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«Il web mi ha tolto dalla cattiva strada»

Di Mariella Caruso
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Con 335 mila followers su Facebook, oltre 172 mila su Youtube, 43.200 su Twitter, 557 mila su Instagram, Marco è una webstar («Ma questo – ammette il quindicenne - ancora mi sembra un parolone») con una storia dolorosa. Figlio di un mafioso arrestato (e poi condannato) nell’ambito dell’operazione “Fiori bianchi”, Marco ha voluto raccontare la sua vita senza nascondere nulla. «So che ho rivelato cose che in genere si tende a nascondere, ma non ho nulla di cui vergognarmi. Certo non vado fiero di quello che è successo a mio padre, ma so che le cose che ha fatto in passato le ha fatte per necessità. E spero che le mie parole possano essere d’aiuto a chi si trova nella mia stessa situazione», chiarisce.

Nei capitoli del suo libro c’è tutto: la famiglia, gli arresti del padre, la vita agiata prima e le difficoltà successive, l’addio alla scuola, l’ascesa come youtuber. «All’inizio erano soltanto note scritte sul mio telefonino, sfoghi personali che mi aiutavano in momenti molto duri. Non avrei mai pensato che un giorno sarebbero diventate le parole di un libro», racconta con un po’ di stupore. Del resto in quel momento Marco non era ancora un adolescente famoso, ma un ragazzino con un padre in galera, che aveva lasciato la scuola in seconda media e che, per mettere in tasca qualche euro, andava a raccogliere ferro con lo zio.

«Oggi la mia vita è cambiata e il titolo del libro rispecchia la realtà: il web mi ha davvero tolto dalla strada», ammette. «Non so cosa sarebbe accaduto se non fossi stato così fortunato, ma so che comunque non avrei imboccato una cattiva strada perché si entra in una spirale pericolosa», dice con una maturità diversa da quella di un ragazzino di 15 anni che non vuole pensare al futuro. «Non mi piace pensarci, cerco di godermi la mia età e spero di poter tornare a studiare al più presto – rivela -. Ho preso la licenza media con l’aiuto delle assistenti sociali e mi piacerebbe prendere un diploma e studiare recitazione».

Ora è concentrato sul libro, al quarto posto tra quelli in pre-order su Amazon. Lo presenterà il 18 aprile alla Mondadori di Milano. «Non so quale sarà la reazione di chi lo leggerà. Mi basta sapere che la mia famiglia è orgogliosa di me. Anche mio padre aspetta di leggerlo, glielo porterò», dice soddisfatto. «Posso dire la mia sulla proposta di togliere i figli ai mafiosi?» chiede. «Secondo me è giusto che chi ha sbagliato paghi, ma non devono pagare i figli. So cosa vuole dire crescere senza un padre, ma almeno so di poterlo andare a trovare – conclude -. Non è giusto strappare i figli ai genitori».

Mta prima e le difficoltà dopo, l’addio alla scuola, l’ascesa come youtuber

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