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Ricostruzioni più facili con la modifica dell'articolo 10: «Un passo in avanti per riqualificare la nostra città»

Di Assia La Rosa

CATANIA – Novità sul decreto Semplificazioni, con particolare riferimento al tanto contestato “Articolo 10”: i chiarimenti forniti dai ministeri delle Infrastrutture e della Pubblica Amministrazione aprono nuovi scenari in campo di rigenerazione e riqualificazione urbana, “facilitando” le ricostruzioni e gli interventi urbani.

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Una risposta dovuta, dopo che lo scorso settembre gli Ordini degli Architetti di Catania, Palermo, Bologna, Como, Reggio Calabria, Salerno, Sassari, Torino, Roma e Viterbo avevano acceso i riflettori su alcuni limiti di intervento nelle zone A, indipendentemente dal reale valore storico-architettonico. 

Una «tutela dei falsi storici e dei mostri urbani», come aveva dichiarato il presidente dell’Ordine etneo Alessandro Amaro, che di fatto avrebbe “ingessato” le città, particolar modo il capoluogo etneo.

Una questione spinosa che oggi trova risposte nella circolare firmata dai ministri Paola De Micheli e da Fabiana Dadone: «Un importante risultato raggiunto – commenta Amaro – e che dà risposte ai dubbi e alle perplessità sollevate da diversi Ordini d’Italia. L’articolo 10, infatti, avrebbe potuto rappresentare un grave ostacolo in tutto il Paese per quel processo di riqualificazione che auspichiamo da tempo e che potrà rispondere concretamente al Recovery Plan e Green Deal voluti dall’Unione Europea. Un ulteriore passo verso quella messa in sicurezza del patrimonio urbanistico, degli edifici e delle nostre città per un futuro e una qualità di vita migliori».

La circolare, infatti, apre alla possibilità di effettuare ristrutturazione edilizia con “interventi di demolizione e ricostruzione dove risulti modificata la sagoma, il prospetto, il sedime e le caratteristiche tipologiche, con le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, per l’applicazione della normativa sull’accessibilità, per l’installazione di impianti tecnologici e per l’efficientamento energetico”. 

Più in generale, il testo fa riferimento a “un’equiparazione delle zone A (e assimilate) e centri storici alle altre aree”, seppur in modo “tendenziale, essendo espressamente fatte salve le previsioni degli strumenti di pianificazione territoriale, paesaggistica e urbanistica vigenti”. Si fa riferimento, dunque, a “disposizioni di leggi regionali che consentano, anche per le aree in questione, interventi di ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione anche con limiti meno stringenti” rispetto a quelli previsti dal testo unico sui Beni Culturali.

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