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«Così ricordiamo Roberto Gervaso, intellettuale d’altri tempi»

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«Così ricordiamo Roberto Gervaso, intellettuale d'altri tempi»

Di Assia La Rosa

«La Cultura per la Cultura, in una rete d’intenti che si muove per avvolgere questa contemporaneità con contributi positivi che hanno ricadute sulla società, sulle economie e sulle relazioni». Con questo obiettivo Roberto Gervaso, giornalista, scrittore e aforista scomparso lo scorso 2 giugno all’età di 82 anni, partecipò al “Premio Mediterraneo della Cultura”, iniziativa degli imprenditori Salvatore Costanzo e Caterina Maugeri, che vogliono così ricordare la partecipazione dell’intellettuale italiano al Salotto letterario che nel 2012 si svolse nella location d’eccezione di Villa Letizia, residenza della prefettura di Catania, che dopo anni aprì le porte alla città per un evento esclusivo.

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La filosofia che incornicia i ricordi dell’evento è quella del “mecenatismo” che nasce dall’impegno di chi fa impresa sul territorio e vuole restituire valore alla comunità d’appartenenza, come da anni fa Archigen, azienda che opera nel campo medico ma che ha sempre contribuito con attività di Corporate social responsability a sostegno della cultura, dell’arte e dell’ambiente.

«Ricordiamo con grande affetto la partecipazione di Gervaso e dell’inseparabile moglie Vittoria – donna di grande eleganza - al “Premio” organizzato nella nostra città – spiegano i coniugi Costanzo – ironico e colto, il pubblico lo amava per la vastissima cultura che sapeva trasmettere con parole chiare e appassionate. Una figura di spessore, che incantava per il suo look inconfondibile: papillon, portamento e garbo. Un autentico gentiluomo, un uomo d’altri tempi che quella sera, difficile dimenticarlo, intrattenne i nostri ospiti insieme a Giordano Bruno Guerri, nota personalità nel panorama culturale italiano, Annamaria Bernardini De Pace, avvocato con la passione per il giornalismo; Alain Elkann, scrittore di respiro internazionale: tutti ospiti conosciuti per la copiosa produzione letteraria. Gervaso era capace di sintetizzare concetti esistenziali e filosofici molto complessi, catalizzando l’attenzione e trasferendo a chi lo ascoltava molteplici spunti di riflessione. La sua serietà la manifestava non prendendosi mai sul serio».

«Averlo conosciuto e aver consentito alla città di ascoltare “un uomo di finissima cultura e una penna dall’inconfondibile stile” ci riempie d’orgoglio – concludono i promotori dell’evento che per anni ha consentito al capoluogo etneo di ospitare illustri personaggi del panorama culturale – dopo il Premio è rimasta una grande amicizia, che ci ha consentito di conoscere una personalità davvero unica, dalle grandi doti umane. Oggi più che mai proseguiremo nel percorso intrapreso: preservare il nostro patrimonio intellettuale, diventando “facilitatori” e portatori sani d’interesse culturale. Siamo vicini alla famiglia, all’amata figlia e ai nipoti: il ricordo di Roberto consentirà a tutti di mantenere viva la memoria di un uomo che è stato un vero e proprio Maestro».     

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