Palermo
«Lo Stato si farà sentire» ma il M5S attacca Fdi: la politica litiga sullo Zen
Lo Zen tra sicurezza e politica: il ritorno dello Stato, le responsabilità per anni di abbandono e le misure urgenti per interrompere la spirale di violenza
La parlamentare FdI Carolina Varchi
Il ritorno dello Stato, cioè delle forze dell'ordine. Le responsabilità di chi ha dimenticato il quartiere negli anni. Le misure più efficaci per evitare il ripetersi dei fatti violenti e dei delitti finiti dentro la cronaca degli ultimi mesi. Lo Zen, adesso, è anche un campo di battaglia politico, dove i partiti e le istituzioni misurano la propria capacità di incidere, di cambiare le cose.
Ieri, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha scelto il profilo basso: è andato a messa a San Filippo Neri, insieme alla moglie, per manifestare solidarietà al parroco Giovanni Giannalia. È rimasto al quarto o quinto banco e infine ha ribadito i concetti affidati due giorni fa La Sicilia: «Qui l'amministrazione comunale ha fatto tanto, forse a qualcuno dà fastidio».
L'elenco degli interventi sul quartiere, rivendicato dalla giunta, semmai, salta fuori da un post dell'assessore alla rigenerazione urbana Maurizio Carta: «Non tutto è veloce come vorremmo, non tutto è efficace come servirebbe, ma tutto è indispensabile e va nella direzione giusta», ha detto, prima di ricordare che la giunta «ha rimesso in circolo i fondi ex Gescal, rimasti inutilizzati per quasi vent'anni, consentendo l'avvio dei lavori al Baglio Mercadante, per un valore complessivo di 10 milioni di euro, destinato a diventare anche uno spazio sociale e aggregativo per il quartiere. Con gli stessi fondi – prosegue Carta - stiamo intervenendo su strade e marciapiedi e lavoriamo per potenziare i collegamenti Amat tra lo Zen e il resto della città». Nell'elenco, poi, la variante urbanistica che ha sbloccato 4 milioni per la nuova piazza dello Zen, oltre alla firma, arrivata il 30 dicembre, del contratto per l’affidamento del progetto esecutivo e realizzazione della linea E2 sud del tram che collegherà lo Zen con la stazione centrale e il porto. «Una infrastruttura strategica – sottolinea Carta - per rompere l'isolamento storico del quartiere”.
Ma oltre agli interventi del Comune, servirà dell'altro. Almeno è l'idea di Fratelli d'Italia, espressa dalla segretaria di presidenza alla Camera, la deputata Carolina Varchi. Anche lei, ieri è andata a far visita a don Giannalia: «Ho voluto ascoltare – ha detto - il parroco, i residenti, i più giovani e le associazioni che operano quotidianamente sul territorio. Sicurezza, legalità, servizi, diritti. Questo è ciò che chiedono e che mi impegnerò a rappresentare a Roma». Ma nelle parole della deputata, molto vicina alla premier Giorgia Meloni, anche l'accenno a novità imminenti: «Continueranno – ha detto infatti - le operazioni “alto impatto” degli ultimi mesi e saranno accompagnate da altre iniziative su più versanti. Lo Zen non può essere ostaggio di alcuni criminali, lo Stato dimostrerà di essere più forte. Con Varchi allo Zen anche l’assessore al bilancio Brigida Alaimo: «Nei prossimi giorni - ha annunciato - convocherò tutti i presidenti delle società partecipate comunali direttamente allo Zen per una riunione operativa, al fine di verificare lo stato degli interventi in corso, individuare eventuali criticità, programmare in maniera coordinata gli interventi di competenza delle partecipate e rafforzarne la presenza operativa sul territorio. Lo Zen necessita di un’attenzione costante e strutturata».
Fdi rilancia, quindi, con interventi dello Stato e del Comune. Affermazioni che non convincono l'opposizione, in particolare il Movimento cinque stelle che si rivolgono direttamente a Varchi, «già vicesindaco di Palermo con deleghe importanti come al Bilancio, Tributi, Legalità e beni confiscati. Ben svegliata! Ma è un’attenzione che reputo tardiva». Secondo la deputata, semmai, il governo Meloni avrebbe «dimenticato il quartiere Zen anche in occasione del cosiddetto decreto Caivano bis quando ha stanziato risorse solo per Borgo Nuovo».
Domani alle 18, alla messa celebrata dall'arcivescovo Corrado Lorefice sarà presente anche il presidente della Commissione regionale antimafia Antonello Cracolici, per «far sentire la presenza della città al fianco di padre Giovanni Giannalia che, con grande coraggio, sta svolgendo la sua funzione», mentre la componente dell'Antimafia, Roberta Schillaci, ammonisce: «Ora la presenza dello Stato o viene avvertita e, direi temuta, allo Zen oppure abbiamo fallito».
Intanto, sul lo Zen, è già battaglia politica.