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Dall'arancino che stuzzica l'eros al "masculino", ecco l'inimmaginabile che delizierebbe Montalbano

A Valverde altro che semplice polpetta di riso farcita e fritta: da cinque chef altrettante ghiotte e spettacolari rielaborazioni

Dall'arancino che stuzzica l'eros al "masculino", ecco l'inimmaginabile che delizierebbe Montalbano

CATANIA - Il legame fra il buon cibo e la letteratura è saldo, lo sa bene lo scrittore Andrea Camilleri che attraverso il commissario Montalbano ha raccontato la tavola come un rito. Tanto è il piacere del commissario per il cibo, che dà il nome ad una della sue prime avventure “Gli arancini di Montalbano”.

E il Montalbano di Camilleri non si sarebbe certo fatta sfuggire l’occasione, se ne avesse avuto l’opportunità, di partecipare al ghiotto appuntamento enogastronomico di “Masseria Carminello”, a Valverde (Catania), dove è andato in scena, venerdì sera, su iniziativa dei titolari Antonio Rosano e Giovanni Samperi, l’estro creativo di cinque chef che hanno reinterpretato, in modo assolutamente personale, il tradizionale arancino. Stiamo parlando della quarta edizione di “Chicchi, riso e uva di Sicilia”, condotta da Antonio Iacona e Valentina Grippaldi.

Il marchigiano Palmiro Carlini ha presentato un arancino dedicato al mondo dell’eros, “Mi piace quando mi tocchi - v.m. 18 anni”. In altre parole ha usato ingredienti «che danno forti sensazioni al palato», ha spiegato. L’arancino è stato accompagnato da Uve di agosto bianco 2015, Masserie Incarrozza, grillo e petit manseng.

La catanese Bianca Celano ha proposto l’”Arancino masculino”, accoppiato a un vino frappato Tenuta Valle delle Ferle. «Ho scelto per la mia creazione – ha spiegato - un nome ironico giocando su questa diatriba arancino/arancina».

Il palermitano Tony Lo Coco ha scelto l’”Arancina ai frutti di mare” accompagnata da un vino bianco, SciarediEst insolia. «Ho optato per questa arancina – ha detto – perché vivendo a pochi chilometri dal mare è naturale proporre quello che il mare ci offre».

Rosanna Marziale ha presentato la “Palla di mozzarella ripiena di arancino” accoppiata a un bianco Uva di agosto 2016, grillo e petit manseng.

Giuseppe Raciti, catanese, ha cucinato l’”Arancino ai profumi etnei”, accostato a un vino sirah in purezza, Rinazzo «scegliendo – ha detto - ingredienti tipici nostri e prodotti di stagione come i funghi».

Hanno presentato i vini Mariagrazia Barbagallo, delegata Ais Catania e Salvo Di Bella, sommelier.

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