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L'intervista

Falcone: «Fi ora si rinnovi No alle elezioni anticipate Mulè? Autorevole, ma...»

Dal meeting Ppe di Catania a Taormina: un ponte tra Europa e Sicilia, impegni Ue per le marinerie e l'insularità e la sfida del centrodestra in vista delle regionali

26 Giugno 2026, 08:07

08:10

Falcone: «Fi ora si rinnovi No alle elezioni anticipate Mulè? Autorevole, ma...»

Un evento per connettere l'Europa e l'isola. Ma anche per tastare il polso alla Sicilia che si avvicina al momento delle scelte. C'è anche questo nella kermesse “Le città e il Mediterraneo” voluta e organizzata dall'eurodeputato di Forza Italia, Marco Falcone. Una prima tappa, quella catanese, prima delle altre due previste nelle città metropolitane: a Palermo, appunto, e a Messina. O meglio, a Taormina dove, a ottobre, sempre su proposta di Falcone, il gruppo Ppe terrà il suo meeting di metà legislatura, alla presenza di un parterre di livello altissimo, a cominciare dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen e passando per la presidente del parlamento europeo Roberta Metsola e del capogruppo del Partito popolare europeo Manfred Weber, oltre a 120 deputati europei.

Onorevole, qual è lo spirito dell'evento che inizia oggi?

«Vogliamo raccontare la capacità delle città siciliane di interconnettersi con l'Europa. E avvicinare ancora di più le istituzioni comunitarie alla Sicilia».

È anche un modo per lanciare una piattaforma programmatica in vista delle vicine elezioni regionali?

«Non è questa l'intenzione. Questo appuntamento è un modo per cominciare a “vedere cosa c'è”, cosa si muova davvero in Sicilia, in termini di potenzialità e quali sono le esigenze degli attori sociali in tutti gli ambiti. Il rapporto tra l’Europa e l’isola può avere effetti concreti».

Ad esempio?

«Abbiamo portato a Bruxelles le marinerie siciliane, dal commissario Costas Kadis che in quell'occasione assunse l'impegno di ricambiare la visita: ebbene, l'11 e il 12 settembre Kadis sarà a Trapani per incontrare i lavoratori. Un risultato ottenuto anche grazie al grande lavoro del Ppe e del suo leader Weber che ringrazio. Ma ovviamente serve sempre di più. L'Ue deve saper dare risposte sul piano dei finanziamenti, dello snellimento burocratico e degli incentivi, affinché si affermi compiutamente il principio dell'insularità».

Da Palermo alla Regione, entriamo nella fase di avvicinamento alle elezioni. Come giudica il momento del centrodestra, tra le liti per le Comunali e l'ultimo vertice?

«Certamente il momento è delicato. Ma adesso i partiti dovrebbero fermarsi e riflettere. Dobbiamo capire tutti insieme che non bisogna stare insieme solo per vincere, ma che si deve farlo con l'obiettivo di governare. Insomma, serve una squadra capace di offrire una visione chiara e interventi tangibili per la Sicilia. Ed è il momento di abbandonare la tattica e aprire alla strategia elettorale e di governo, pensando fin da ora a provvedimenti utili per la Sicilia e i siciliani. I governi Musumeci e Schifani hanno creato le condizioni perché il prossimo governo possa contare su tante e preziose risorse per cambiare la Sicilia e migliorare la vita dei siciliani».

La coalizione è stata anche attraversata da molti problemi giudiziari. Che idea s'è fatta?

«Ho sempre pensato che la politica debba arrivare prima della magistratura e comunque assumere subito comportamenti consoni. Qualche anno fa anche io fui indagato, in una vicenda che poi si risolse con la mia totale estraneità e quindi con l'assoluzione. Ma in quell'occasione, presentai le mie dimissioni all'allora governatore Nello Musumeci, ma le respinse».

Lei è un autorevole rappresentante di Forza Italia: come valuta lo stato di salute del partito?

«Anche il mio partito sta attraversando un momento critico da un punto di vista etico. Ma di tutto questo dobbiamo fare tesoro in vista delle prossime elezioni. Ha detto bene il commissario Nino Minardo: non basta più dimostrare di avere consenso. Dobbiamo andare oltre, valutando le reali qualità di un candidato e il motivo per il quale si decide di candidare quella persona. Ma c'è anche un tema più generale: Forza Italia deve rinnovarsi a cominciare dal modo di rapportarsi con gli elettori».

Si andrà a elezioni anticipate? E il centrodestra dovrebbe ricandidare Renato Schifani?

«Sono perplesso riguardo all'ipotesi di una interruzione anticipata della legislatura: sarebbe letta come un fallimento. A meno che non si parli di una scelta tattica, un po' come ha fatto Occhiuto in Calabria. Lasciamo governare Schifani. Poi, se si dovesse anticipare di qualche mese solo per allineare le elezioni in Sicilia a quelle nazionali, non sarebbe un dramma».

Lei nel partito ha fatto asse col vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè che si è detto pronto a candidarsi, se gli venisse chiesto. Come vedrebbe lei questa candidatura?

«Si tratterebbe certamente di un candidato autorevole. Ma oggi la cosa più importante è fare valutazioni di tipo più generale. I tempi sono mutati e oggi non è certa come in passato la vittoria del centrodestra in Sicilia, quando eravamo certamente maggioranza e il centrosinistra, dopo i disastri del governo Crocetta, non era riuscito a creare una classe dirigente. Ora è diverso, quindi il candidato dovrà possedere diverse qualità, per portarci alla vittoria».

Quali sono queste qualità?

«Deve certamente essere autorevole e credibile. Ma credo che serva anche un radicamento nel territorio, un'esperienza amministrativa e la capacità di generare un valore aggiunto dal punto di vista elettorale, coinvolgendo chi in questo momento magari è più distante da Fi e dal centrodestra: questo è l'identikit del perfetto goleador».

Lei è stato assessore regionale, attualmente è responsabile a Catania del partito ed è stato più volte eletto direttamente dai siciliani all'Ars. Si ritiene una figura spendibile come candidato alla presidenza?

«È prematuro parlare di questo. Ho sempre creduto, però, che se fai bene il tuo lavoro, qualcuno alla fine te lo riconosce. A me non ha mai regalato niente nessuno e ho sempre fatto contare la forza dei fatti e dei numeri. Quando sarà il momento e qualcuno dovesse chiedermelo, certamente non mi tirerò indietro. Ma è presto per parlarne».