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Corleone, trionfa l'usato sicuro ex Dc-Mpa
Perde il grillino "scomunicato" da Di Maio

Eletto Nicolosi (centrodestra), già sindaco dal 2002 al 2007, con il 60%. Pascucci, nella bufera per il "dialogo" con i parenti dei mafiosi, perde la partita delle urne dopo aver sfidato anche il movimento

"Caso" Corleone, Di Maio furioso con candidato sindaco: «Voti mafia non li vogliamo»

CORLEONE«L'esito delle elezioni è una vittoria per la città. I corleonesi si sono svegliati affidando a noi il compito di condurre Corleone verso nuove mete. Lo faremo con la squadra di consiglieri e assessori che abbiamo designato, lo faremo con tutti i corleonesi». Sono le prime parole di Nicolò Nicolosi, candidato sindaco di Corleone che ha vinto le elezioni nel Comune sciolto per mafia che ieri è andato al voto.


Il vincitore, appoggiato da una lista civica di centrodestra, si attesta al 60% seguito da Maurizio Pascucci (M5s) al 29% e da Antonio Saporito in lizza con una civica di centrosinistra. Nicolosi, 76 anni, è stato sindaco dal 2002 al 2007, fallendo in seguito il secondo mandato per appena tre voti, con una coalizione di centrodestra; politico di lungo corso, ha fatto parte della Dc, fondatore del Patto per la Sicilia, poi è entrato nel Mpa di Raffaele Lombardo.


Si conclude dunque con una sconfitta la tormentata avventura del "toscano" Pascucci, il grillino rinnegato da Luigi Di Maio in persona. Dopo gli entusiasmi per il vantaggio nella prima sezione scrutinata (la numero 12 della frazione di Ficuccia) il candidato del M5S ha quasi subito capito che la partita era persa. Chissà quanto avrà influito il caso politico-mediatico dopo il quale è stata annunciata la sua cacciata dal movimento.

Pascucci, infatti, è stato travolto dalle polemiche per la foto di lui col marito della nipote del boss mafioso Bernardo Provenzano, ma ha deciso di andare avanti nonostante il vicepremier e capo politico avesse chiesto la sua espulsione dal movimento, annunciando che avrebbe tolto il simbolo dei 5stelle a chiunque fosse eletto. 

Alla fine Nicolò Nicolosi è stato eletto con 3.587 voti. Pascucci è arrivato secondo con 1.830 voti, poco più della metà dei voti del neo sindaco. Il terzo candidato, Salvatore Antonino Saporito, ha ottenuto 1.006 consensi. Ieri alle urne si sono recati 6.611 elettori dei 10.814 aventi diritto, facendo registrare un’affluenza del 61,13%. 

Sciolto per mafia nel 2016, il Comune di Corleone aveva di nuovo fatto parlare di sé una settimana fa, quando le tre commissarie che da 27 mesi lo amministrano avevano dedicato la via Scorsone, strada dove ha casa la famiglia Riina, al giudice Cesare Terranova, ucciso dalla mafia nel '79. Nessuno aveva badato all’appuntamento elettorale di ieri, ma due giorni fa la notizia delle amministrative nella città che ha dato i natali a fior di boss è improvvisamente diventata un caso nazionale. E ha influito anche sull'affluenza: sono andati a votare 6.611 elettori su 10.814, il 61,13%, contro il 73,2% dell'ultima tornata amministrativa.

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