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Aci Trezza, appello dei parenti ai pescatori in mare: «Aiutateci a trovare Fabio ed Enzo»

Di Vittorio Romano

CATANIA - Un Natale d’angoscia e speranza quello appena trascorso dalle famiglia di Fabio Giuffrida ed Enzo Cardì - entrambi di 38 anni, appassionati pescatori, salpati dal porticciolo di Aci Trezza il 23 dicembre scorso su uno scafo di 7 metri e scomparsi in mare. L’ultimo contatto è stato verso le 4 del pomeriggio di venerdì. Poi i cellulari non sono stati più attivi.

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«Continuiamo a essere fuduciosi - ha detto Santa Giuffrida, sorella di Fabio - e ci affidiamo a una mano superiore perché possiamo presto ricevere una telefonata che ci tranquillizzi sulle sorti di Fabio e del suo amico e collega. La speranza che siano ancora vivi e in balia del mare, a bordo di una barca in avaria, è sempre accesa, nulla è cambiato rispetto a ieri. Ma stavolta io personalmente ho contattato tutti i pescatori che conosco, chiedendo loro di perlustrare il mare e aggiungersi così alle ricerche già attive da parte della Guardia costiera (in mare con due motovedette che controllano da Letojanni a Capo Passero, e in cielo con un Atr 42 del II Nucleo aereo di Catania). Un appello al quale si è unita anche la sorella di Enzo Cardì che ha chiesto anche lei massima attenzione da parte dei pescatori in mare in questi giorni.

 

Secondo gli zii pescatori della signora Giuffrida, potrebbe essersi rotto il motore del motoscafo con il quale Fabio ed Enzo erano usciti per pescare e le correnti avrebbero spinto l'imbarcazione fino al largo di Siracusa, «e forse anche oltre, visto che sono trascorsi diversi giorni». Ma le ricerche della guardia costiera continuano, anche se finora non hanno dato purtroppo esiti, sebbene le condizioni del mare sino a ieri siano state generalmente buone. Da oggi il mare è mosso e le condizioni quindi sono più difficili: non si affievolisce però la speranza dei parenti dei due pescatori. 

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