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A Siracusa il pubblico delle grandi occasioni per la riapertura del Teatro di Ortigia

Di Francesco Nania

SIRACUSA - Le note della Cavalleria rusticana hanno risuonato nella platea del Teatro comunale di Siracusa. Ieri sera e dopo quasi 60 anni si è ricollegato quel filo armonico che si era interrotto per cadere nell’oblio. Era il 1958, infatti, quando al Teatro comunale di Siracusa si è celebrato l’ultimo concerto, proprio con la messa in scena dell’opera di Mascagni. Da allora, il sipario si è chiuso e il silenzio è sceso nel teatro, la cui costruzione è iniziata nel 1872 per terminare solo il 15 maggio 1897 quando si celebrò l'inaugurazione con il Faust di Gounod.

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Un silenzio rotto periodicamente dalle squadre degli operai che nel corso dei decenni vi hanno fatto ingresso per realizzare quegli interventi di restauro, di ristrutturazione, di messa in sicurezza, quando non di ammodernamento della struttura, che sorge nell’isola di Ortigia tra la centralissima via Roma e piazza san Giuseppe.

 

Un teatro che a pieno titolo era ritenuto fino a venerdì l’eterna opera pubblica incompiuta della città ma che adesso torna nel suo splendore per «ridare un’anima a Siracusa» come rimarcato dal presentatore della serata, Mimmo Contestabile. Sul palco il sindaco Giancarlo Garozzo, in fascia tricolore, che ha tagliato il nastro, visibilmente commosso. «È per me una grande emozione salire su questo storico palco - ha detto il primo cittadino - oggi è la festa della città perché torna la grande cultura con il primo spettacolo dopo 60 anni».

 

Alla “prima” del Teatro comunale c'era il pubblico delle grandi occasioni...

 

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