ambiente
Ias, la deroga è al capolinea: cresce l’attesa per il futuro del depuratore
Oggi scadono i 36 mesi previsti dalla Consulta. I sindacati chiedono trasparenza alla Regione e contestano l’esclusione dalla cabina di regia
Scadono oggi i 36 mesi imposti dalla Corte Costituzionale come termine perché si possa scaricare reflui industriali in Ias, in deroga ai limiti previsti dalla normativa ambientale. Insomma, stop agli effetti del decreto emesso dal governo per tenere aperto il depuratore, nonostante l’ordinanza di sequestro nell’inchiesta per disastro ambientale. Quasi tutte le industrie si stanno staccando. Resterebbe Sonatrach, certa di dimostrare una (ulteriore) riduzione del carico inquinante, tale da ottenere un rinnovo dell’Aia (dopo la scadenza di dicembre).
Il territorio però si interroga sul futuro dell’impianto. Da qui la lettera dei segretari generali di Filctem, Femca e Uiltec Siracusa, Fiorenzo Amato, Alessandro Tripoli e Giuseppe Di Natale al governatore Schifani e alla deputazione, riguardo alle «sempre più insistenti notizie relative a un piano di salvataggio della società Ias, che la Regione starebbe mettendo in piedi. La strategia – spiegano - prevederebbe di attendere la conclusione dei tempi giudiziari, per poi procedere a un’iniziativa di carattere societario, tenuto conto che Ias è partecipata per il 65% dalla Regione e per la restante parte dai privati e dai Comuni di Melilli e Priolo. Si prospetterebbe, inoltre, un importante intervento di revisione societaria. Nello stesso contesto è emersa l’esistenza di una cabina di regia». Dalla quale però, sono stati esclusi proprio i sindacati: «L’impressione – proseguono i sindacalisti - è di un futuro discusso in riunioni ristrette. Chiediamo al presidente e ai deputati regionali un celere riscontro con la massima trasparenza, pretendendo che le parti sociali vengano coinvolte».