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L' INTERVISTA

Daniela Poggi, la pasionaria degli elefanti... Anche del Liotru

L' attrice ligure, legata a Catania da questioni lavorative e, nel passato, sentimentali, ha una ricca collezione di elefanti a cui ha dedicato anche un monologo

Daniela Poggi, la pasionaria degli elefanti... Anche del Liotru

Nessuna dichiarazione di circostanza, ma un amore vero per la città e per il simbolo di Catania, l’elefante. Daniela Poggi, attrice senza età (63 e non li dimostra affatto) sempre impegnata tra volontariato, giurie nelle manifestazioni culturali, set cinematografici e nuovi lavori da portare in scena a teatro, racconta il suo privato legato alla Sicilia. Nata a Savona, un nonno e uno zio tenori, il padre mercante d’arte, la madre miss, un cugino pittore, la Poggi confessa il suo debole per la nostra città: «A parte le esperienze lavorative, il rapporto con il pubblico che ha sempre dimostrato affetto per le mie proposte di lavoro, ho vissuto da adulta più a Catania che nella mia terra, la Liguria».

C’è un motivo?

«A Catania ho avuto un legame personale durato molti anni ed è stato un legame forte. Ho molti amici, per esempio l’attrice Gabriella Saitta che ha aperto una scuola di recitazione. Ho proposto spettacoli, ho presentato sfilate. Catania è una città del cuore, mi lega a voi il simbolo della città».

L’elefante di piazza Duomo?

«Sì. È un legame che va oltre il tempo. Adoro gli elefanti, sono una convinta animalista e di conseguenza dall’età di 17 anni mi cibo di sostanze vegetali (lo ha spiegato all’associazione Veg Sicilia, il cui portale ha raccontato il suo percorso idealista e alimentare ndr) e fin da piccola ho rifiutato l’idea di mangiare carne rossa, ma anche altre forme di vita».

La collezione di elefantini è una scelta singolare...

«L’unica cosa che colleziono: ho più di duecento pezzi, ovunque in casa mia si può incontrare un elefante».

Ci sveli il perché di questa scelta.

«Io mi sento un po’ come loro. Gli elefanti sono forti, protettivi, difendono la loro famiglia, fanno branco e hanno un incredibile rispetto della morte. Non lascerebbero mai un loro compagno da solo senza prima assisterlo e ricoprirlo di frasche per difenderne il corpo. In Zimbabwe (la Poggi stava girando un film, ndr) sono salita su un esemplare straordinario, gli davo da mangiare mele, arance e lui si divertiva. La pelle è ruvida e insieme dolce. Sono animali maestosi e io combatto ogni forma di bracconismo per evitare che vengano sottratte le zanne per farne oggetti in avorio. Vi prego: non comprate nulla che sia in avorio. Così insieme, uniti combatteremo la loro uccisione».

Una passione che prende spunto dalla sua infanzia...

«L’elefante ha sempre fatto parte della mia vita. Da piccola ero innamorata di Dumbo che rappresentava davvero l’elefantino volante sul quale potevo spostare e far viaggiare la fantasia. Grandi orecchie, le zanne. Grossezza, dolcezza, delicatezza. Ho sempre amato Dumbo per le forme. Ho capito la straordinaria profondità dell’anima degli animali che sono attenti al branco e hanno un rapporto particolare».

Un amore intenso, portato anche in scena con uno splendido monologo...

«C’è una sensibilità fuori dal comune, c’è un rispetto della vita e della morte che ha dell'incredibile. Non attaccano se non vengono attaccati. Nessuna violenza, nessuna rabbia».

ll suo rapporto con la Sicilia sia professionale che personale. Ha vissuto molte esperienze nella nostra Isola?

«Ovviamente il primo nome, dopo Catania, che mi viene in mente è Taormina: per tre anni ho presentato il festival del Cinema e la sera dopo le prove mi godevo la vitalità di una città unica. Amo Giardini Naxos, amo Marsala. Agrigento ha agriturismi straordinari. Palermo è affascinante. Negli Anni Ottanta ho fatto circa cinquanta serate recitando e ballando girando in camper con Jocelyn: Gela, Caltanissetta, il Bosco di Ficuzza, Sciacca. La Sicilia, a parte la Liguria che è la mia terra, è il posto in cui ho vissuto maggiormente da adulta».

L'Etna è un altro posto del cuore...

«Ci sono stata spesso con il mio grande amore catanese. Un posto che toglie il fiato, che ti conferma quanto grande possa essere la natura. Sono luoghi che a parole non è facile descrivere. Il cibo? In Sicilia ci sono posti in cui si mangia davvero bene e mi riferisco alla mia scelta vegetale. Una città al passo con i tempi e molto bella. Il centro storico con l'Elefante in piazza Duomo è la splendida cartolina di una Catania che sento anche mia».

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