I nodi del Barbera
Stadio di Palermo, chiamata alle "armi": per dirigenti e tecnici il diktat di Lagalla e il vertice decisivo
Oggi la riunione per definire la proposta di delibera e ottenere visti e pareri
Ordine del sindaco: per lo stadio vertice di emergenza con dirigenza e tecnici. Per la semplice ragione che sì, ce la facciamo, «siamo nei tempi». Riunione plenaria di tutti i chiamati in causa per visti e pareri. Finale e risolutiva, nei desiderata di Roberto Lagalla, a quattro giorni dalla “ghigliottina” per l’approvazione della convenzione con il Palermo Fc in tempo per le designazioni Uefa-Figc delle sedi italiane di Euro 2032. E poche ore dopo la secchiata gelida del mancato invio di una proposta di delibera che non sia né «incompiuta» né «incompleta», né capace di «traslare» sul groppone del consiglio comunale «oneri degli uffici». Strozzati, questi, peraltro, dai risicati tempi di invio della bozza. Parole del segretario generale Raimondo Liotta.
Chiamata alle armi. Oggi. Interno pomeriggio con possibile apertura alla sera inoltrata a Palazzo Palagonia, nella convinzione - si apprende dall’entourage di Lagalla - che «a questo punto del percorso, piuttosto che non tutto è perduto, va detto che nulla è perduto». Ai gufi e alle volpi che si aggirano attorno al Barbera, ma pure alle colombe troppo ottimiste, il sindaco Roberto Lagalla preferisce la “testuggine” dei suoi vertici dirigenziali. Alla fine dovranno uscire dalla stanza firme e pareri, perché la proposta sia pronta per l’aula. I pareri sono quelli tecnici di Patrimonio, Demanio, Urbanistica, e poi contabile e di legittimità. A Palazzo delle Aquile non si nasconde la luna di alcune incongruenze per guardare il dito della fretta. Ci sarà da ritoccare alcuni punti della concessione, il cui canone è stabilito in 800mila euro all’anno dal momento del collaudo, neutralizzati per le anticipazioni fatte dal Palermo fino alla concorrenza di 72 milioni di euro, tutto al netto di Iva. Ci saranno i termini delle esenzioni e delle agevolazioni tributarie su Imu, Cup e Tari, per non cozzare con il regolamento dei tributi. Ci sarà la questione della pubblicità, già al fotofinish sfrondata tra le versioni del 10 luglio e della presentazione ai capigruppo di due settimane dopo, cancellando la relativa proposta di esenzione. Ci sarà altro, prevedibilmente anche la clausola «La Società sarà legittimata anche a cambiare il nome Renzo Barbera, sostituendo, anticipando o posponendo a detta denominazione quello via via convenuto con uno o più eventuali sponsor». Insomma, Lagalla, questo dicono a Palazzo delle Aquile, ha «massima consapevolezza dell’urgenza (che imporrà deroga ai cinque giorni dati alle commissioni, già svaporati, ndr) ma non intende gettare il bambino con l’acqua sporca».
I consiglieri, finora in gran parte spettatori sbigottiti, iniziano a dire la propria. Dario Chinnici, capo del gruppo del sindaco Lavoriamo per Palermo, predica spirito costruttivo, per «uno sforzo straordinario da parte di tutti, mentre il sindaco sta facendo la sua parte e il Consiglio è chiamato a fare la propria. È naturale che vi siano posizioni diverse e anche tentativi di rallentare. Ma il confronto non può tradursi in un atteggiamento pregiudiziale». Antonino Randazzo sottolinea che «il M5s è convintamente favorevole alla realizzazione. Faremo la nostra parte con spirito costruttivo e senso delle istituzioni condividendo il percorso di una convenzione di 90 anni. L’obiettivo è uno solo: mettere gli uffici nelle condizioni di completare il procedimento e individuare ogni soluzione possibile e legittima».
Ma c'è anche la controproposta: Oso Controcorrente, con «preoccupazione per un sogno collettivo al quale non dobbiamo rinunciare» propone, con Giulia Argiroffi e Ugo Forello, di «portare direttamente l’atto in aula, con un confronto alla presenza di tutti i soggetti: segretario generale, direttore generale, ragioniere generale, l’Avvocatura, i revisori dei conti, gli uffici e, naturalmente, la Palermo Calcio».