’iniziativa che animerà le piazze in tutta Italia. I fondi raccolti grazie all’iniziativa sosterranno gli interventi dell’Organizzazione a supporto dei bambini e delle loro famiglie nei principali scenari di crisi globali. A Catania in via Etnea.
Calici al Sicilia Outlet Village e Primo Fashion Day
Calici in mano, musica e una domenica trascorsa tra degustazioni e shopping. Dopo i bianchi e i rossi delle scorse domeniche, Calici al Village chiude la sua seconda edizione con le bollicine dell’Isola: un’occasione per incontrare cantine e produttori, conoscere territori e vitigni e apprezzare le diverse espressioni dell’enologia siciliana. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con WineSicily, prenderà il via dalle ore 16.00, con degustazioni gratuite, calice e dj set. per raccontare il vino dell’Isola in modo semplice e informale. Partecipano all’edizione 2026 le cantine: Azzolino, Azienda di Rachele, Casa Grazia, Cellaro, Costantino Wines, Duca di Salaparuta, Giovinco, Milazzo, Nino Gandolfo, Tenute 50, Tenute dello Jato, Tenute Valso, Turi Eccellenze dell’Etna.
Arriva per la prima volta un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti dello stile e delle grandi firme: domenica 11 ottobre, con orario continuato dalle 10.00 alle 21.00, Sicilia Outlet Village ospita il suo primo Fashion Day. Non è una semplice giornata di promozioni, ma un'opportunità selezionata per acquistare capi iconici a prezzi straordinari. Per l'occasione, ogni brand aderente sceglierà 3 articoli esclusivi da proporre con uno sconto del 70%.
Cammino di San Giacomo
Dall’8 al 13 ottobre il Cammino di San Giacomo in Sicilia propone un viaggio attraverso il cuore dell’Isola, da Caltagirone a Capizzi, sulle tracce della tradizione legata a San Giacomo il Maggiore. Un itinerario tra borghi, campagne, boschi, luoghi di culto e paesaggi dell’entroterra siciliano.
Si parte giovedì 8 ottobre da Caltagirone, dalla Basilica di San Giacomo, per raggiungere Mirabella Imbaccari, passando da San Michele di Ganzaria.
Venerdì 9 ottobre il percorso prosegue da Mirabella Imbaccari a Piazza Armerina, attraversando il paesaggio rurale dell’entroterra.
Sabato 10 ottobre da Piazza Armerina a Valguarnera, attraverso la Riserva di Rossomanno-Grottascura-Bellia, tra boschi e testimonianze legate al cammino.
Domenica 11 ottobre la tappa conduce da Valguarnera ad Assoro, attraversando la Piana di Dittaino e raggiungendo il centro storico dominato dalla Basilica di San Leone.
Lunedì 12 ottobre si riparte da Assoro, passando per Nissoria, fino a Nicosia, città ricca di testimonianze storiche e religiose.
Martedì 13 ottobre l’ultima tappa collega Nicosia a Capizzi, dove il cammino raggiunge il Santuario di San Giacomo, meta del pellegrinaggio e luogo di conclusione dell’itinerario.
Un viaggio tra natura, cultura e spiritualità, alla scoperta della Sicilia più interna e di territori ancora lontani dai grandi circuiti turistici. Il Cammino attraversa complessivamente dieci Comuni e tre province, collegando due comunità, Caltagirone e Capizzi, profondamente legate alla tradizione jacopea.
Informazioni, programma e dettagli del percorso: Cammino di San Giacomo in Sicilia – sito ufficiale