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L'epica dei paladini sui frigoriferi Dolce & Gabbana

Di Filippo Romeo
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Frigoriferi unici, pezzi irripetibili, destinati ad una clientela di nicchia e facoltosa, principalmente grandi collezionisti privati, e il cui costo, per ciascun pezzo, si aggira sulle 30mila sterline circa 35mila euro. Pezzi d’arte che rendono omaggio alla Sicilia, da sempre musa dei due stilisti, in cui si uniscono già presentati con grande successo al Salone del mobile lo scorso anno. Uno dei pezzi “made in Etna” è stato esposto nei giorni scorsi a Londra ad una mostra internazionale. E’ stato scelto proprio uno di quelli dipinti ad Aci Sant’Antonio per rappresentare la linea di elettrodomestici dei due famosi stilisti. Dalla Sicilia è volato in Inghilterra, per la sua prima esperienza lavorativa fuori dall’Italia, anche uno degli autori Gaetano Di Guardo che ha avuto modo di incontrare appassionati del genere di tutto il mondo.

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«La collaborazione con Dolce & Gabbana – racconta al suo rientro – è iniziata un anno fa. La proposta, segretissima, è arrivata via internet e ho accettato, assieme a Salvatore Nicolosi ho presentato i bozzetti e sono piaciuti. Ci siamo ispirati – aggiunge Di Guardo – ai temi classici della nostra tradizione: alle scene epiche cavalleresche dei paladini di Francia e ai tarocchi ma abbiamo cercato di dare uno stile particolare a ciascun frigorifero, in modo da renderli diversi l’uno dall’altro nonostante la mano fosse sempre la nostra, ciascuno un’opera unica e originale». Le opere, in fase di realizzazione sono state seguite a distanza, attraverso foto e mail, dallo staff di Dolce e Gabbana, «abbiamo avuto – dice ancora Di Guardo – una corrispondenza quasi quotidiana perché volevano assicurarsi che il lavoro fosse eseguito così come disegnato nei progetti».

Frigoriferi, dal design vintage e dai colori sgargianti, realizzati a quattro mani dai due artisti santantonesi che portano avanti l’antica tradizione decorativa tramandata loro da vecchi maestri come l’indimenticato Domenico Di Mauro nella cui bottega si è formato Salvatore Nicolosi. «E’ lì – afferma – che ho appreso le tecniche dell’arte decorativa, le stesse che in questi mesi abbiamo utilizzato per i frigoriferi. Al rosso predominante della base, come nei nostri carretti, abbiamo aggiunto tutti i colori della tavolozza, riproducendo le immagini delle ruote e delle sponde degli antichi mezzi di trasporto d’un tempo. Ma il nostro auspicio – conclude Nicolosi, che ricorda come anni fa insieme a Di Guardo realizzò anche una vecchia Fiat 500, una vespa ed una bicicletta con i disegni dei carretti – è che le nuove generazioni si avvicinino a quest’arte, per questo apriamo ai giovani il nostro laboratorio ed organizziamo incontri anche nelle scuole».

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