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Dissesto, confronto pubblico tra sindaco e città che corre rischio "bomba sociale"

Domani pomeriggio nella sala consiliare del Municipio anche i cittadini possono partecipare. Catania e, soprattutto, creditori e Partecipate, si interrogano sul loro destino

Dissesto, confronto pubblico tra sindaco e città che corre rischio "bomba sociale"

CATANIA - E' un momento critico per la città di Catania: il dissesto economico sancito dalle sezioni riunite della Corte dei conti di Roma che ha rigettato il ricorso del Comune, rappresenta una tegola molto pesante caduta sul tetto del Palazzo di Città. E non soltanto su quel tetto. Un momento da condividere per il sindaco Salvo Pogliese che ha deciso un confronto e una condivisione proprio con la città, con le sue forze produttive e sindacali e con i cittadini tutti. Per oggi il primo cittadino e la sua giunta, a partire dalle 16,30, nella sala consiliare di Palazzo degli Elefanti convoca la città: le rappresentanze cittadine delle organizzazioni sindacali, datoriali, delle cooperative e del terzo settore. E l'incontro sarà aperto al pubblico.

Nel pomeriggio di ieri Pogliese, con il vicesindaco Roberto Bonaccorsi, ha invece incontrato a palazzo d’Orleans, a Palermo, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci per verificare la possibilità di un’anticipazione di risorse finanziarie sui trasferimenti regionali. Ciò al fine fronteggiare con urgenza la crisi di liquidità delle casse comunali e adempiere le obbligazioni delle spettanze ai dipendenti comunali, delle aziende partecipate, delle cooperative sociali e dei fornitori di servizi indispensabili. Il presidente Musumeci, nel ribadire la massima attenzione e disponibilità del governo regionale per la situazione di dissesto del comune di Catania, ha dato mandato agli uffici di individuare le possibili soluzioni.

Catania intanto si interroga, oltre che sulla "paternità" delle responsabilità, su quanto potrà accaderle. Innanzitutto va detto che le aliquote dei tributi rimarranno invariate perché sono già al massimo da anni. I problemi invece si avranno per i creditori, le società partecipate e alcuni servizi che per un po’ di tempo poterebbero registrare delle difficoltà.


Cominciamo dalla fase tecnica. Una volta rigettato il ricorso adesso la sezione generale della Corte dei conti invierà il dispositivo al ministero degli Interni, all’assessorato Enti locali che a sua volta darà al Consiglio un termine massimo di 20 giorni per la dichiarazione del dissesto da parte del Consiglio comunale. Una volta approvata la delibera di fallimento , questa verrà trasferita agli organi competenti e il ministero degli Interni nominerà una commissione che si occuperà di fare una sorta di rilevamento della massa passiva, accertando quali sono tutti i debiti del Comune. A quel punto pubblicherà un modello di istanza da affiggere all’albo pretorio, con il quale avviserà tutti coloro che hanno debiti nei confronti del comune di compilare l’istanza e depositarla in Comune, quantificando il loro debito. la commissione, che si sostituirà all’ente per tutti i fatti gestionali sino al 31 dicembre 2018, farà un rilevamento sia della massa passiva che della massa attiva e successivamente avvierà le trattative con i creditori per arrivare a una transazione. Il nodo riguarda proprio la percentuale di pagamento del debito che secondo quanto prevede la normativa dovrebbe aggirarsi tra il 40 e il 60% del debito. Insomma i creditori dovrebbero accontentarsi di una somma inferiore.


Il nodo partecipate dovrebbe essere un tantino meno incisivo perché una parte dei i debiti del Comune con le società oggi sono in mano a Banca Sistema. Quindi è Banca Sistema che entra nella massa di creditori e che si vedrà decurtare il credito. E’ chiaro però che a partire dal prossimo anno tutti i contratti del Comune con le società e le varie aziende dovranno essere rivisti. Ma siamo già nella fase successiva.

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